Spazio Liga

SpazioLiga: giornata 17

Squadra della settimana

Squadra della settimana (dati SofaScore)

Top 3

1. Bryan Gil: la razzente ala andalusa non aveva avutoe particolari picchi di prestazioni fino ad ora, ma contro un cliente ostico come il Granada tira fuori una prestazione eccellente che garantisce agli Armeros la prima vittoria casalinga stagionale. Il diciannovenne ha ancora tanta polenta da mangiare, ma sta dimostrando in questo campionato che può essere un giocatore vero, in un contesto societario serio e diligente come quello basco può diventare la nota di fantasia ed estro pronta a sparigliare le difese. SOLISTA

2. Sergio Canales: l’ex niño prodigio del Racing Santander è maturato e dopo qualche stagione a vuoto ormai è diventato in pianta stabile uno dei migliori centrocampisti offensivi della Liga. Purtroppo il treno per le big della penisola e del continente sembra già passato, complice un crociato sbriciolato per ben tre volte, ma a Siviglia sta giocando il suo miglior calcio, da leader e creatore di gioco sublime. Un augurio che possa continuare così, fino a conquistare una maglia per il prossimo Europeo, sarebbe un giusto premio per le sue enormi qualità. MAGHETTO

3. Fernando Niño: probabilmente altri giocatori avrebbe meritato questa terza piazza: Messi, De Marcos e Marcos Llorente o Suárez, ma la scelta del centravanti del Submarino amarillo ha un senso preciso. Con la forma precaria di Paco Alcacer in questa stagione una società meno lungimirante avrebbe dato maggior spazio a Bacca, lasciando al numero 34 qualche comparsata qua e là. Invece Unai Emery ha puntato su questo ragazzo del Villarreal B, dando minuti ed opportunità che con il tempo si sono trasformate in reti, come quella da grande attaccante firmata contro il Levante. Il primo tempo in cui il trio offensivo formato da Moreno e dai due teenager Pino e Niño ha fatto a fette la difesa granotas è stato probabilmente il migliore scampolo di gara giocato dai gialli quest’anno, anche grazie alle qualità di questo ragazzo. PROGETTUALITÀ

Flop 3

1. Victor Laguardia: il roccioso difensore navarro non ricorderà con piacere questo fine settimana di campionato. La rete di Llorente è propiziata da una sua decisiva deviazione e per rendere il tutto ancor più amaro decide di farsi cacciare per una entrata pericolosa e sconsiderata su Lemar. Nel mezzo un mal di testa continuo causato dalle trame offensive dei colchoneros, che però la squadra di Machin era riuscita a contenere fin tanto che era rimasta in parità numerica. Un brutto intervento a coronare una pessima prestazione, ma purtroppo non è un caso isolato. La difesa dell’Alaves non è fra le peggiori del campionato, ma l’impressione è che la squadra basca sia sempre sul punto di tracollare, non un gran segnale per una compagine in lotta per la salvezza. PSYCHO

2. Nabil Fekir: spiace vedere il fantasista ex Lione in questa classifica, ma per quanto siano innegabili il talento e la capacità del numero 8 è doveroso indicare come Nabil stia ampiamente disattendendo le aspettative nell’ultimo periodo. Il rigore fallito nel sentitissimo clásico andaluso è solo la punta dell’iceberg di una stagione che lo vede, per lo meno nelle ultime settimane, rendere ben al di sotto delle sue possibilità. 15 presenze, una rete ed un assist non sono i numeri che si addicono ad un calciatore del suo talento che dovrebbe trascinare i suoi, come fatto nel finale di campionato scorso, anziché attendere di essere salvato dai compagni. INDIFESO

3. Modibo Sagnan: il ventunenne maliano aveva l’opportunità di mettersi in luce e guadagnare minuti in un match sulla carta accessibile per la Real Sociedad contro l’Osasuna penultimo in classifica, ma il numero 15 decide, con la complicità di Willian José, di complicare la giornata a tutta la squadra regalando di fatto la palla che Calleri spedirà come un missile in rete. Il resto della gara trascorrerà senza particolari intoppi, ma i baschi non andar anno oltre il pari, sul quale il ragazzo ha gravi colpe. Se a volte questo andiamo a sommare un minutaggio bassino che probabilmente si andrà a ridurre ulteriormente vediamo come la frittata sia completa. PULCINO

