#RawDiamonds

#RawDiamonds: Fer Niño

Ci sono squadre che per motivi irrazionali ispirano simpatia. Una maglietta particolarmente ben realizzata, un calciatore iconico, una cocente eliminazione ai danni di un rivale, non so quale sia fra queste, ma la verità è che per me il Villarreal ha sempre avuto una presa particolare.

Seguendo i gialli della provincia di Castellón circa un anno fa mi sono imbattuto in questo centravanti dal nome e dalle qualità importanti che mi ha da subito intrigato, mostrando un gioco efficiente, minimalista e molto pulito.

Biografia

Fernando Niño Rodríguez Bejarano nasce a Rota, a due passi da Cadice, il 24 ottobre 2000.

Il padre è l’ex difensore del Mallorca Fernando Niño Bejarano, pretoriano di Héctor Cuper e protagonista della miglior fase della storia del club delle Baleari, dove giunse a giocarsi la finale di Coppa delle Coppe contro la Lazio di Vieri e Nedved, conquistare una Copa del Rey e far sognare la tifoseria dei Bermellones.

Fer segue l’esempio paterno e sin da piccolo inizia a coltivare la passione per il pallone, iniziando a frequentare le scuole calcio delle varie squadre dove il padre militava. Mallorca e sopratutto Elche sono le tappe percorse dalla famiglia Niño finché, al ritiro del babbo, si decise per il ritorno al Deportivo Rota nella città natale nel 2009.

Fernando spende qualche anno nella squadra della cittadina per poi passare al settore giovanile della vicina e più prestigiosa Cadice.

Con gli anni scala le graduatorie delle categorie giovanili dimostrando un costante feeling con la rete, finché arriva la chiamata da un club più prestigioso del Cádiz: il Villarreal.

Pur avendo a disposizione diverse opzioni per scegliere dove continuare la sua carriera (Betis, Malaga, Sevilla e continuare nel Cádiz) Fer decide attraversare il paese per mettersi alla prova in un club con una ottima fama in quanto a qualità di gestione delle giovanili.

La stagione è il 2015-16 ed il quindicenne Fer Niño sveste il giallo gaditano per indossare la camiseta amarilla del Submarino dall’altro lato della penisola iberica.

Il ragazzo si cala bene bella nuova realtà, continuando a mettere a segno reti e migliorando molto in allenamento, tanto che la stagione successiva viene precocemente promosso al Villarreal B.

Sfortuna vuole che una brutta lesione, rottura del legamento crociato, lo obblighi ad un lungo stop e ad un altrettanto lungo percorso riabilitativo che lo obbliga a guardare dagli spalti i compagni.

Lo Stop forzato arriva addirittura a far meditare a Fer di lasciare il calcio, tante sono le difficoltà incontrate nel percorso di recupero, la frustrazione e la paura di una ricaduta.

Fortunatamente, grazie allo staff, ai compagni di squadra e al suo intorno sociale e familiare, il gaditano riesce a trovare motivazioni sufficienti per cercare di tornare a calcare un campo da calcio quanto prima.

Dopo il recupero Niño viene retrocesso dalla U19 alla U17, perché possa ritrovare spazio, minuti e fiducia, in modo che possa prepararsi al meglio alla stagione 17/18, in quella che lui stesso ha definito una gestione ottimale del suo percorso di recupero da parte della dirigenza castellonense.

Fer non ha mai nascosto l’enorme gratitudine che nutre verso la società de El Madrigal, che ha fatto tutto il necessario per recuperarlo, quando molte altre realtà avrebbero probabilmente indicato la porta ad un ragazzino che necessitasse un lungo percorso di recupero e riabilitazione.

Il suo ingresso nel mondo dei “grandi” avviene però in maniera piuttosto repentina. Passiamo infatti alla stagione 19/20, Fer è impiegato costantemente con il Villarreal C, una delle squadre migliori della categoria tanto che a fine anno conquisterà la Copa del Rey giovanile con un perentorio 3-0 ai danni dei pari età dell’Atletico Madrid. La prima squadra gira bene, ma il centravanti Toko Ekambi decide di voler tornare in patria, venendo ceduto al Lione in prestito con diritto di riscatto. Sorprendentemente la dirigenza non ritiene necessario sostituire il camerunese, affidandosi alla coppia Moreno – Alcacer e con Bacca dalla panchina. Ad integrare il trio viene chiamato proprio Fer Niño, schierato per la prima volta in Copa del Rey nella vittoria per 0-3 sul Girona il 22 gennaio 2020.

Tre giorni dopo esordisce anche in campionato, sullo spinoso campo del Deportivo Alaves. Con la gara sull’1-1 il tecnico Calleja decide di puntare sul canterano, levando dalla contesa un numero 9 esperto e navigato come il colombiano Bacca. È la scelta giusta, al novantesimo Fer elude la marcatura ed il fuorigioco e fulmina il portiere di casa per dare al Sottomarino Giallo una eroica vittoria al cardiopalma.

