I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

La sfida di San Siro può essere l’inizio di un nuovo campionato oppure serve calma e non farsi prendere dai facili entusiasmi? Ieri sera tanta Juve o poco Milan?

La vittoria di San Siro fornisce nuova consapevolezza all’ambiente bianconero, il primo scontro diretto vittorioso porta ancor più fiducia nella squadra. Nessun facile entusiasmo, sia chiaro, serve mantenere testa fredda e umiltà, visto che ci sono ancora ampi margini di migliorie, ma è chiaro che battere la capolista in casa propria, dopo un filotto lunghissimo di risultati positivi da parte del Milan, deve essere considerato. Una buona Juve, a tratti molto buona, spesso con il pallino del gioco in mano, dimostra la crescita della Vecchia Signora, di fronte a un Milan, si con molte assenze importanti, come per la Juve, ma combattivo e fluido. La differenza è stata creata sul campo dalla qualità delle rose, quella juventina superiore come tasso tecnico e scelte, quella del Milan buona ma non eccelsa, come già si sapeva ad inizio campionato. La Juve è ancora in corsa, ora servirà disputare un gennaio di alto calibro, a livello di prestazioni e risultati, perchè questo sarà il mese cruciale, lo svincolo chiaro per il campionato degli uomini di Pirlo.

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Kulusevski viene quasi sempre utilizzato a partita in corso. Pirlo ha definito, almeno per il momento, il ruolo dello svedese come dodicesimo uomo?

Kulusevski ha iniziato bene la stagione, poi si è un pò eclissato. Le potenzialità sono evidenti, ma il ragazzo svedese, vista anche la giovane età, ha bisogno di capire bene cos’è la Juve e il suo periodo di adattamento sta procedendo tra alti e bassi. C’è anche un discorso legato alla collocazione tattica in campo, Pirlo lo sta impiegando dalla cintola in sù, dove lo svedese di appena vent’anni da il meglio, altre volte lo ha inserito con compiti diversi: quindi servirà trovargli una mattonella ideale per sfruttare al meglio le sue giocate e gli strappi potenti che procurano grattacapi ai difensori avversari. Un apprendistato normale, anche a livello mentale, la maglia della Juve pesa molto di più di quella del Parma, ma le qualità del giocatore sono indiscutibili: saprà ritagliarsi i giusti spazi convincendo l’allenatore.

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Pirlo ieri ai microfoni di Sky ha sviato in modo diplomatico a questa domanda che ora giriamo a te: avessi tutti disponibili al cento per cento della loro condizione i 4 giocatori più offensivi (Ronaldo, Chiesa, Dybala e Morata), quali tre scegliereti come titolari in una gara da dentro o fuori?

Pirlo non ha sviato la domanda, ma ha letto perfettamente quella che è la via percorsa dalla sua squadra. Il Mister bianconero non ha mai avuto tutti gli effettivi a sua disposizione, per un motivo o un altro. La speranza è che presto possa contare su tutta la rosa, solo allora potrà operare delle scelte, che, a mio parere, saranno sempre condizionate dallo stato di forma dei singoli e dalla forza dell’avversario da affrontare. C’è poi un discorso prettamente tattico che deve badare all’occupazione degli spazi: se gioca Dybala dal primo minuto, Kulusevski sta fuori, il tridente, a oggi è di difficile applicazione perchè serve un centrocampo ferreo nel fare le due fasi. Quindi, le cose potrebbero mutare più avanti nel tempo, certo che la situazione di Pirlo è da privilegiato, perchè a parità di forma dei singoli interpreti, potrà godere di tante scelte da operare in base ai fattori prima enunciati, con Ronaldo punto fermo. E con una panchina di alto valore che può cambiare le gare con i subentranti. La partita contro il Milan ha dimostrato che si può giocare, magari per una gara, senza la boa centrale, se gli esterni e Dybala, sono in forma e sanno proporre gioco, ma il centravanti serve eccome in altre situazioni, non a caso la dirigenza bianconera sta cercando sul mercato un vice-Morata. In definitiva, ritengo che ci si debba fidare di Pirlo e delle sue conoscenze calcistiche, in questa epoca moderna avere una formazione base può essere fuorviante, se si ha un potenziale stellare come quello approntato dalla società bianconera. L’importante è che ogni giocatore, quando parte dalla formazione inziale o da subentrante, sappia perfettamente cosa fare. Le grandi squadre devono sfoggiare meccanismi e impronte di gioco cristalline, a seconda degli interpreti impiegati, altrimenti non avrebbe senso costruire rose di grande caratura tecnica e dal valore di svariate centinaia di milioni di euro. Ci vuole fiducia in questa squadra e in questo allenatore, un Mister che sta dimostrando di avere idee chiare al cospetto di un gruppo che lo segue e lo ammira profondamente.

Franco Leonetti

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