Partite

Villarreal- Levante 2-1 (F. Niño 19, G. Moreno 54 – S. Leon 73)

Ritorna alla vittoria la banda di Unai Emery che trova risorse inaspettate nei suoi giovani: Fernando Niño e Yeremi Pino che nel primo tempo mettono a ferro e fuoco la difesa del Levante.

Il vantaggio arriva proprio a forma del centravanti numero 34, che sparisce dai radar della difesa con un gran movimento per raccogliere il perfetto assist di Pedraza e fare 1-0. Da tenere d’occhio questo ragazzo.

Villarreal che non veniva da un gran periodo, ma la prestazione odierna risulta positiva, anche nel secondo tempo con l’ingresso di Chukwueze e Foyth, con il primo molto vicino alla rete.

Il raddoppio è una perla di improvvisazione di Gerard Moreno che finge di incespicare per liberare la traiettoria per il suo destro, imprendibile per Aitor Fernandez. Moreno avrebbe pure una grossa chance per trovare la doppietta, su suggerimento di Kubo, ma questa volta il portiere ha la meglio.

Con il 2-0 i padroni di casa tirano i remi in barca e lasciano rientrare in gara il Levante che accorci con il neo entrato Sergio Leon. Dopo lo scossone della rete e dell’occasione sprecata da De Frutos i gialli rientrano in carreggiata colpendo anche un palo nel finale con il solito Gerard Moreno, oggi dominante.

Villarreal che continua la sua lotta per un posto in Coppa dei Campioni, con la consueta discontinuità, ma anche con nuove inaspettate risorse che Emery sta trovando fra le giovanili.

Levante che resta un cliente scomodo per tutti, peccato non aver dato continuità alla gara contro il Betis.

Real Betis – Sevilla 1-1 (S. Canales (R) 53 – Suso 48)

El Gran Derbi Andalus va in scena fra due compagini molto agguerrite che si dividono la posta in palio.

Sono i biancoverdi a iniziare molto forte. Sulla destra Lainez è imprendibile, ma i suoi assist per Fekir e Canales non vengono sfruttati a dovere, con la sfera in entrambe le occasioni che termina di poco a lato.

Betis che gioca meglio e che pare meglio disposto in campo, ma nel calcio sono spesso gli episodi a far la differenza.

Ocampos in pressing mette in difficoltà la difesa di casa. Il rimbalzo sulla schiena dell’argentino va a En-Nesyri che appoggia indietro per l’accorrente Suso che con il piatto la spedisce nell’angolo basso, imprendibile per Claudio Bravo. Seconda rete consecutiva per l’ex Milan e inerzia della gara che cambia di colpo.

A differenza di quanto spesso avvenuto negli ultimi anni questa volta il Betis tiene botta psicologicamente e trova subito il pari. Loren viene atterrato in area da Diego Carlos e dal dischetto Canales è una sentenza, palla da una parte portiere dall’altra; è uno pari.

A un quarto d’ora dal termine arriva la grande opportunità per gli uomini di Pellegrini. Fekir viene atterrato in area e si prende la responsabilità del tiro dagli undici metri, ma nella sfida con Bono l’ex fantasista del Lione ne esce perdente.

È l’ultima giocata chiave di un Derbi che probabilmente avrebbe meritato molto di più il Betis, ma i problemi di concretezza dei biancoverdi sono ormai cronici. La gara era stata ben organizzata da Pellegrini e solo le imprecisioni degli attaccanti hanno permesso il pari al Sevilla.

Getafe – Valladolid 0-1 (S. Weissman 37)

Getafe che continua il suo pessimo momento cedendo in casa alla terzultima della classe, che sopravanza in classifica anche la squadra di Bordalas.

Eppure inizia meglio la compagine di casa. Cuccurella è una spina nel fianco per dinamismo ed energia, ma sia lui che Damián Suarez trovano un attento Masip.

