Ad Est della Signora

Il gigante di Spalato

Quando arriva a Torino, Igor Tudor, ha solo vent’anni ed è un ragazzone di Spalato, proveniente dall’Hajduk, un luogo dove si passa dagli altari alle polveri in meno di una partita, un luogo dove chi non sa lottare fa poca strada ma non è il suo caso: Igor Tudor è un guerriero ed in campo non ha paura di nessuno.

“Provengo dalla scuola dell’Hajduk, dove la didattica specifica è importantissima; è un aspetto che in Croazia si cura molto, mentre qui in Italia si punta di più sulla forza e sulla tattica. I miei maestri sono stati Jalić, Katalinić e Jović; se tolgo i sei mesi per un’esperienza vissuta nel Trogir, squadra il cui valore equivale alla vostra C1, ho sempre militato nel club più blasonato di Spalato. Sono stato tesserato all’età di undici anni ed ho percorso tutte le tappe, dalla Primavera alla prima squadra; ho debuttato che avevo solo diciassette anni e sono arrivato alla Nazionale maggiore dopo aver indossato le maglie di tutte le rappresentative giovanili”. Parole queste che Igor Tudor, senza alcun timore reverenziale usò una volta arrivato alla Juventus.

A volerlo in bianconero è Marcello Lippi, il tecnico toscano capisce che un ragazzone della sua stazza, anche se da migliorare tecnicamente, garantisce materiale di prima qualità e il giusto entusiasmo. Lo ha visto giocare con l’Hajduk e con la nazionale croata del ’98 quella che a dispetto di tutti i pronostici sfiorò la finale mondiale. Nazionale leggendaria ancora oggi di cui Tudor, seppur come riserva vista la giovane età faceva parte.

Il primo Tudor gioca in una Juventus, quella della stagione 1998-99, partita bene e poi naufragata in campionato, anche se, a dicembre, si trovava in testa alla classifica. Infortuni importanti, come quello di Del Piero, decimano la squadra e il ragazzo croato ha tante occasioni di mettersi in mostra. L’esordio avviene a Perugia, il 13 settembre 1998, prima giornata di campionato. È una partita, piena di emozioni per cuori forti, un match d’altri tempi. La Juventus che schiera al centro della difesa il giovane gigante prende subito il largo e proprio Tudor firma uno dei quattro goal del successo. Igor, incute timore agli avversari, per la notevole stazza atletica ed è un rude stopper di antica memoria ma anche un costruttore di gioco ed un abile colpito re di testa. La consacrazione arriva il 13 dicembre, a Firenze, quando deve incrociare i bulloni con Batistuta, capocannoniere della squadra viola; Igor conferma tutto il buono che si dice di lui, ma anche qualche lacuna ancora da colmare, causa la giovane età e la mancanza di esperienza.

Con ventitré presenze in campionato si dimostra un giocatore prezioso, infatti, la successiva Juventus ancelottiana se lo tiene stretto e il croato è impiegato sempre più spesso. Nella stagione 2000-2001 è presente venticinque volte e segna sei reti, molte di testa, la sua specialità. La Juventus ritrova Lippi l’anno successivo e, l’allenatore toscano, lo utilizza come un jolly, difensore di fascia destra o centrocampista aggiunto quando occorre, riuscendo ad affinare le sue qualità tecniche e a registrare le sue potenzialità, anche come goleador.

Nonostante un infortunio che lo tiene fermo per diversi mesi, nell’anno dello scudetto 2002, colleziona sedici presenze e quattro reti: certi goal lasciano il segno per importanza e autorevolezza, come quello che completa la rimonta al Chievo, in un’infuocata sfida al Delle Alpi che vedeva i clivensi avanti di due goal. È ancora utile nel bis dell’anno successivo, prima di traslocare in prestito al Siena e contribuire, da par suo, alla salvezza dei toscani.

Nell’estate del 2006, dopo aver disputato il Mondiale con la Nazionale croata, ritorna alla Juventus; purtroppo, a causa dei continui problemi fisici, non riesce mai a scendere in campo. A fine stagione, Igor ritorna a casa, ingaggiato dall’Hajduk Spalato.

Il Tudor che resterà a lungo nella mente e nel cuore dei fan è quello che, all’ultimo minuto, condanna il Deportivo La Coruña, nella Champions 2003, segnando il goal che vale la qualificazione ai quarti, con uno splendido tiro al volo, dopo un assist di Trezeguet.

I numeri: 173 presenze e ventuno goal, due scudetti e una coppa Intertoto. Oggi è l’allenatore in seconda dei bianconeri, un uomo Igor Tudor venuto da Spalato e profondamente legato ai colori bianconeri.

Danilo Crepaldi

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