La gara successiva è ancora in Copa del Rey e Fer sblocca la partita sul sempre ostico campo del Rayo Vallecano, entrando a pieno titolo nella rosa del Villarreal.

Nella stagione in atto ufficialmente Fer è ancora parte della rosa del Villarreal B, ma in realtà è costantemente aggregato è impegnato con la prima squadra collezionando ad oggi 11 presenze, condite da 4 reti ed un assist, in 529 minuti totali.

Il rapporto con gli allenatori fini ad ora è stato molto buono.

Javi Calleja aveva una fiducia enorme nelle capacità del ragazzo e stravedeva per le sue potenzialità.

Unai Emery ha richiesto espressamente durante l’estate che il centravanti gaditano fosse mantenuto in squadra per poterlo visionare quotidianamente nei suoi allenamenti ed eventuali progressi, per poter dare via via minuti ed opportunità al numero 34.

Caratteristiche tecniche

Fernando Niño è un centravanti puro, una prima punta piuttosto classica nell’interpretazione del ruolo, ma che sa coniugare piuttosto bene tratti antichi e moderni del mestiere del numero nove.

190 centimetri, di morfologia tendenzialmente ectomorfa, possiede una buona mobilità, potendo contare su una buona falcata sullo scatto medio lungo, pur non risultando macchinoso o goffo negli spazi più contratti. Si destreggia bene nel gioco aereo. Manca di un po’ di potenza muscolare, che potrebbe risultare utile nei duelli spalla a spalla o in quelli aerei, ma sopratutto nel gioco spalle alla porta, fondamentale nel quale può migliorare e crescere.

Tecnicamente dotato di un buon controllo, sa farsi valere nella gestione della sfera nello stretto, anche se ama di più poter attaccare gli spazi sia con che senza palla. Possiede un buon tiro, anche da distanza medio-lunga, potente e preciso, come si è potuto apprezzare già dal suo debutto in Liga.

Dovrebbe migliorare la destrezza con il piede debole che per ora è appena sufficiente e rappresenta un fattore limitante per la sua efficacia come attaccante.

Nonostante le buone qualità fin qui descritte il piatto forte del gioco di Fer è la sua capacità di movimento senza palla. Possiede l’intelligenza tattica e l’istinto per muoversi in maniera molto vantaggiosa e funzionale, sia in prossimità della porta avversaria che in fase di costruzione precoce dell’azione, anche se tende a cercare soluzioni più dirette anziché temporeggiare e cercare opzioni complesse di fraseggio. In area come detto ha un gran istinto per la scelta più conveniente, sa sparire dai radar della difesa per ritrovarsi esattamente dove capiterà la sfera, tratto tipico degli attaccanti più prolifici.

Non è certo un regista offensivo, un dieci nel corpo di un nove o cose simili, ma sa dialogare discretamente con i compagni, anche se non chiedete soluzioni troppo complesse.

Difensivamente il suo apporto è limitato a causa del ruolo, ma ha le qualità per poter dare una mano alla squadra in fase di non possesso sui calci piazzati e nelle prime fase di pressing, anche se ad oggi non si vede una particolare predisposizione per questo aspetto del gioco.

Caratterialmente Fer ha già dimostrato di potersi riprendere da un ma lesione grave come un crociato, con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche che ciò comporta, denotando spalle larghe e capacità di tenere botta.

Nello spogliatoio si parla di lui come di una presenza positiva, estremamente allegro, disponibile, umile e molto grata al club, ma al contempo dotato di fiducia nei propri mezzi e di grande resistenza alla pressione. A darne testimonianza vi sono alcuni estratti dal canale YouTube del Villarreal che testimoniano l’impegno di Niño per sostenere altri giovani delle inferiores del Submarino amarillo o mentre presenzia al videoclip dedicatogli da El Freskito, uno degli amici di infanzia con cui è cresciuto quanto arrivò a Rota da Elche dove giocava il padre.

Evoluzione

Fer Niño sta dimostrando settimana dopo settimana di possedere i prodromi di un potenziale ottimo centravanti.

Come ogni giovane calciatore presenta aspetti da migliorare. Serve passare un po’ di tempo in palestra per mettere un po’ di muscoli sulle ossa della parte superiore del corpo, senza però andare a perdere l’agilità e la freschezza atletica che ne caratterizza un gioco.

Con l’aggiunta di muscolatura deve arrivare anche la capacità di utilizzare il corpo, sopratutto nella protezione della sfera spalle alla porta e nel gioco di sponda. Da migliorare anche l’uso del piede debole, dato che ad oggi il suo sinistro risulta ancora piuttosto rozzo.

Una volta migliorati questi aspetti è chiaro che Fer risulterebbe un centravanti completo molto interessante.

Fer Niño potrebbe diventare un ottimo numero nove classico, con qualche concezione al modernismo.