Con la gara piuttosto sonnecchiante serviva un episodio per far svoltare la contesa che puntualmente arriva. Lancio lungo in fascia per Toni Villa, difesa che reagisce in modo pigro e non si adegua, Cabaco che buca l’intervento sul cross lasciando la palla che arriva comoda sul destro di Weissman che ringrazia per il regalo ed insacca.

Getafe che si riversa in avanti con più coraggio che idea, cercando spesso e volentieri il cross, ma mancando di uno specialista in area. Così facendo gli azulones si espongono al contropiede degli ospiti. Jota ha un’occasione enorme con un tiro al volo che tutti avevano già visto in rete, ma un intervento spettacolare di Yáñez nega il raddoppio ai púcelanos.

Getafe che non riesce a scardinare la difesa ospite, affidandosi al solito tiro dalla distanza di Timor che però non trova fortuna nelle sue esecuzioni a palla ferma.

Vittoria molto pesante degli ospiti che inguaiano nuovamente Bordalas. Il Getafe partito con sogni quasi europei a inizio stagione ora fa meglio a guardarsi le spalle per non finire invischiato nella lotta per non retrocedere.

Real Madrid – Celta Vigo 2-0 (L. Vázquez 6, M. Asensio 53)

Doveva arrivare la sconfitta per il Celta meccanico di Coudet e francamente non c’era candidato migliore per porre freno alle ambizioni galiziane che il Madrid.

Madrid che vince grazie alle sue ali che marcano e si assistono a vicenda.

Celta che però non si è comportato da vittima sacrificale, ma anzi con Iago Aspas costringe Nacho ad un salvataggio a portiere battuto molto importante in avvio di gara.

Bastano sei minuti ai ragazzi di Zizou per accomodare la gara però. Asensio si libera bene al cross sulla sinistra servendo perfettamente il dirimpettaio Lucas Vázquez, bravissimo nell’ingannare Olaza e colpire di testa indisturbato. 1-0 e gara in discesa.

Real che addormenta la gara, Celta che non riesce a rimettere il naso fuori e che sopratutto perde il suo numero 10 e trascinatore per infortunio muscolare. Esce Iago Aspas ed esce pure la squadra dalla gara.

Solito errore in impostazione di Murillo, recupero del solito Modric che pulisce la palla e manda in profondità Lucas Vázquez che intelligentemente serve Asensio che insacca comodamente.

Nel finale un’occasione per parte per Benzema e Baeza, ma il risultato non cambia più. Real impressionante nel torcere ogni partita a suo favore e vincere con il minimo sforzo. Peccato per i galiziani che stavano trovando continuità di prestazioni e risultati, sarà importante valutare quanto a lungo sarà indisponibile Iago Aspas.

Athletic Bilbao – Elche 1-0 (I. Munian 25)

Vince l’Athletic, ma dopo la gara arriva la notizia dell’allontanamento di Garitano, sostituito da Marcelino. L’ex allenatore di Depor, Eibar e Valladolid paga i due anni davvero mediocri e non bastano i tre punti odierni per salvare la panchina, evidentemente si tratta di una decisione indipendente dai risultati immediati.

Tornando alla gara i baschi hanno ragione della neopromossa grazie ad un bel gol di Iker Munian che in spaccata devia un cross di Oscar De Marcos, senza dubbio il migliore in campo.

Athletic che gestisce a piacimento la gara con l’Elche che quasi non crea nessun pericolo per Unai Simon. Anzi i baschi possono recriminare per un gol annullato, giustamente, a Raúl García e per una bella azione gestita male da Iñaki solo davanti a Edgar Badia. Williams che prova a farsi perdonare con una bella azione conclusa con uno spettacolare tiro a giro che però trova sulla sua strada il legno, negando il raddoppio ai biancorossi.

Sembra tutto apparecchiato per una facile vittoria, ma all’ultimo respiro una giocata di astuzia di Rigoni si sta per convertire in gol. Il pallonetto su Unai Simon in uscita è delizioso, ma non ha fatto i conti con De Marcos straordinario nella ricorsa e nella spazzata poco prima che la palla riesca a varcare la linea.

