Ad Est della Signora

Il soldato ceco

Zdenek Grygera è uno di quei giocatori giunto alla Juventus in un periodo di transizione tra un ciclo e l’altro. La maglia della Juventus che lui ha ha vestito per quattro stagioni, dimostrandosi terzino affidabile, era quella della squadra del post-farsopoli, l’unico processo in Italia durato meno di un mese in cui la Juventus fu condannata alla Serie B. Per la ricostruzione la società bianconera sceglie di affidare la panchina a Claudio Ranieri e decide di affidarsi a gente come Tiago e Grygera. Zdenek cresce nello Sparta Praga e ben presto diventa una colonna della sua nazionale.

Alla Juventus arriva dall’Ajax, fucina di talenti ed è consigliato da colui che insieme a Masoupoust è Panenka è forse il più grande giocatore della storia calcistica cecoslovacca ovvero Pavel Nedved. Con la maglia dei lancieri si è distinto a sinistra ma per esigenze tattiche a Torino viene dirottato a destra dove, ben presto, soffia il posto a Jonathan Zebina ormai sul viale del tramonto.

Più adatto alla fase difensiva che a quella offensiva, il ceco, per la sua professionalità è da subito amato dai tifosi che chiedono sangue, sudore ed attaccamento alla maglia. E con la maglia bianconera Grygera non si tira indietro in un Juventus-Palermo datato 5 Ottobre 2008 in cui una Juventus con Mellberg e Knezevic centrali cede il passo ai rosanero trascinati dall’incontenibole ex Miccoli e dal “matador” Edindon Cavani. Quel giorno Grygera per contenere il folletto palermitano ma soprattutto l’attaccante uruguagio rimedia una manata da quest’ultimo rimettendoci un incisivo.
“Non mi importa del dente, mi girano le scatole per aver perso la partita” dichiarerà il ceco a fine match.

A farlo entrare nella gloriosa storia della “Vecchia Signora” sarà, tuttavia, un altra partita ovvero quella datata 18 Aprile 2009 Quel giorno all’ “Olimpico” di Torino scese l’Inter di José Mourinho, per i tifosi e la società quella con i nerazzurri non è una partita qualunque e non la si può perdere. Al novantesimo la Juventus, in dieci a causa dell’espulsione di Tiago, è sotto per 1-0 grazie ad un gol di Mario Balotelli ed il fortino bianconero sembra dover crollare da un momento all’altro. Buffon è miracoloso in tre o quattro occasioni. A tre minuti dalla fine, la Juventus, guadagna un calcio d’angolo dalla sinistra e dalla bandierina si presenta Sebastiano Giovinco. La “formica atomica” calibra un cross teso e come un lampo si materializza la sagoma di Grygera che di testa manda la palla alle spalle di Julio Cesar facendo esplodere la “Scirea”. Zdenek corre come un forsennato i tifosi gridano il suo nome, con i cartonati non si può perdere e Grygera ha appena evitato che ciò succedesse. Un gol per lui importante che scolpisce il suo nome nella storia bianconera.

Il ceco, comunque, conserva un bel ricordo della Juve e, forte dell’amicizia con Nedved, ogni tanto torna all’ombra della Mole accompagnato dalla famiglia. Con la soddisfazione di aver regalato un dispiacere all’Inter.
“Quella rete me la ricordo benissimo – ha raccontato l’ex bianconero a Radio Onda Libera – erano sempre importanti e sentite le partite contro i nerazzurri. E’ stata una bellissima soddisfazione che mi porto sempre dentro. Di quel periodo sono contento, con l’unico dispiacere di non aver vinto lo Scudetto. C’erano tanti campioni, da Buffon a Nedved, Del Piero, Trezeguet. Con Nedved mi sento praticamente tutte le settimane. Seguo sempre la Juve e una-due volte l’anno la vedo allo stadio”.

Grygera, dopo aver risolto consensualmente il contratto con la Juve, termina la carriera al Fulham. Una sola annata, sfortunata, caratterizzata da un grave infortunio al ginocchio. Uno scenario, questo, che porta il ceco a dire basta. Ma con il sorriso stampato sul volto.

Fare professionalmente di più, probabilmente, sarebbe stato complicato. E nella vita, alle volte, bisogna accontentarsi. Decisamente.

Danilo Crepaldi

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