Spazio Liga

SpazioLiga: Giornata 14

Quattordicesimo turno della Liga ricco di reti molto belle, come la perla dalla distanza di Kike Garcia, la sforbiciata volante di Ronald Araujo o il pallonetto di Gerard Moreno. Gol però che oltre che belli possono essere pesanti. Messi supera il record per il maggior numero di goal con un solo club con un semplice colpo di testa dopo un rigore fallito, rete che però non basta a fare far bottino pieno ad un Barça fragile e molle. In testa anche la Real Sociedad continua a faticare senza il suo numero 10, mentre il duo madrileno inizia a far paura tanto i Galácticos quanto i Colchoneros.

Continua a stupire il nuovo Celta targato Coudet, forse dopo anni di sofferenza c’è un nuovo corso in Galizia? Bene anche l’Athletic, finalmente solido e convincente.

Squadra della settimana

Squadra della settimana (dati SofaScore)

Top 3

1. Karim Benzema: se a Madrid si possono fregiare di una grande quantità di trofei raccolta negli ultimi anni tanti meriti sono da ascrivere a un marziano col numero 7 che ora è a Torino, ma perso Batman alla Casa Blanca si sono accorti del valore e del peso specifico del Robin franco-algerino. Una rete e due assist e la costante impressione di essere di fronti a uno scacchista due mosse avanti a tutti gli avversari, dotato di una tecnica e di una eleganza rara. Se Zidane ha ancora una panchina lo deve alla sua vecchia guardia e sopratutto a Karim, il miglior 9 che si possa ricordare a Madrid. Indispensabile.

2. Luis Suarez: più di qualcuno, me compreso, dovrà recitare un lungo mea culpa per aver dato per finito il Pistolero di El Salto. L’Atletico con lui in campo è una squadra più che temibile, in grado di segnare ad ogni mezza palla concessa. Luis è il centravanti che mancava a una squadra forte, ma troppo tenera nei confronti degli avversari, che ora invece sa essere letale sia a difesa schierata che in transizione, diventando un rebus sempre più difficile da risolvere per le difese avversarie. Tante cose non saranno quelle di qualche anno fa, ma per Luisito una cosa non cambia mai: i gol. Velenoso.

3. Gerard Moreno: fra fenomeni come Messi, Benzema e Suarez sbuca il più umano dei centravanti. Il Villarreal vive e muore sulla verve del suo capitano, pietra angolare dell’ambizioso progetto Aragonese. Versatile ed efficiente Gerard è ormai un giocatore maturo ed in grado di trascinare i suoi da vero leader tecnico e carismatico. Umano.

Flop 3

1. Marc Bartra: negli ultimi anni c’è sempre stato un momento in cui sulla sponda bianco verde della città di Siviglia si sono dovuti attendere all’evidenza di non essere all’altezza delle ambizioni di iniziò stagione. Chi può personificare questa sensazione meglio di Bartra, buon difensore, potenzialmente ottimo, ma mai in grado di rendere al meglio, perdendosi spesso nei propri difetti e limiti. Lo stesso che succede a questo Betis, potenzialmente candidato all’Europa, ma che errori e scelte poco felici condannano ormai ogni anno a mediocri prestazioni da metà classifica. Incompiuto.

2. Rodrigo Battaglia: L’Alaves di Machin non sta avendo un andamento pessimo, 14 punti in altrettante gare, ma è evidente che il piccolo club basco stia giocando a trovare tre squadre inferiori per potersi salvare. La squadra manca di mordente, carattere e motivazioni, tutti elementi che dovrebbero arrivare da uomini di esperienza contro Rodrigo Battaglia. L’ex Sporting non è mai stato un fenomeno, ma le pessime prestazioni a centrocampo sono evidenti e potrebbero costare caro a Machin se non avverrà presto una inversione di rotta. Demotivato, mollo.

3. Sergiño Dest: approdare in un club delle dimensioni del Barça non è mai facile. Approdare in questo Barcelona è pure peggio. Dest ha grandi doti è tutto per diventare un grande interprete del suo ruolo, ma la situazione in Catalogna non aiuta certo la sua crescita. Contro il Valencia ha faticato molto contro gli avversari ed il resto del reparto non ha saputo aiutarlo. La stagione non sta andando bene quanto sperato, non si tratta di un disastro, ma le doti dell’ex ajacide si sono solo intraviste finora, mentre le sue falle (fisico, carisma e durezza mentale) sono risultate chiare. Immaturo.

Partite

Athletic – Huesca 2-0 (K. Kodro (R) 86, U. Núñez 91)

La giornata si apre nel Nuevo San Mames dove un Athletic convincente strappa una bella vittoria sul Huesca.

La gara è controllata dai baschi per ampie porzioni, ma per passare c’è bisogno di un episodio. Protagonisti Kodro e Ivan Pulido, con il difensore che trattiene l’attaccante bosniaco. Rosso e calcio di rigore.

Dagli undici metri va proprio l’ex Copenhagen che batte Alvaro Fernandez realizzando il primo gol stagionale.

