#RawDiamonds

#RawDiamonds : Teun Koopmeiners

Devo essere sincero, volevo parlare di questo calciatore da diversi mesi.

Koopmeiners è un giocatore estremamente affascinante ed interessante, non solo per le sue qualità tecniche, fisiche e tattiche, ma sopratutto per la sua collocazione in un contesto di squadra più ampio.

Torniamo quindi in Olanda ancora una volta e seguiremo ancora un calciatore dell’AZ Alkmaar, inutile ribadire quanto sia interessante e stimolante questo laboratorio di calcio olandese, nonostante i problemi stagionali, legati anche al Covid-19 e alla condotta eticamente non cristallina, che hanno causato l’allontanamento del tecnico Arne Slot, il vero artefice della crescita di talenti come Koopmeiners, Boadu, Wijndal e Stengs.

Biografia

Teun Koopmeiners nasce il 28 febbraio 1998 a Castricum, cittadina del nord dell’Olanda affacciata sul Mare del Nord.

Il giovane Teun inizia a tirare i primi calci al pallone nel locale club Vitesse ‘22, prima che nel 2009 l’AZ Alkmaar notasse il suo mancino già educato e ne volesse fare parte del rinomato settore giovanile biancorosso.

Tutta la famiglia Koopmeiners è da sempre composta da grandi tifosi dell’AZ e per Teun entrare a far parte del club de suo cuore era una fonte di gioia ed eccitazione incredibile, ma anche di grandi attese ed un po’ di preoccupazione, dopo anni sulle gradinate dell’AFAS Stadium trovarsi a calcarne il prato, seppur nelle giovanili fu una grande emozioni per il ragazzo e per il nonno, inseparabile compagno di tifo.

Ad Alkmaar Teun inizia frequentando la U12, ma nel giro di pochi anni i suoi progressi lo portano a diventare uno dei talenti più in vista non solo del vivaio dei Cheeseheads, ma di tutto il paese, sebbene durante il percorso giovanile vi sia stato qualche momento duro. Intorno ai sedici anni era relegato ai bordi della squadra, giocando poco o nulla. Tuttavia anziché gettare la spugna o lamentarsi Teun iniziò a lavorare più duramente, con sessioni extra e tanto lavoro. Lavoro che con il tempo lo premia rientrando fra i titolari alla grande e conquistando la ribalta grazie a ottime prestazioni.

Entra quindi a far parte delle selezioni giovanili nazionali sin dalla U17 (4 presenze), passando poi alla U18 (3 presenze), alla U19 (13 presenze) e alla U20 (5 gettoni). È con l’U21 che però esplode, da capitano infatti riesce a collezionare ben 17 presenze e 4 reti, proprio mentre si solidifica il suo status di giocatore centrale nell’Az che lo porterà anche a debuttare in nazionale maggiore il 7 ottobre 2020 in amichevole contro il Messico.

Nel frattempo si toglie lo sfizio di riuscire con i compagni di vivaio Wijndal, Ouwejan, Til, Stengs e Boadu a conquistare il campionato di terza divisione olandese, portando la seconda squadra dell’AZ in Eerste Divisie. Questo grande traguardo gli apre definitivamente le porte della prima squadra, debuttando il primo ottobre 2017 con la maglia biancorossa, in una bruciante sconfitta per 0-4 contro il Feyenoord.

La stagione 17/18 rappresenterà la prima da professionista per Teun, che nonostante la giovane età si conquista da subito un posto da titolare in fretta, scendendo in campo per 26 gare di Eredivisie, mettendo a segno una rete all’Utrecht, e conquistando un inaspettato terzo posto che significa qualificazione alla Europa League.

Il Golden boy locale, assieme alla banda di talenti del vivaio ormai si è preso la ribalta.

Nella stagione 18/19 l’AZ finisce quarto, ma ormai la rivoluzione è partita. 33 presenze in campionato, condite da 8 reti ed un assist, oltre a una leadership ed un carisma evidenti e notevoli per un ventenne.

L’annata successiva va ancora meglio, l’AZ finisce secondo in campionato, a pari punti con l’Ajax campione e la sensazione che se il campionato non fosse stato fermato per la pandemia, forse ad Alkmaar sarebbe potuto arrivare il terzo titolo della storia del club. Koopmeiners disputa una stagione straordinaria, 25 presenze, 11 reti e 2 assist in campionato, per un totale di 16 centri in 42 gare. L’AZ pare una macchina perfetta, guidata magistralmente da Arne Slot, dove tutti gli elementi sembrano integrarsi alla perfezione. Lo zoccolo duro è figlio dello Jong Az di un paio di stagioni prima e la società non teme di dare fiducia ai propri gioielli, venendo per altro ripagata abbondantemente.

