Spazio Liga

SpazioLiga: Giornata 13

Squadra della settimana

Squadra della settimana (dati SofaScore)

Top 3

1. Iago Aspas: a Vigo presto gli dovranno intitolare una piazza, lo stadio o un viale perché gli ultimi due anni del numero 10 sono eccezionali. Due assist spaziali, il solito rigore di freddezza e tecnica e sopratutto una leadership tecnica ed emotiva assoluta. Coudet avrà svoltato la stagione del Celta, ma il fulcro attorno a cui gravitano le fortune della squadra celeste è sempre lui. Imprescindibile.

2. Shon Weissman: L’ israeliano era giunto a Valladolid dal Wolfsberger per risolvere la cronica asfissia dell’attacco Pucela, ma fino a oggi era stato poco più di un corpo estraneo. L’exploit contro l’Osasuna potrebbe essere il principio di un qualcosa o restare un episodio isolato, ma è certo che le possibilità di salvezza della squadra di proprietà del signor Luis Nazario da Lima (Ronaldo) passano per buona parte dai gol del numero 9 e di Marcos Andrè. Rinato

3. Toni Kroos: essenziale, pulito, pragmatico, ma anche elegante e geometrico. Il tedesco è un giocatore tanto fenomenale quanto dimenticato talvolta. La vittoria del Real di Zidane nel derby della capitale è una gran risposta a quanti dubitassero del tecnico francese e sopratutto dello zoccolo duro Blanco. L’ex Bayern domina da vero califfo del centrocampo, con il pallone o senza. E poco importa se le reti siano di altri, la partita a scacchi nel mezzo la porta a casa lui. Eminenza.

Flop 3

1. Josè Bordalas: spiace ma l’idillio fra El Romano e il Getafe pare al termine. 13 punti in 12 gare, sette partite senza vincere e nonostante la vittoria sul Barcellona e la classifica corta ci sono scricchiolii preoccupanti dalle parti del Coliseum Alfonso Perez. Il calcio tutto aggressività e nervi di Bordalas pare aver perso il suo carico di mordente ed energia anticonformista, saprà il tecnico ridare linfa a una pianta un po’ appassita? Dilemmi esistenziali.

2. Koke: il centrocampista colchonero non disputa di certo una gran partita nel big match della giornata. Il duello perso in mezzo al campo rappresenta la sconfitta dell’Atletico, sconfitto si nel risultato, ma sopratutto nell’approccio alla gara, contratto, titubante e poco aggressivo. Lo step della squadra di Simeone da club abbonato alle coppe a vera e propria contender passa sopratutto dalla personalità del centrocampo e dalla capacità di uomini di esperienza come Koke di non farsi mettere i piedi in testa dai dirimpettai nelle sfide cruciali della Liga. Dominato.

3. Unai Simón: è un ruolo crudele quello del portiere, puoi salvare la baracca per settimane e nessuno fiata, ma prova a fare un errore che ti saltano tutti alla gola. Il numero uno basco dopo un finale di stagione ad alto livello non ha ripreso al meglio la Liga, con prestazioni altalenanti e alcune incertezze ed errori che ne stanno minando il percorso di crescita e che hanno portato via punti preziosi al l’undici di Garitano. La speranza è che Unai si possa redimere presto e ritornare il guardameta ammirato nella scorsa stagione. Redenzione basca cercasi.

Partite

Valladolid – Osasuna 3-2 ( S. Weissman 7, 76, F. Orellana (R) 56 – A. Budimir 27, R. Torres 43)

Gara divertente fra due compagini che dovrebbero in teoria preoccuparsi più di non prenderle e che invece regalano una gara spettacolare e ricca di gol.

Apre le marcature Weissmann che finalmente riesce ad andare a segno in Liga. Risponde Budimir e la ribalta momentaneamente Roberto Torres, sfruttando la prestazione povera della difesa di casa.

I biancomalva trovano il pari su rigore di Orellana, concesso per un’uscita goffa di Herrera.

Valladolid che cresce nella ripresa, pur non facendo calcio spettacolo.

Finalmente la rete del definitivo 3-2 arriva grazie ancora a Weissman, che finalmente inizia a giustificare il suo acquisto.

L’israeliano esulta un po’ alla Bresciano, ma si vede che la mossa della statua è contagiosa visto che la difesa di casa si lascia infilare da Calleri che conclude malamente a lato su Masip in uscita, mancando il pareggio.

Valencia – Athletic 2-2 (C. Soler (R) 26, M. Vallejo 83 – A. Villalibre 55, R. García (R) 79)

Altra gara tutt’altro che soporifera al Nuevo Mestalla. I pipistrelli passano per primi con il rigore di Soler, causato da una azione insistente in cui Racic trova il palo e Maxi Gómez le mani degli avversari.

Quinto rigore realizzato su cinque per il centrocampista, protagonista di una ottima stagione fino ad ora.

Nella ripresa però i baschi cambiano marcia, trascinati da Yuri Berchiche. Il terzino colpisce un palo, mette a ferro e fuoco la fascia sinistra ed infine piazza l’assist che pareggia il parziale con Asier Villalibre.

