#RawDiamonds

#RawDiamonds: Kacper Kozlowski

Ritorniamo in Polonia per dare uno sguardo a un giovanissimo centrocampista su cui da tempo gli osservatori hanno messo gli occhi, un talento interessantissimo che neanche un brutto incidente in auto con annessa frattura del bacino sembra aver potuto fermare, anzi dal rientro in campo il nostro numero 64 si sta conquistando i galloni da titolare convincendo tifosi e corpo tecnico.

Biografia

Kacper Kozlowski nasce a Koszalin, a metà strada fra Danzica e Stettino, a pochi kilometri dal Baltico nella Pomerania Occidentale, il 16 ottobre 2003.

Fa parte della generazione più promettente del calcio polacco degli ultimi trent’anni, con un gran numero di talenti fra i teenager, di cui conosciamo già il cagliaritano Walukiewicz.

Il percorso verso la Ekstraklasa per Kozlowski inizia dalla squadra locale, il Baltyk Koszalin, dove si disimpegna con profitta sia nel calcio a 11, ma soprattutto nel futsal, in cui eccelle a livello nazionale.

Con il club bianco azzurro partecipa al torneo giovanile Rewalandia, dove viene notato dagli osservatori del Pogon Szczecin. La società rossoblu è fra le più ambiziose del paese e non si fa sfuggire il capocannoniere dell’edizione 2013, dopo un lungo corteggiamento, a partire dall’estate 2016.

Il passaggio nel settore giovanile del club di Stettino coincide anche con l’abbandono definitivo del calcio a 5 per concentrare tutte le energie sul rettangolo verde.

Nel frattempo entra nel giro delle nazionali giovanili polacche, con risultati di rilievo: 8 presenze e 5 reti con l’U15, 17 gettoni e 6 marcature con l’U17.

L’impatto con il nuovo club è molto positivo, con una annata giocata a 15 anni con il Pogon Szczecin U19 che si conclude con 15 presenze, 9 reti e 4 assist che gli valgono l’immediata promozione, già durante la stagione 18/19 con la squadra riserve, militante in terza serie polacca.

L’anno successivo significa un ulteriore step in avanti verso la prima squadra, con il giovanissimo Kacper che si divide fra Pogon B e la prima squadra.

In 3 Liga nelle due stagioni colleziona 15 presenze e 4 reti, ma nonostante la giovane età si guadagna già tre gettoni di presenza in Ekstraklasa.

L’attenzione di diversi club di Bundesliga e di Premier League è sempre più alta, con il Bayer Leverkusen che addirittura arriva a tenerlo in prova presso le proprie strutture per meglio valutarne l’acquisto e il Manchester United si fa avanti con una proposta concreata per il club e il giovane centrocampista.

Tutto questo meraviglioso processo di crescita si stoppa però bruscamente il 10 gennaio 2020. Kozlowski si sta recando in auto con alcuni compagni di squadra agli allenamenti quando il veicolo su cui lui, Zurawski, Kalenik e Wesrychowski viaggiano viene coinvolto in un brutto incidente stradale. Ad avere la peggio nello scontro è proprio il classe 2003 che riporta una brutta frattura del bacino. Da talento in rampa di lancio a lungo degente nel giro di un amen.

Lo stop alla attività agonistica è brusco e pesante, ma a fine ottobre Kacper ritorna a calcare il campo della massima divisione polacca, ritrovando minuti e con una certa costanza anche il posto da titolare nel centrocampo, diventando un elemento importante nell’economia di una delle migliori squadre del paese.

Caratteristiche tecniche

Kacper Kozlowski è un classico esempio di centrocampista box to box, mezz’ala o trequartista d’assalto, dal gioco molto dinamico ed intenso, ma non per questo dai piedi maleducati, anzi.

Alto 180 centimetri presenta un fisico muscolarmente già prestante, a dispetto della giovane età, che lo rende già adatto al calcio adulto essendo in grado di tenere bene i contrasti ed i duelli fisici con giocatori più maturi e formati.

