#RawDiamonds

#RawDiamonds: Takefusa Kubo

È difficile parlare di un qualsiasi talento nato nella terra del Sol Levante senza cadere nel tranello della retorica su samurai, disciplina, dedizione al lavoro e Holly & Benji, ma ci proverò raccontandovi di Takefusa Kubo giovanissimo talento nipponico tesserato con il Real Madrid con una storia già bella tortuosa ed interessante.

Biografia

Takefusa Kubo nasce a Kawasaki il 4 giugno 2001, figlio unico di Takefumi Kubo, impiegato ed appassionato di calcio.

Kawasaki è una città della prefettura di Kanagawa, all’interno dell’area della Grande Tokyo, ottava per popolazione nel paese e centro sportivo vitale e attivissimo.

A Kawasaki si praticano il baseball, il ciclismo, atletica ed equitazione, ma la parte del leone ovviamente la fa il calcio.

Infatti a sette anni il piccolo Kubo, spronato dal padre, decide di calzare gli scarpini al locale club FC Persimmon.

Take è un fenomeno in erba e strega praticamente tutti nell’ambiente pallonaro nipponico.

Nel 2008 la società Tokyo Verdi riesce a convincerlo e tesserarlo e nel 2010 farà lo stesso il club cittadino più importante il Kawasaki Frontale. Il piccolo Kubo ha solo 9 anni, ma pare già destinato ad essere una stella del calcio asiatico e i genitori, contrariamente agli stereotipi sui giapponesi, assecondano e favoriscono la carriera calcistica del ragazzo, anche a costo di trascurare gli studi.

Ormai il paese del sol levante inizia a stare stretto al diavoletto di Kawasaki, scout di mezza Europa lo visionano e ne apprezzano le doti precoci ed il talento naturale.

A mettere le mani su Take è il Barça, cooptando il ragazzino per i tornei della FC Barcelona School a livello nazionale giapponese e poi ad inviti in Europa.

È solo una questione di tempo per Kubo perché le porte de La Masia si spalanchino per lui, infatti nell’agosto 2011 il giovane folletto nipponico viene invitato per delle ulteriori prove che, una volta superate, gli garantiscono il trasferimento in pianta stabile agli U11 catalani.

L’impatto con il calcio spagnolo è più che positivo. Durante la sua prima stagione completa in Spagna Take segna 74 gol in 30 gare, in tandem con un altro volto noto: Ansu Fati, amico e partner d’attacco (56 gol per lui in 29 gare) del nostro ragazzo di Kawasaki.

Sembra andare tutto per il meglio, l’ambiente adora il giapponese e le sue prestazioni migliorano di anno in anno, convincendo sempre più i dirigenti di aver scovato un talento dal potenziale enorme, pronto addirittura a raccogliere l’eredità di Messi al piano di sopra quando sarà il momento.

Tuttavia le nubi iniziano ad addensarsi sul settore giovanile catalano ad inizio 2015, indagato e poi condannato dalla FIFA per irregolarità nel tesseramento di calciatori stranieri minorenni, le quali coinvolgono anche Takefusa.

Nonostante una stagione 14/15 eccellente la sentenza che blocca il mercato catalano obbliga il Barça a estromettere il giovane di Kawasaki dalle competizioni e dalla squadra, annullandone il trasferimento. Take spende gli ultimi mesi della stagione in Spagna, sperando un una soluzione, ma la lontananza dai campi da gioco lo prova moltissimo a livello psicologico, giungendo quindi a prendere la decisione di tornare in patria, lasciando la Catalogna con un certo astio verso i colori blaugrana, rei di averlo ingannato prima e non supportato poi.

Il ritorno in Giappone coincide con il tesseramento per il Tokyo FC, anche se è chiaro a tutti che il futuro professionale del figlio di Takemori è nel calcio europeo.

Con la maglia dei rossoblu della capitale Kubo riscrive la storia della J1.League. A 15 anni 5 mesi ed 1 giorno diventa il più precoce debuttante di sempre del campionato. A 15 anni e 10 mesi diventa il più giovane marcatore professionista del calcio giapponese grazie alla rete al Cerezo Osaka U23, in J3.League.

Dopo tre stagioni spese fra la squadra under23 e quella titolare, con un prestito di sei mesi allo Yokohama F. Marineros, per Kubo nell’estate del 2019 è il momento di ritornare in Europa, visto che sopraggiunta la maggiore età finalmente non ci sono regolamenti a impedirne il tesseramento.

Lascia la J1.League con uno ruolino di marcia pari a 24 presenze, con 5 reti e 4 assist.

A sondare il terreno con il Messi del Giappone c’è la fila. Take respinge la corte del Barcelona che era tornato alla carica per tesserarlo, ma evidentemente il rovinoso precedente non era un buon viatico su cui costruire il rapporto.