Vince l’Athletic, mentre l’Elche potrebbe avere qualche rimpianto per come ha approcciato il match, anche se è chiaro che nel precedente incontro contro il Real Madrid la squadra avesse dato fondo a tutte le energie nervose e fisiche.

Deportivo Alaves – Atletico Madrid 1-2 (Felipe (OG) 84 – M. Llorente 41, L. Suárez 90)

Queste sono le partite che un candidato al titolo vince, giocando non straordinariamente, ma tenendo sempre alta la concentrazione e con grande cinismo saper reagire alle difficoltà.

Il vantaggio ospite è una rete di Llorente trasformato dal cambio tattico operato da Diego Simeone. El Cholo ha visto lungo spostando l’ex Alaves in una posizione più avanzata, raccogliendo 11 reti ed 8 assist negli ultimi 37 match, ma sopratutto un rendimento altissimo.

La rete arriva però anche grazie ad una deviazione sul tiro di Laguardia che non contento della piega degli eventi decide di farsi buttare fuori per una entrata killer su Lemar al minuto 63.

In vantaggio di una rete e di un uomo gli ospiti premonì. Suarez spreca un buon mano a mano con Pacheco mettendo la palla fuori, mentre il portiere ex canterano del Real Madrid è abile nell’opporsi ad una potente punizione di Lemar.

La squadra di Machin fatica a creare e si affida alle palle inattive colpendo un palo con Lejuene, ma non sembra in grado di poter infastidire la capolista.

Ci vuole un goffo autogol di Felipe per riaprire la contesa. Il difensore tenta di anticipare Joselu, ma termina mettendo un pallone imprendibile sotto al sette, una conclusione che se un numero 9 pagherebbe per poter eseguire così. Pareggio beffardo a pochi minuti dal termine.

Ma l’Atletico è una macchina da guerra, si riversa in attacco e le opzioni sono così tante che l’Alaves può opporre una risibile resistenza. Al novantesimo Joao Félix si incunea nella difesa e lasci partire un potente cross rasoterra indirizzato sui piedi di Suarez che da mezzo metro non sbaglia neanche se addormentato.

1-2 finale è un manifesto della capacità di stare in gara del gruppo di Simeone che sta costruendo una stagione che può restare nella storia del club biancorosso.

Real Sociedad – Osasuna 1-1 (A. Barrenetxea 46 – J. Calleri 20)

Il momento nero della squadra di San Sebastian continua e si materializza nel grave errore che Willian José e Sagnan confezionano, lasciando una pericolosa palla vagante a centro area che Jonathan Calleri non può sbagliare. Bomba sotto la traversa e Osasuna avanti alla Reale Arena.

Real Sociedad che pare svuotata di idee e soluzioni arriva al pari in avvio di ripresa grazie a Berrenetxea bravo a sfruttare una spizzata di Willian Josè su cross di Portu.

La mancanza di brillantezza dei Txuri Urdi è evidente e lo testimonia la mancanza di una qualsiasi azione pericolosa nel resto del secondo tempo, eccezion fatta per una estemporanea conclusione da fuori di Jon Bautista.

1-1 che frustra le ambizioni di alta classifica dei baschi che devono cambiare marcia quanto prima se non vogliono scendere dal treno europeo. Osasuna che esce dal rettangolo verde soddisfatto per il punto, ma che deve dimostrare ben altro se intende sfuggire al “descenso”.

Eibar – Granada 2-0 (B. Gil 55,76)

Quando ci si chiede perché squadre con budget ben più florido e blasone più importante scendano in Segunda, mentre il piccolo Eibar continua a dare battaglia al piano di sopra le gare come questa sono una giusta spiegazione di come la competenza, la praticità e l’umiltà di Mendilibar e del suo gruppo di lavoro siano un valore aggiunto difficilmente replicabile.

Il migliore di giornata è senza dubbio Bryan Gil.