Kodro entra bene in gara ed oltre al penalti guadagna pure il corner da cui scaturisce il gol di testa di Unai Nunez che chiude la gara. Inutile dire che l’aggiunta di un riferimento offensivo come il centravanti bosniaco può risultare importante a livello tattico per Garitano ed i suoi.

Atletico Madrid – Elche 3-1 (L. Suarez 41,58, D. Costa (R) 80 – L. Boyè 64)

Dopo la caduta nel derby con il Real, i colchoneros devono dimostrare di valere la testa della classifica.

Di fronte a loro un Elche quadrato e roccioso che però non può niente contro l’ottima vena del solito cannibale Luis Suarez.

L’Uruguayo è mortifero in area di rigore e porta in avanti i suoi accarezzando una palla messa in mezzo da Trippier quel poco che basta per superare Badia in uscita.

Nella ripresa l’ex Barça si ripete, fulmineo nel deviare un tiro cross di Carrasco, trovando il settimo sigillo in Liga.

Elche però che non ha intenzione di comportarsi da sparring partner, Boyè in testa.

L’argentino ex Toro prima accorcia le distanze su colpo di testa, poi va vicino al pari con una grande azione in acrobazia in aerea, dove però Oblak è attento.

Simeone ha però una grande squadra a disposizione ed appena gli avversari sembrano poter diventare pericoloso chiudono la contesa in modo definitivo, grazie a un generoso rigore procurato e trasformato dal rientrante Diego Costa.

Barcelona- Valencia (L. Messi 45+4, R. Araujo 52 – M. Diakhaby 29, M. Gómez 69)

Barcelona che dopo la vittoria brodino contro il Levante e quella sulla Real Sociedad torna a non raccogliere i tre punti e a provocare i soliti dubbi.

La prima rete di Diakhaby è un manuale di come NON difendere su corner. Difesa molle, distratta e che deve ringraziare il portiere Ter Stegen per non andare sotto di due poco dopo, con il portiere tedesco che si supera su Maxi Gómez .

Il pari momentaneo dei catalani arriva su una azione che nasce dal rigore parato a Messi da Jaume Domenech. Sull’azione che ne consegue Alba butta in mezzo un pallone teso deviato male dalla difesa sul quale il numero 10 è svelto ad inserirsi d deviare di testa in rete. Record di reti con un solo club per il genio di Rosario, che scrive l’ennesimo record della sua stellare carriera con i colori blaugrana.

Il momentaneo vantaggio è un golazo di Ronald Araujo che in sforbiciata illude Koeman di potersi concedere tre W in fila.

Il Valencia ha però il merito di credere al pareggio e questo arriva sull’asse Gayà – Maxi Gómez, abili a imporsi di fisico ed esperienza su Pedri e Mingueza.

Pareggio che premia oltremodo il Valencia, ma Barcelona che continua ad evidenziare le carenze di un organico che pare in difficoltà profonda, eccezion fatta per Leo Messi e Ter Stegen.

Osasuna – Villarreal 1-3 (R. Torres 70 – G. Moreno 7, 86, F. Niño 29)

Villarreal che riprende la corsa all’Europa a El Salar, dove i gialli strappano una vittoria piuttosto comoda sull’Osasuna.

La gara si indirizza subito verso gli ospiti grazie al solito Gerard Moreno che segna il primo dei suoi due gol con un piacevole pallonetto beffando il portiere in uscita.

La partita si chiude nel giro di dieci minuti, Fernando Niño prima provoca l’espulsione per fallo da ultimo uomo di Aridane e poi sigla il momentaneo 0-2.

La partita è un monologo dei ragazzi di Unai Emery, ma una distrazione di Yeremi Pino regala un rigore ai padroni di casa che Roberto Torres trasforma perfettamente.

Il Villarreal però non concede altro al club di Pamplona e anzi con il suo uomo migliore pone il punto finale alla gara, grazie alla doppietta di Gerard.

Dopo quattro pareggi consecutivi finalmente la squadra di Unai Emery si rimette in moto a difendere il momentaneo terzo posto valido per la Champions. Osasuna che resta al fondo della classifica, pur lottando.

Levante – Real Sociedad 2-1 (R. Martì 28, J. De Frutos 87 – A. Isak 22)

Continua la spirale negativa per la Real Sociedad che cade in modo beffardo al Ciudad de Valencia.

La partita è vivace, molto aperta e condotta bene da ambe le parti.

Il vantaggio ospite arriva su calcio di punizione di Isak, bravo e fortunato grazie alla deviazione della barriera che rende imprendibile il suo tiro.

Neanche il tempo di godersi il vantaggio e los granotas si portano sul pari grazie a Roger Martì, rapace su una respinta corta del portiere Remiro.

Isak e Zubeldia per due volte hanno la possibilità di portare avanti i baschi, ma mancano di precisione e trovano un ottimo Aitor Fernandez.

Dopo tanti errori degli ospiti è naturale che passino i padroni di casa, pericolosi con il solito Josè Luis Morales, ma letali con Jorge de Frutos che trova un gran gol, approfittando della disattenzione della retroguardia di Imanol.