Purtroppo non sempre le cose belle sono durature e la stagione 20/21 non è certo sulla falsariga della precedente, complici l’addio di un elemento importante come Idrissi, volato a Siviglia, le tante defezioni legate a contagi da COVID-19, ricorderete la gara a Napoli qualche settimana fa, che hanno come risultato la cacciata di Slot che paga una classifica deficitaria, ma sopratutto le trattative sottobanco per accasarsi al Feyenoord.

Nonostante il misero settimo posto però l’efficienza e la qualità delle prestazioni del capitano non cambia. Ad oggi il tassametro dice 12 presenza, 8 reti e 3 assist. Ah e gioca da mediano/difensore centrale.

Caratteristiche tecniche

Teun Koopmeiners è classe 98, ma con l’esperienza di un veterano con già quattro stagione da titolare in una buona squadra di uno dei migliori tornei del Vecchio Continente.

183 centimetri, fisicamente già formato è adatto al gioco senior, non teme i contrasti, ne i duelli fisici. Discreto colpitore di testa, non è certo un velocista, anche se possiede una discreta mobilità è una buona resistenza.

Tuttavia l’atletismo non è certamente il tratto distintivo del numero 8 dell’AZ.

La società di Alkmaar ha un gioco molto moderno ed interessante che ha interessato molti studiosi di tattica. Lo stesso Pirlo lo riteneva fra i più coinvolgenti e particolari di tutto il panorama continentale.

La squadra olandese cerca di attirare la pressione avversaria per poi superarla rapidamente con triangoli veloci tra mediano e centrocampisti o cercando la profondità sfruttando la velocità di Boadu, Gudmunsson, Karlsonn e Stengs.

In questo contesto tattico il lavoro svolto da Koopmeiners è più che fondamentale.

La funzione svolta dal mediano di Castricum è piuttosto chiara: è il cervello della manovra. Non appena la palla viene recuperata i compagni lo cercano immediatamente per poter tramutare l’azione da difensiva ad offensiva in un lampo, in una sorta di Run&Gun calcistico dove Teun svolge il ruolo del quaterback, in grado di alternare le giocate sul lungo, con lanci in profondità o cambi di gioco di stile rugbistico, oppure scambi rapidi su breve distanza per risalire velocemente il campo.

Tecnicamente la capacità di generare gioco attraverso il passaggio di Teun è di altissimo livello. Un playmaker di grande qualità e che riesce a tenere il ritmo del gioco della propria squadra in maniera eccellente. Ottimo passatore per efficienza, tecnica, tempismo e capacità di letture, pur non avendo le intuizioni geniali dei grandi del ruolo sa bene come trovare i suggerimenti vincenti, che si tramutano in assist e passaggi chiave con il sinistro, ma anche con il destro, teoricamente piede debole, ma comunque di buona sensibilità.

Non è un calciatore che ami o che abbia la spiccata capacità di strappare palla al piede, rompendo le maglie difensive avversarie di potenza, ma in qualche occasione si è iniziata a vedere una maggiore propensione alla cavalcata palla al piede, fermo restando che Koop preferisce sempre far correre la sfera, piuttosto che correre con la sfera.

Pur rivestendo un ruolo di costruzione prevalentemente sa essere molto pericoloso se lasciato libero di concludere verso la porta. Dotato di una discreta botta dalla distanza non si esime dal cercare il gol, sebbene la maggior parte delle numerose marcature del centrocampista arrivino da palle inattive. Specialista sui calci di rigore e buonissimo calciatore di punizioni, ha già raggiunto in carriera il notevole numero di 40 reti, non male per un costruttore di gioco che talvolta viene pure impiegato nel pacchetto difensivo.

Nonostante questo notevole score offensivo, non siamo di fronte ad un calciatore che si inserisce molto, anzi come già detto la tendenza è semmai opposta: abbassarsi fra i due centrali difensivi per una maggiore capacità di copertura e facilità di ripulire la palla dalle retrovie.

Paradossalmente per un centrocampista difensivo le sue statistiche sono migliori per quanto concerne la fase di possesso piuttosto di quella di recupero palla, dove si disimpegna bene, ma senza generare numerici particolarmente esaltanti.

Ad ogni modo resta un discreto elemento nel gioco aereo, valido nel momento in cui c’è bisogno di portare un tackle, ma l’impressione è che lo stile di gioco olandese e in particolare dell’AZ non ne abbiano mai richiesto una dedizione totale alla fase difensiva, per cui credo che possa migliorare molto, sopratutto nel recupero palla e nell’opposizione diretta all’avversario.

Evoluzione

A solo 22 anni Teun Koopmeiners da l’impressione di essere già un navigato filibustiere del centrocampo, abile a districarsi in situazioni scabrose e a trascinare la squadra con il suo ingegno e le sue visioni. È un ragazzo già pronto per un grande palcoscenico, ma resta la sensazione che il numero 8 sia esattamente ciò che vediamo, senza spazio per ulteriori sviluppi o forse con molto poco margine di crescita, nel bene e nel male.