Il canterano del Sevilla è in giornata di grazia e si nota da subito. Serpentina sulla sinistra ed invito a nozze per Kike García a cui un enorme Rui Silva nega il gol con un riflesso felino, deviando la sfera sul palo.

La gara si sblocca grazie ad un errore di Yangel Herrera che abbatte Sergi Enrich in area di rigore. Dal dischetto Exposito si fa ipnotizzare dall’ottimo Rui Silva, ma il portiere non può nulla sul tap in di Bryan Gil, fulmineo nella ribattuta.

Luis Javier Suarez avrebbe due grandi occasioni per equilibrare la contesa, ma Dimitrovic si dimostra un eccellente estremo difensore ancora una volta. Altro capolavoro della dirigenza degli Armeros il suo acquisto.

Gil chiude la contesa al 76. Con un ottimo movimento si libera della pressione della difesa andalusa e fredda Rui Silva con un rasoterra velenoso.

L’Eibar potrebbe pure andare sul 3-0 con Kike García, ma il suo tentativo è troppo sul portiere.

Eibar che finalmente sfata il tabù casalingo con la prima vittoria nel proprio stadio in questo campionato. Granada che pare avere la testa ancora ai festeggiamenti. Non che gli andalusi abbiano giocato male, ma senza dubbio la loro prova risulta priva di intensità e mordente.

Huesca – Barcelona 0-1 (F. De Jong 27)

Barcelona senza Griezzman a Huesca che ottiene una vittoria positiva per la classifica anche se senza brillare troppo.

Al solito le soluzioni ai rebus difensivi avversari le porta Leo Messi, dopo qualche folata di Pedri, infatti è il rosarino a pescare l’assist per De Jong. L’ex Ajax taglia bene e sbuca fra due difensori terragonesi per mettere a referto la rete dell’uno a zero.

Messi potrebbe pure mettere in saccoccia l’ennesimo gol su punizione, ma è veramente bravo il portiere Alvaro Fernandez a levare la palla dall’incrocio.

Barça che attacca con una certa qualità, ma manca di precisione con i suoi avanti, Dembelè su tutti, tanto che per poco non arriva la beffa di tacco di Rafa Mir che mette a dura prova la prontezza di Ter Stegen.

I catalani vincono, ma l’impressione è che senza la qualità di Messi questa squadra faticherebbe ad entrare nella lotta per le coppe. Manca un centravanti di valore per capitalizzare la manovra ed in questo senso la perdita di un campione come Suarez a zero è stato un autogol clamoroso della dirigenza blaugrana.

Huesca che ci mette volontà, ma non ha molto altro da offrire. Il cammino per la retrocessione pare già segnato se non capita qualcosa di importante, come lascito trasparire anche dall’allenatore Michel.

Valencia – Cádiz 1-1 (M. Gómez 79 – A. Lozano 58)

La giornata si chiude con il pareggio fra Valencia e Cadiz. I padroni di casa non possono però gioire del risultato visto che è ormai chiaro che la seconda parte di stagione li vedrà lottare punto a punto per mantenere la categoria, mentre i ragazzi di Cervera possono dirsi soddisfatti di lasciare il Mestalla con un punto pesante.

La partita è combattuta e giocata su buon ritmo con le due compagini che non rinunciano ad offendere.

Nel Valencia pare particolarmente ispirato Maxi Gómez che impegna severamente Ledesma.

A sbloccare la gara però sono gli ospiti. Espino va via bene sulla sinistra e mette in mezzo un pallone velenoso, il più lesto di tutti è El Choco Lozano che controlla la traiettoria e conclude in rovesciata, beffando Domenech. Grandissimo gol del numero nove gaditano.

I padroni di casa si riversano in avanti. Soler dalla distanza è sempre pericoloso, ma è ancora Lozano ad andare vicino al raddoppio con un colpo di testa su azione d’angolo.

Los Che non possono permettersi di perdere questa gara e lo sanno molto bene, ci provano e alla fine arriva il premio, cross pennellato di Gayà e colpo di testa di Maxi Gómez per fissare il punteggio sull’uno pari.

Classifica

Stefano Follador

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