Il Levante torna alla vittoria e si leva dalla zona retrocessione, mentre la Real Sociedad continua a mancare del centesimo per fare la lira, sopratutto in assenza di Oyarzabal.

Sevilla – Valladolid 1-1 (L. Ocampos (R) 31 – R. Garcia 87)

Andalusi partono forte con il solito Ocampos, il cui pallonetto però termina impattando sulla traversa a portiere più che battuto.

Ocampos però realizza comunque una rete, grazie ad un rigore concesso per mano di San Emeterio.

Sevilla che domina il primo tempo, ma non chiude la pratica, anzi da l’impressione di ballare abbastanza dietro, come si vede in occasione del palo colpito di tacco da Marcos Andre.

Dopo aver mancato il punti del ko la squadra di Lopetegui si vede raggiungere nel finale grazie ad una rete splendida di Raúl García. Il terzino sinistro trova una conclusione eccezionale al volo dalla distanza, su respinta della difesa di casa.

Valladolid che merita il punto portato via per la convinzione con cui ha affrontato gli ultimi minuti del match, a differenza della squadra di casa che ha dimostrato di mandare del killer instinct sufficiente.

Celta – Alaves 2-0 (B. Méndez 19, 79)

Coudet porta a casa la quarta vittoria in fila, cosa che non accadeva da ben seghe stagioni in Galizia, dimostrando la bontà della scelta operata dalla dirigenza contrattando il tecnico argentino.

Non demerita eccessivamente l’Alaves di Machin, ma gli ospiti non offrono molto, eccezion fatta per un paio di situazioni pericolose su palla inattiva.

Il Celta dal canto suo ha invece una ottima giornata. La manovra funziona più che bene, sopratutto sulla fascia sinistra dove Olaza e Aspas giocano molto bene, confezionando un assist a testa per il goleador di giornata Brais Méndez.

I celesti si trovano finalmente vicino alle zone nobili della classifica, con il vento in poppa e il morale a mille, fuoco di paglia o nascita di qualcosa di duraturo?

Granada – Betis 2-0 (R. Soldado (R) 14, 20)

Granada che regola la pratica Betis nel primo quarto di gara, grazie ad una doppietta del sempreverde Roberto Soldado, nel giorno delle 100 panchine per Diego Martinez.

Sanabria va a pochi centimetri dal vantaggio biancoverde, ma la rete arriva grazie ad un rigore conquistato da Suarez e convertito in rete dal centravanti veterano.

Gli ospiti si gettano alla ricerca del pari, ma il Granada è micidiale in contropiede, al ventesimo ancora Soldado fa 2-0 e di fatto chiude la contesa ancor prima che la partita entri nel vivo.

C’è spazio per azioni pericolose per entrambi gli schieramenti, ma il parziale non cambia più, per la gioia dei padroni di casa che confermano la posizione in zona Europa.

Cadiz – Getafe 0-2 (C. Hernández 33, N. Maksimovic 94)

Getafe che da corsaro ritrova la vittoria ed il sorriso sul campo del Cadiz, grazie ad una buona prestazione e ad un super gol del colombiano Cuchu Hernández che regala una gemma ai suoi tifosi con una prodezza balistica.

I padroni di casa una volta sotto non riescono a scardinare la difesa azulones, con Bordalas che finalmente riesce ad attuare alla perfezione il piano partita.

Nel finale c’è spazio addirittura per il raddoppio degli ospiti figlio della gran pressione di Nyom che poi trova Maksimovic solo a centro area per la marcatura del definitivo 0-2.

Getafe che torna a sorridere e mette qualche squadra fra se e la zona retrocessione.

Eibar – Real Madrid 1-3 (Kike 28 – K. Benzema 6, L. Modric 13, L. Vázquez 92)

Nel più classico dei Davide contro Golia, il Real mette in pratica il suo piano gara classico.

Inizio forte, controllo della gara, pur con qualche brivido e mazzata finale a chiudere la contesa.

La partita inizia con un uno-due letale firmato Benzema. Il primo gol è una azione di pura eleganza e tocco firmata da Rodrygo e dal numero 9 transalpino, mentre pochi minuti dopo è l’ex OL a vestirsi da assistman per servire un cioccolatino a Luka Modric, con il povero Dimitrovic battuto in ambe le situazioni.

Benzema avrebbe sulla capoccia il colpo del possibile 0-3, ma il suo cabezaco va incredibilmente largo.

Il piccolo Eibar prende coraggio e accorcia le distanze con una rete sensazionale di Kike Garcia, con un tiro a giro che nemmeno alla PlayStation riesce, un golazo da vedere e rivedere.

I baschi prendono coraggio e premono sul Real, che però si fa forte della presenza del solito Sergio Ramos che, nonostante qualche brivido su Muto ed un penalty reclamato, controlla bene gli avanti avversari.

Nel finale ennesima perla di Karim Benzema che manda in tilt la difesa e mette Lucas Vázquez solo davanti a Dimitrovic dove trova il punto del definitivo 1-3.

Real vincente alla sua maniera, puntando sempre forte sulla vecchia inossidabile guardia. Eibar combattivo, ma contro questo Benzema c’è poco da fare.

Classifica

Stefano Follador

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