Dotato di ottima resistenza, sa dare dinamismo ed energia al gioco, sia in fase offensiva che di non possesso, pur non essendo dotato di grandissima velocità.

Con il pallone fra i piedi dimostra di possedere ottime doti. Tendenzialmente destrorso, non è in difficoltà nell’uso del piede debole.

La formazione nella prima adolescenza come giocatore di futsal si evince dal buonissimo controllo ed anche dall’uso peculiare della suola nello stretto dove sa gestire molto bene la sfera, anche se tende un po’ a specchiarsi in talune circostanze, cercando il dribbling in maniera barocca, anziché preferite giocate più dirette e meno estrose.

Se nello stretto tende a giochicchiare, non si può dire lo stesso della gestione della palla in campo aperto dove ama condurre il gioco e strappare ampie porzioni di campo conducendo la sfera, senza grandi sottigliezze, ma sfruttando al massimo i cavalli del suo motore per guadagnare campo in transizione in modo rapido e potente.

A livello balistico è dotato di un ottimo tiro da fuori, potente e discretamente preciso, anche se talvolta si incaponisce nella conclusione a rete dalla distanza anziché cercare soluzioni che richiedano più pazienza.

Tende a cercare con costanza l’inserimento offensivo, con buon tempismo, anche se deve migliorare la precisione al tiro ora che gioca con costanza con gli adulti.

Difensivamente è volitivo, dinamico e aggressivo, ma ancora molto acerbo nelle letture e nel posizionamento, aspetti in cui può crescere ancora molto.

Caratterialmente ha dimostrato nel suo percorso giovanile di essere un leader tecnico e carismatico, l’uomo a cui i compagni di squadra guardavano nei momenti più difficili è quello che si faceva sentire qualora fosse necessario. Questo aspetto caratteriale si riflette anche nel gioco, dove viene coinvolto e chiamato in causa dai compagni con frequenza, tanto a livello giovanile che nelle gare disputate nella massima serie polacca.

Non va sottovalutato dal punto di vista del carattere e della forza di volontà anche la velocità con cui sembra essersi messo alle spalle una frattura molto fastidiosa come quella del bacino. Una volta ritornato sui campi, terminata la riabilitazione, sembra non aver accusato affatto il contraccolpo psicologico che un lungo stop forzato può provocare a un diciassettenne.

Evoluzione

A soli 17 anni la parte più interessante di veder giocare Kacper è immaginare dove potrebbe arrivare.

L’impostazione è chiara ed estremamente invitante, centrocampista completo, dal piede educato, ma che non disdegna di mettere la gamba o di ringhiare sulle caviglie avversarie se necessario, con una impostazione fisica e dinamica che pare gridare a piena voce Premier League come numero 8 più avvezzo alla sciabola che al fioretto.

L‘asticella ponetela voi all’altezza che più vi aggrada, ma molti scout stanno già mirando piuttosto in alto con paragoni con elementi di valore assoluto come Arturo Vidal oppure con centrocampisti energici come Radja Nainggolan o con il connazionale Piotr Zielinski.

Il paragone letto che però mi è parso più interessante e stimolante è stato quello con l’ex Bayern Monaco e Manchester United Bastian Schweinsteiger.

Kozlowski come la leggenda bavarese è stato una promessa di una disciplina diversa dal football in giovane età, futsal per il polacco e sci alpino per Schweny.

Allo stesso modo entrambi hanno iniziato la carriera in proiezione offensiva, addirittura da ala destra il tedesco, ma hanno via via accentrato e arretrato il rispettivo raggio d’azione, per poter essere nel cuore del gioco, per sfruttare al meglio le rispettive qualità.

Va da se che sarebbe quantomeno imprudente profetizzare per il giovane numero 64 del Pogon Szczecin una carriera ai livelli di una leggenda come Schweinsteiger, anche se è chiaro che il polacco ha dalla sua delle capacità notevoli che se messe a frutto lo potrebbero portare a livello molto alti, potendo diventare, al netto di infortuni gravissimi, un elemento di rilievo in qualsiasi squadra di livello europeo.

