Tactical Point

SGREZZARE IL DIAMANTE

Il 2021 è visto, sia dai tifosi bianconeri che dagli addetti del settore, come l’anno della possibile rinascita dalle paludi in cui la Juventus è pian piano caduta nel corso dell’anno appena concluso (senza comunque dimenticare che il 2020 ci ha lasciato in eredità il nono scudetto consecutivo, mai celebrato abbastanza).

Le scelte societarie, condivisibili o meno, hanno dimostrato una certa coerenza e un filo conduttore preciso: la Juventus deve rinnovarsi e perseguire la vittoria basandosi su di un gioco propositivo e di stampo “tipicamente europeo”, come ad alcuni piace dire. Prima Sarri, e ora Pirlo, hanno provato a proporre alla squadra una maniera di giocare per certi versi opposta al famoso “4-3-poi si vede” di Max Allegri, che tanto ha ottenuto dentro i confini italiani ma purtroppo ha ceduto in campo europeo.

Se andiamo a ripercorrere le cavalcate Champions durante la guida di Allegri troviamo:

  • Finale 2015 contro il Barcellona
  • Ottavi 2016 contro il Bayern
  • Finale 2017 contro il Real Madrid
  • Quarti 2018 contro il Real Madrid
  • Quarti 2019 contro l’Ajax

Cosa accomuna queste partite? Aldilà degli episodi (Alves su Pogba 2015, Benatia 2018 su tutti) la dirigenza ha concluso che in campo europeo si è pagato un mix di panchina corta nei momenti decisivi e di “mancanza di spartito” cui affidarsi nei momenti difficili. Tralasciando la stagione 2019-20, unica nel suo genere per tanti motivi (non ultima la maglia, che tanto ci ha fatto discutere), la scelta di affidare la guida tecnica ad Andrea Pirlo pare essere il segnale che la Juventus vuole perseguire la strada tracciata dall’acquisto di Cristiano Ronaldo in poi, ma forse non si aspettava così tanti intoppi nel cammino intrapreso. Una convinzione però è rimasta forte: il gruppo è valido e competitivo (anche se forse incompleto in certi tasselli), quindi bisogna proseguire nell’opera di sgrezzamento dei numerosi innesti effettuati. 

In oreficeria per sgrezzamento si intende: “il posizionamento di due diamanti su degli assali che ruotano in direzione l’un l’altro opposta, e molati l’uno contro l’altro per arrotondare la forma”. Ecco cosa attende Pirlo e il suo staff in questo 2021: l’autunno ci ha consegnato una squadra capace di fornire prestazioni di livello e momenti di calcio esaltanti come la trasferta di Barcellona, ma capace anche di blackout inspiegabili che sono costati molti punti in classifica (Crotone, Benevento, Verona, fino all’inspiegabile crollo con la Fiorentina).

L’obiettivo è quello di eliminare questi ultimi, ma come fare in modo che non accada di nuovo? Dal punto di vista tattico 20 partite ufficiali hanno dato i loro spunti: ad esempio Chiesa: un ottimo valore sulla fascia destra, ma spostato a sinistra finisce spesso per pestarsi i piedi con Ronaldo. Oppure McKennie: motorino instancabile nel mezzo, in entrambe le fasi, ma spaesato e fuori ruolo quando allargato in fascia. O anche Bonucci: quando il centrocampo viene saltato emergono i suoi storici limiti difensivi, ma quando si è in possesso palla la sua tecnica diventa quasi imprescindibile per supportare una mediana povera in fase di costruzione (eccezion fatta per Arthur). Infine, il quesito principale: può una squadra che vuole ambire ai massimi trofei continentali avere in rosa una sola punta di ruolo, Morata? La rosa attuale dimostra di supportare le idee tattiche di Pirlo a fasi alterne, eppure a nostro avviso manca poco perché il meccanismo si fissi e inizi a girare come sperato in maniera costante, e quel qualcosa deve venire fuori anche dall’aspetto psicologico, dalla convinzione nei propri mezzi e in quello che si vuole mettere in pratica.

Domande e dubbi che devono essere risolti prima possibile, a partire già dalle prossime sfide contro le rivali storiche milanesi: crocevia di una stagione che, se da un lato rischia di sprofondare nell’anonimato, dall’altro può rivelarsi foriera delle soddisfazioni che tutti noi desideriamo per la nostra Signora. #finoallafine

Livio Cantagallo

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