A casa Kubo bussano top club come il Manchester City, il Bayern Monaco e il Paris Saint-Germain, ma a convincere la famiglia e Take è il Real Madrid, con sommo dispiacere dei rivali di sempre del Barça.

I blancos versano 1.87 milioni di euro al Tokyo FC e aggregano il giovane nipponico alla tournée della prima squadra, nonostante l’idea della dirigenza sia di dirottare Take nell’U19 o al massimo con il Castilla in seconda divisione.

Durante la preparazione estiva in Germania e Stati uniti però lo staff tecnico resta impressionato dal livello di gioco del nuovo arrivato e di comune accordo decidono che per metterne a frutto il talento sia preferibile una esperienza nel massimo campionato iberico.

Il 22 agosto 2019 Take Kubo passa ufficialmente in prestito al Maiorca, dove diventerà il terzo calciatore giapponese della storia del club delle Baleari.

Il club de los bermellones ha di fronte una sfida molto dura, conquistare la permanenza in Liga a fronte di una concorrenza spietata e di una rosa priva di grandi nomi.

Contro ogni pronostico gli isolani lotteranno fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, soccombendo solo per un punto, e retrocedendo fra gli applausi. Artefici di questa stagione negativa, ma combattiva, sono Ante Budimir, Cucho Hernández, Salva Sevilla ed anche Take Kubo.

Il giovane giapponese porta in dote al’Estadi de San Moix un grande entusiasmo, dinamismo, velocità ed un ottimo bagaglio tecnico, contribuendo con 4 reti stagionali e dando l’impressione di una crescita costante e favorita dal livello più elevato della competizione affrontata.

Nella stagione 19/20 Kubo diventerà il più giovane giapponese a debuttare in uno dei Top 4 campionati europei, a solo 18 anni, 2 mesi e 28 giorni, scendendo in campo il 1 settembre contro il Valencia.

Tutto ciò non sarà sufficiente per salvare il Maiorca, ma regala a Take una opportunità in un club ben più ambizioso, una volta rientrato alla Casa Blanca. Si conclude infatti un’operazione di prestito annuale con il Villarreal.

Il Submarino Amarillo ha investito molto in estate, contrattando un coach del livello di Unai Emery, acquistando calciatori del livello di Dani Parejo, Pervis Estupinan, Coquelin, Foyth, Geronimo Rulli, Jorge Cuenca e proprio il folletto di Kawasaki, che si vanno ad aggiungere ad una rosa già importante che vanta talenti del calibro di Paco Alcacer, Gerard Moreno, Pau Torres, Samu Chukwueze e Manu Trigueros.

Kubo va a sostituire per ruolo e compiti il buon vecchio Santi Cazorla nello scacchiere tattico allo Stadio de La Ceramica, con l’intenzione di dare continuità al ruolo di outsider e mina vagante dei gialli di Castellón.

La continuità e le buone prestazioni di Kubo con la maglia gialla sono necessarie anche per continuare a vestire la maglia della nazionale nipponica, dove ormai è di casa viste le già 11 presenze all’attivo con la selezione maggiore, ivi compresa la convocazione alla Copa America 2019.

Caratteristiche tecniche

Takefusa Kubo è un centrocampista offensivo, talvolta seconda punta o esterno, di statura diminuta (1.73 m), ma dotato di grande velocità ed accelerazione, oltre che a una buona resistenza e dinamismo.

Mancino, tecnicamente molto dotato, possiede un arsenale di soluzioni offensive pressoché illimitato.

Grande facilità di dribbling, ottima capacità di protezione della palla, a dispetto della costituzione non certo da gigante, imprendibile in velocità grazie al baricentro, al controllo irreale della sfera e ad una grande capacità di cambiare di direzione in una frazione di secondo.

Primo tocco e controllo di ottimo livello, sfruttati quasi sempre in maniera proficua per la squadra tanto in situazioni statiche, che dinamiche grazie ad una ottima padronanza del controllo orientato e della disposizione del corpo, propedeutica ad una azione rapida e senza perdere tempi di gioco.

Possiede buone capacità balistiche, ma può sicuramente migliorare la finalizzazione, dove tende ad essere ancora troppo impreciso e poco brillante.

Nell’ultimo terzo di campo deve crescere per decisioni e per concretezza, anche se già oggi sa essere una spina nel fianco per qualsiasi difesa, grazie ad una costante ricerca di linee di passaggio libero, di spazi da occupare e di inserirsi nelle pieghe dello schieramento difensivo, sfruttandone errori di posizione e di distanze.

Un esempio di questa capacità è rappresentata dalla gara in casa del Barcelona, dove il Mallorca, pur perdendo 5-2, riuscì a offrire una gran prestazione, coronata dalla doppietta di Budimir. Nessuna delle reti dell’ex Palermo è stata assistita da Kubo, ma entrambi sono i passaggi pre assist, in grado di sparigliare lo schieramento difensivo e portare alla rete in una sorta di innesco di domino.