Come detto sopra il gioco del ragazzo di Castricum si sposta alla perfezione con lo stile scelgo dall’Az, difficile capire se in un contesto tattico e tecnico differente, senza la fiducia incondizionata dello staff e con il livello della competizione più elevato sarebbe in grado di replicare quanto dimostrato in queste stagioni ad Alkmaar.

Teun è estremamente legato ai colori dell’AZ, sua squadra del cuore fin da bambino, e l’alchimia creatasi durante la scorsa stagione con 5/6 elementi del vivaio amici sin dall’infanzia titolari è un qualcosa di inconsueto e meraviglioso, ma la sensazione è che il contesto AZ abbia raggiunto un plateau di sviluppo. Da qui in avanti per migliorare come calciatori i vari Koopmeiners, Boadu, Stengs e via dicendo dovrebbero considerare di seguire l’esempio di Idrissi, che però sta faticando molto a trovare spazio a Siviglia, e lasciare l’AFAS Stadium per crescere lontano dal nido.

Koopmeiners è senza dubbio uno dei migliori centrocampisti della Eredivisie già oggi, in grado di guidare da solo il reparto di mezzo con tecnica e il piglio del capitano vero. Per crescere ulteriormente dovrà raffinare un po’ la sua capacità di conduzione e di dribbling in campo aperto, nello stretto se la cava già egregiamente, ma sopratutto di tradurre in numeri migliori il dispiego di forze in fase difensiva, dove può salire di livello su tutta la linea.

La sua polivalenza, essendo in grado di posizionarsi quasi senza problemi sia a centrocampo che in difesa potrà essere un ottimo bonus da spendere in carriera, sopratutto in questo momento storico dove le difese spurie o ibride iniziano ad avere un certo successo massivo.

Vestito in bianconero

Koopmeiners non ha lasciato intendere di voler salutare l’Olanda settentrionale prossimamente, ma negli scorsi mesi più di qualche voce lo hanno messo al centro delle voci di mercato.

Napoli, Leeds, Arsenal, Tottenham ed Everton sono le pretendenti che i giornali hanno appioppato al capitano dell’AZ, ma come si incastrerebbe eventualmente nello scacchiere tattico bianconero.

Personalmente l’addizione di Teun potrebbe avere molto senso. Si tratta di un centrocampista difensivo, abile a giostrare sia davanti alla difesa che a scalare fra i difensori, potendosi posizionare anche in una eventuale difesa a tre, o in alternativa in una mediana a due con Bentacur che ricorderebbe la versione attuale del duo di centrocampo dell’AZ, con Koopmeiners ed il danese Midsjo.

Oltretutto Bonucci non sta sicuramente ringiovanendo e sarebbe possibile recuperare l’abilità nel gioco lungo del viterbese sfruttando la grande capacità di calcio e di organizzazione di gioco dell’olandese, sopratutto se protetto ai lati da Demiral e dal connazionale fuoriclasse De Ligt.

Giovane, non eccessivamente costoso, con già una discreta esperienza e versatilità, dal piede educato e di grande carisma Teun Koopmeiners potrebbe senza dubbio essere un elenco interessante per la Juve del futuro.

I dubbi però ci sono, saprà rendere alla stessa maniera fuori dall’ambiente ovattato è protetto del club dove è cresciuto? Saprà imporsi anche quando il posto da titolare non sarà una garanzia, ma un qualcosa da conquistarsi gara dopo gara? Saprà alzare il livello del gioco man mano che cresce il contesto in cui è impiegato?

Non si tratta di interrogativi da poco, a cui per fortuna non devo dare io una risposta certa.

Conclusione

Koopmeiners rappresenta il fulcro di un esperimento di calcio ai miei occhi interessantissimo e estremamente moderno. Sarei curioso ed intrigato di poterne vedere le eventuali performances in un contesto tattico differente perché le capacità dimostrate finora dal giovane olandese sono di primo livello e rappresentano un mix insolito e molto funzionale al calcio di altissimo livello, sopratutto se consideriamo le interpretazioni tattiche più europee e organizzate.

Tuttavia l’olandese per quanto pronto e abituato a giocare ad alti livelli non si è mai messo alla prova in un contesto diverso da quello di casa propria, tratto che mi preoccupa sempre un poco in prospettiva quando si parla di giocatori provenienti da realtà di medio cabotaggio.

Spero per lui che riesca ad imporsi anche negli step futuri della sua carriera come fatto finora, da capitano e leader di un contesto tattico interessante e possibilmente vincente.

Senza dubbio Teun può essere un calciatore di livello continentale, nazionale Orange e titolare in un ottima squadra, resta solo da vedere dove ciò accadrà.

Stefano Follador

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