A livello tattico l’arretramento sta già avvenendo nella squadra allenata da Kosta Runjaic. Kacper un tempo schierato da centrocampista avanzato ora viene impiegato per lo più come mezzala sinistra o nei due di centrocampo, con compiti di lotta e di governo. Rispetto al settore giovanile il nativo di Koszalin è meno in proiezione offensiva costante, incaricandosi maggiormente della costruzione bassa e di compiti di copertura.

L’ampio bagaglio tecnico, la fisicità, il dinamismo e la personalità lo rendono comunque un calciatore versatile, in grado di combinare con diversi tipi di compagni di reparto senza veder calare il proprio rendimento.

Vestito in bianconero

Ah il centrocampo della Juventus… alzi la mano il tifoso bianconero che dalla sciagurata finale di Berlino 2015 con il mitologico gruppo Pirlo-Marchisio-Pogba-Vidal non ha rimpianto questo drappello di fuoriclasse impareggiabili ed impareggiati.

Purtroppo tutte le epopee finiscono, BBBC e questo centrocampo inclusi, ma i grandi club devono apprendere alle scelte a rinnovare i propri ranghi e questo è stato fatto a Torino, anche se senza mai raggiungere quelle vette di qualità, carisma e quantità.

Il buonissimo talento Kozlowski oggi è sicuramente oltremodo verde per poter dire la sua in un campionato top, tanto più in un contesto tecnico di livello elevatissimo come quello juventino, ma non sono lontani i giorni in cui potrà spiccare il volo da Stettino verso casacche più blasonate.

Quest’annata vedrà il centrocampista conquistarsi quasi sicuramente uno slot da titolare, la prossima stagione sarà improntata alla conferma del suo status di astro nascente del calcio polacco e, a partire dalla stagione 22/23, me lo immagino poter approdare in uno dei migliori campionati europei.

Sarebbe molto interessante per la nostra società bruciare i tempi e cercare di crescere in casa, magari nella nostra mia troppo celebrata Under 23, questo virgulto potenzialmente ideale per le falle croniche del nostro centrocampo, con un ovvio risparmio economico in caso di crescita adeguata del classe 03.

Stiamo parlando ovviamente di fantamercato, boutade fatte senza la presunzione di vestirci da insider e senza conoscere minimamente le idee di Kacper sul suo futuro.

Ad ogni modo sappiamo bene le problematiche e le restrizioni di bilancio che quest’annata funestata dalla pandemia sta cagionando a noi e a tutte le società sportive del pianeta, in questo senso anticipare i tempi, e diminuire i costi, per provare a portare a casa un potenziale talento di livello alto come Kozlowski vale a mio modesto avviso il rischio, sempre e quando ci sia dietro una forte volontà societaria di valorizzazione piuttosto che di ricerca della metà plusvalenza economica.

Deve crescere moltissimo come maturità, come capacità di lettura e di ragionamento, tenendo a freno l’istinto e diventando più compassato in certe situazioni di gioco, ma se il centrocampista del Pogon riuscisse ad esprimere completamente il suo potenziale sarebbe senza ombra di dubbio uno di quei giocatori che vorrei sempre avere nella mia squadra.

Conclusione

Kacper Kozlowski ha bisogno di tempo, per mettere minuti sul contatore ed esperienza nella lettura e comprensione di entrambe le fasi di gioco, ma è senza dubbio un potenziale grande centrocampista.

Deve compiere in maniera logica le prossime scelte, lavorare molto su alcuni aspetti del gioco che ancora padroneggia a fatica, ma ha tutte le carte in regola per andare molto molto lontano e personalmente sarei curioso di vederlo crescere con una maglia bianconera addosso, per continuare il proficuo legame che lega la Vecchia Signora al paese dell’Aquila Bianca.

Stefano Follador

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