Ama essere al centro del gioco e toccare quanti più palloni possibile. Quando non viene coinvolto cerca di abbassarsi per entrare nelle trame del centrocampo e cercare di rendere più offensivo lo sviluppo del gioco.

Quando però ciò non è possibile è sufficientemente sveglio per capire come creare spazio per i compagni trascinando via gli avversari con i suoi movimenti lontano dalla palla.

Difensivamente non può dare un contributo in termini di duelli fisici vinti, ma resta un portatore di pressing fastidioso e molto intelligente, amando giungere spesso dal lato cieco del portatore di palla per provare a sottrarre la sfera.

Evoluzione

I numeri della prima stagione in Liga non sono stati fenomenali, 4 reti e 5 assist in 2308 minuti, ma il contributo di Take alla stagione del Maiorca andava oltre questi dati, portando una grossa quantità di fantasia, estro, velocità e dinamismo ad una squadra altrimenti povera di queste qualità.

Questo inizio di stagione con la maglia del Villarreal non si può dire certo stellare, ma il poco spazio e le prestazioni un po’ anonime sono probabilmente parte di un percorso di crescita più ampio.

Kubo sta cercando spazio in un contesto dallo spessore tecnico maggiore rispetto a Maiorca e a qualsiasi ambiente frequentato fino ad ora e va da se che un periodo di aggiustamento sia necessario.

Fino ad oggi il nipponico ha saputo mostrare solo a sprazzi le proprie qualità in maglia gialla, partendo spesso dalla panchina e trovandosi a disputare spezzoni di gare chiuse o compromesse.

Riuscire ad imporsi per uno slot da titolare alle spalle del duo Alcacer-Moreno sarebbe una conquista importante ed un segno tangibile di una crescita tecnica e di responsabilità non indifferente, sopratutto perché supervisionata da un allenatore di grande esperienza come Unai Emery.

Probabilmente Take non sarà il “Messi giapponese”, che iella che portano questi soprannomi, ma può sicuramente ambire ad un ruolo da protagonista nel calcio europeo, come primo alfiere del Giappone nel football de Vecchio Continente.

La cifra tecnica, unità ad una buonissima lettura del gioco e a velocità e dinamismo sono qualità importanti, che potranno permettere a Kubo di rivestire un ruolo importante in qualsiasi squadra ambiziosa, qualora fosse in grado di massimizzare il proprio rendimento in accordo al proprio potenziale.

Va da se che alcuni limiti paventati da Take sono insormontabili: non sarà mai un gigante, difficilmente potrà diventare un fattore in fase difensiva o nel gioco aereo.

Altri invece devono essere superati per forza di cose. Maggior precisione in zona gol, capacità di defilarsi dal gioco, migliorare ulteriormente la gestione delle transizioni ed una migliore selezione di tiro sono obiettivi realistici che potrebbe migliorare di molto il rendimento del giovane di Kawasaki.

Vestito di bianconero

Take Kubo è un profilo interessante, non ci piove.

Trequartista razzente, piede educato e con un’ottima etica del lavoro e dell’allenamento.

Inutile dire che si tratta di un profilo appetibile per qualsiasi club, inoltre l’origine giapponese rendono l’ex barcelonista un investimento interessante anche sotto il profilo del marketing e delle opportunità commerciali nel paese del sol levante.

Queste sono ovvietà, che però vanno sempre ripetute in ottica calciomercato, sopratutto quando parliamo di un calciatore così promettente e giovane.

Take però è legato ad un colosso come il Real Madrid e difficilmente vorrà lasciare Valdebebas senza essersi giocato le sue fiches per un posto in prima squadra, sopratutto ora che la Casa Blanca sembra in piena rivoluzione giovanile.

Parlando però del bianconero trovo un po’ difficile che Kubo possa rendere come fatto in Spagna nel nostro campionato, dove una certa struttura fisica sembra necessaria per potersi imporre a livello medio alto.

Kubo diventerà con tutta probabilità un ottimo calciatore, ma la nostra Serie A pare il palcoscenico meno adatto alle sue caratteristiche.

Conclusione

Take Kubo ha fatto una strada lunga e tortuosa per arrivare da nemmeno ventenne ad essere uno dei talenti più cristallini e puri di tutta l’Asia.

Solamente 15 mesi fa era possibile acquistarne i servigi per poco meno di un paio di milioni di euro, mentre oggi credo che il Real manco pensi di sedersi ad un tavolo per parlare di cessione.

Sia chiaro non è un giocatore fatto, ha ancora molto su cui lavorare e molto da migliorare, ma la strada percorsa in carriera da altri trequartisti nipponici di culto come Nakata e Nakamura è lì, pronta ad essere percorsa nuovamente e chi lo sa? Magari anche in maniera più spettacolare e con risultati all’altezza della ambizione che il piccolo Take ha dimostrato avere sin da bambino.

Stefano Follador

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