Gli ospiti la ribaltano con il penalti di Raúl García, gentile omaggio di Iker Munian, ma lo svantaggio scuote los Che di Javi García.

A pareggiarla è Manu Vallejo, specialista degli ultimi minuti, che approfitta di una uscita a vuoto di Unai Simón per depositare la palla in rete.

Pareggio brodino che mantiene le due compagini al sicuro a metà classifica.

Getafe – Sevilla 0-1 (X. Etxeita (OG) 81)

Getafe in un brutto momento, con sei partite senza vittoria che diventeranno sette dopo la sconfitta interna col Sevilla.

Di contro il club andalusi viene da un periodo positivo che l’ha riportato in pianta stabile in zona Europa in classifica.

Il primo squillo del match è la punizione da lunga distanza di Jordan che si stampa sulla traversa a portiere del Getafe battuto.

Degli azulones ancora distaccato Arambarri, moto perpetuo e pericolo dalla distanza che reclama pure un possibile rigore. I padroni di casa sono pure sfortunati su una conclusione da calcio piazzato di Timor fermata sulla linea dall’onnipresente Koundè.

La gara è sporca e piuttosto brutta e per sbloccarla serve un’episodio sporco e brutto, come spesso accade con il Getafe di Bordalas in campo.

Cross di Suso, Etxeita anticipa De Jong, ma la devia nell’angolo lontano, dove David Soria non può arrivare.

L’autogol condanna il Getafe a un po’ della propria medicina, Sevilla che porta a casa tre punti sporchi, che però pesano. Sono queste le vittorie che muovono la classifica.

Huesca – Alaves 1-0 (J. Ontiveros 66)

Huesca che porta a casa per la minima una gara dominata contro un Alaves che cade, un po’ a sorpresa dopo aver fatto punti con big del calibro di Real, Barça e Real Sociedad e sei gare a punti consecutive.

I ragazzi di Michel premono per tutta la gara, con Ontiveros particolarmente attivo e Okazaki che si vede negare una bella rete per un fuorigioco piuttosto sciocco di Ferreiro.

Quasi si materializza la beffa per i blaugrana quando l’ex meteora milanista Rodrigo Ely trovava con una deviazione volante da Shaolin Soccer la rete, ma un fallo di Pulido vanifica tutto.

Alla fine l’insistenza di Ontiveros viene premiata, proprio con la sua giocata classica: l’ala di Marbella rientra sul destro al vertice dell’area di rigore e lascia partire una parabola “alla Del Piero” che si infila dolcemente sul palo lungo, premiando lo sforzo continuato del Huesca.

Prima vittoria stagionale per i castigliani che finalmente possono prendere un po’ di ossigeno, rinfrancati da una prestazione di altissimo livello.

Real Madrid – Atlético Madrid 2-0 (Casemiro 15, J. Oblak (OG) 63)

Mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Bisogna pensarci più di una volta prima di dar per finito il vecchio Real Madrid.

Un derbi della capitale che iniziava con i favori del pronostico tutti per i cugini poveri dell’Atletico per una volta, ma i blancos fanno valere la legge del più forte.

È la vecchia guardia che mette alle corde la bestia del Cholo Simeone. Benzema dai sedici metri trova il legno a negargli la rete, con la complicità del solito Oblak.

Se non ci riesce il francese allora è il brasiliano Casemiro a farsi carico della prima marcatura, con un colpo di testa perentorio imparabile.

Il Real è un animale saggio, addormenta la partita quanto più può, negando velocità e transizione agli avanti biancorossi.

Oltretutto quando Llorente trova il pertugio giusto Lemar si esibisce in un macroscopico errore a pochi passi falla rete, concludendo a lato il più semplice degli inviti.

Gli uomini di Zidane trovano con la fortuna degli audaci il raddoppio, il pretoriano Carvajal mette giù una respinta della difesa prende la mira da fuori e centra il palo, ma il rimbalzo sulla schiena di Oblak premia i padroni di casa.

Gli ospiti cercano almeno il gol della bandiera, ma un bel colpo di testa di Saul respinto da Courtois è il massimo che l’anestesia madrilena gli concede.

Real Sociedad – Eibar 1-1 (A. Barrenetxea 20 – S. Enrich 65)

La differenza che passa fra una buona squadra ed una grande sono partite come questa.

I baschi minori rendono la vita difficile a Imanol che non viene aiutato dall’ennesima giornata storta di Isak. Preoccupante il periodo di forma dello svedese, basti vedere la clamorosa occasione mancata in apertura.

Eppure al ventesimo le cose si mettevano nel verso giusto, una botta impressionante di Berrenetxea tocca la traversa e trafigge un incolpevole Dimitrovic, regalando la prima gioia stagionale al laterale sinistro.

I Txuri-Urdi le provano tutte, con Lopez e con Berrenetxea nuovamente, ma gli ospiti non capitolano una seconda volta.

La resistenza dell’Eibar è fondamentale ed infatti la ripresa ha tutto un altro andazzo.