Abile tecnicamente, dinamico e molto intelligente nei movimento senza palla il numero 34 del Villarreal può senza dubbio diventare un ottimo interprete del ruolo, magari non un fuoriclasse, ma senza dubbio una solida opzione per qualsiasi club di medio alta classifica.

Al momento l’unica cosa che pare poter essere un limite al suo sviluppo è la tendenza a cercare sempre la via più diretta versa la porta, talvolta in maniera poco acuta, ma se saprà mantenere il livello delle sue prestazioni e della sua crescita in allenamento come quanto visto nell’ultimo anno sicuramente saprà eliminare anche questa caratteristica poco desiderabile.

Vestito in bianconero

In questo momento storico la Juventus è alla disperata ricerca di una quarta punta per poter far rifiatare uno fra Morata e Cristiano Ronaldo, per non dover spremere come limoni i nostri avanti.

Un profilo come Fer Niño, giovane, con potenziale, in grado di aver un buon impatto anche dalla panca e dal carattere positivo per lo spogliatoio sarebbe oro colato in questo momento storico dove la mancanza di alternative in rosa è quanto meno imbarazzante.

Il problema è che un Fer Niño dovremo essere stati in grado di averlo costruito in casa ed averlo tenuto e fatto crescere proprio per evitare situazioni come la attuale senza alternative valide a Morata come prima punta.

In un certo senso il nostro Fer Niño fu il buon Moise Kean, ceduto senza grossi rimpianti all’Everton per una importante plusvalenza e che ora sta facendo discretamente bene sulle sponde della Senna.

Sebbene io sia felice di immaginare Andrea Agnelli stringere la mano a Fer Niño mentre questo sostiene una maglietta della Juventus, non credo sia questa la giusta soluzione ai nostri problemi.

Le risorse spese nel settore giovanile e nella seconda squadra sono gettate al vento se non siamo in grado come società di avere a disposizione un giovane che possa fungere quantomeno da tappa buchi per una manciata di mesi.

La mia non vuole essere un’apologia del mandare in campo un primavera in qualsiasi caso, ma la evidente mancanza di calciatori funzionali alla rosa della nostra prima squadra è preoccupante per mille motivi.

Le scelte della dirigenza del Villarreal e degli allenatori Calleja ed Emery sono degli esempi da seguire, hanno saputo respingere la tentazione di effettuare una scelta conservativa non sostituendo Toko Ekambi con un attaccante di livello medio basso, ma dando fiducia ad un elemento di valore del proprio vivaio, raccogliendone i dividendi nel breve e nel medio periodo.

Giusto per essere chiari non credo assolutamente che nel breve periodo Fer possa vestire il bianconero, pur avendo le potenzialità per poterlo fare con successo anche nel giro di un paio di stagioni, tuttavia dubito che la dirigenza amarilla abbia anche solo mezza intenzione di cedere il ragazzo reduce da un rinnovo quinquennale fino al 2024 per ovvie motivazioni tecniche e finanziarie.

Conclusione

Fer Niño è un calciatore che ho notato da subito, nei pochi minuti in cui l’ho visto in campo. Credo abbia il potenziale per poter diventare un centravanti affidabile, prolifico e costante, in contesto competitivi medio alti.

Sarei felice potesse ambire a palcoscenici più prestigiosi, ma probabilmente Villarreal è la sua giusta dimensione.

Ad oggi il gaditano ha alcune parti del suo repertorio da migliorare assolutamente, ma la tecnica, la fisicità e sopratutto la capacità di lettura della difesa e di movimento lasciano intravedere un futuro ricco di palloni che finisco in fondo al sacco per il figlio del numero 5 del Maiorca.

Stefano Follador

2 pensieri su “#RawDiamonds: Fer Niño”

  1. Gent,mo Direttore, inanzi tutto Le auguro un buon anno 2021ricco di nuovi succesi, e tanta salute,Direttore leggo che la juve cerca una quarta punta per far fiatare Morata, Io, sono in possesso del patentino UEFA-B e l’ attestato di osservatore di giovani talenti, con questo mi permetto di dare una mia idea personale, sui giocatori, Per il momento la juve ha a disposizione attaccanti di marchio Ronaldo, Morata, Chiesa Culusevski e Dybala, questi giocatori possono assumere tre ruoli senza problemi, di (punta, mezza punta e centrocampista),Due anni fà avete ceduto KEAN ed ora leggo che parlate di Llorente, Giroud e Quagliarella. Il responsabile di questa idea IO, personalmente Le dô un ZERO in pagella, Io sottoscritto, preferisco e Vi consiglio di riflettere su De Paul, Papu Gomez e Pogba,+ un buon difensore centrale perché Bonucci dopo anni di grande eroe comincia a dar segni di fatica. Con tanto piacere vorrei avere una risposta, grazie e buon pomeriggio

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