L’ingresso del giapponese Inui galvanizza gli ospiti che trovano la retroguardia biancoblu in una giornata poco felice.

La rete degli ospiti la marca Sergi Enrich, ma il merito è in buona parte di Bryan Gil che lascia per strada tre avversari prima di mettere una palla al bacio dalla sinistra che il 9 nome insacca dopo la respinta di Remiro su Inui.

Il pareggio obbliga alla reazione la Real Sociedad, che guadagna campo e occasioni. La più chiara la traversa di Portu a porta sguarnita, ma anche qualche polemica per la rete annullata a Zubeldia per fuorigioco risulta essere una occasione ghiotta, ma per pochi centimetri il raddoppio non viene convalidato.

Real Sociedad che perde l’occasione di allungare sull’Atletico, mentre l’Eibar consolida la comoda posizione di metà classifica.

Betis – Villarreal 1-1 (A. Rubial 51 – P. Torres 5)

Villarreal che viene bloccato da un gran gol di Aitor Rubial, ripetendo quanto detto sulle squadre buone e quelle grandi.

Pronti via e i gialli passano con una gran incornata di Pau Torres, sempre più convincente il centrale spagnolo.

Il vantaggio iniziale però non preclude la possibilità di una gara vivace. Betis e Villarreal si scambiano attacchi vicendevoli, con gli ospiti che vanno vicinissimi al raddoppio con Fernando Niño.

Il Betis aumenta la pressione col passare dei minuti e alla fine trova il pari con un tiro dalla distanza eccezionale di Aitor Rubial, che spara la sfera dritta nel sette, imprendibile per Asenjo.

Ambe le squadre provano a prevalere, ma non c’è verso, il risultato finale è 1-1.

Elche – Granada 0-1 (J. L. Suárez 42)

A entrambe le squadre manca la vittoria da un po’ e c’è la volontà di entrambe di chiudere con questa siccità.

Gli attacchi mettono a dura prova Rui Silva e il suo dirimpettaio Edgar Badia.

Ci prova con maggiore convinzione però il Granada che alla fine passa, grazie ad una splendida azione di Darwin Machis conclusa degnamente da Josè Luis Suarez. Gran gol confezionato dagli andalusi.

La ripresa dice poco e la gara si conclude con i tre punti per gli ospiti che riagganciano le zone nobili della classifica.

Barcelona – Levante 1-0 (L. Messi 76)

Barcelona che cerca di riprendersi dalla scoppola di Coppa affrontando il combattivo Levante che arriva al Camp Nou con una serie aperta di sei risultati utili consecutivi.

La gara è aperta, con De Frutos che spreca una occasione clamorosa fronte a Ter Stegen, ma col passare dei minuti il dominio Barça si fa evidente.

La squadra di Koeman non è veloce o aggressiva, ma ha tecnica e se lasciata sfogare è temibile. Braithwaite, Griezzman e Lenglet hanno le occasioni migliori, ma la buona forma di Aitor Fernandez e l’imprecisione del difensore tengono il risultato ancora sullo 0-0.

La ripresa prosegue nella solco dei primi 45 minuti, con la differenza che si accende Leo Messi. L’argentino riceve in transizione su suggerimento di Frenkie De Jong e incrocia il mancino superando l’estremo del Levante, il tutto sarà durato meno di dieci secondi, ma bastano quelli al 10 per girare la gara.

Celta – Cadiz 4-0 (Nolito 6, I. Aspas (R) 31, F. Beltrán 43, B. Méndez 45+1)

La giornata si chiude con il crollo a sorpresa del Cadiz in Galizia, piallato da un Celta finalmente convincente e che pare aver trovato il giusto assetto con il nuovo tecnico Coudet.

I celesti partono fortissimo e sono già in vantaggio dopo sei minuti. Il gol è di Nolito, ma l’assist di Iago Aspas è un qualcosa di fantascientifico, giocata eccezionale del 10 del Balaidos.

Il Cadiz fin a questo punto è in partita e risponde al colpo galiziano con il palo centrato da Negredo su corner.

La gara però prende una piega molto sinistra per gli ospiti alla mezz’ora quando Jeremías Ledesma atterra, ed infortuna, Santi Mina. Rigore solare che Iago Aspas insacca, agganciando la testa della classifica marcatori.

Altro assist per Aspas che Fran Beltrán trasforma nel 3-0 con una bella conclusione da fuori.

Il terribile primo tempo di Ledesma si chiude con il quarto goal subito a causa di una uscita fuori tempo che permette a Brais Méndez di inzuccare in rete, anche se il numero 23 non potrà esultare a causa della tremenda tranvata ricevuta dal portiere.

La ripresa è pura formalità, il Celta potrebbe pure ampliare la goleada, ma alla fine c’è spazio più per turnover e nuovi debutti che ricerca del quinto centro.

Bella soddisfazione per i galiziani che finalmente convincono, mentre la neopromossa di Cervera dovrà riprendersi da questo brutto stop, il campionato è ancora troppo lungo per tirare i remi in barca.

Classifica

Stefano Follador

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