#RawDiamonds

#RawDiamonds: Florian Wirtz

Sta diventando ormai quasi fastidiosa la quantità di talento giovanile che si sta imponendo in Bundesliga negli ultimi anni: Havertz, Sancho, Haaland, Brandt, Davies, Bellingham, Konate, Kabak, Cuisance, Zagadou, Nelson sono solo la punta dell’iceberg di un movimento che ha fatto della freschezza e del talento tecnico due valori fondamentali.

La cosa peggiore è che quando sembra che non possano stanare ulteriore talento i nostri amici teutonici ci smentiscono e buttano giù un possibile carico da novanta come Florian Wirtz.

I più attenti avranno già notato questo ragazzo classe 2003, per chi non lo conoscesse basti sapere che a 17 anni e mezzo conta già diversi primati: marcatore più giovane della storia della Bundesliga, primo 2003 ad esordire nella massima serie tedesca, più precoce debuttante con la maglia delle Aspirine a 17 anni e 15 giorni e terzo per precocità di esordio nella massima serie teutonica, i primi due Sahin e Bisseck hanno potuto esordire prima dei 17 anni minimo previsti per situazioni particolari. In pratica non appena Florian ha potuto legalmente scendere in campo Bosz lo ha fatto esordire, direttamente dal primo minuto.

Biografia

Florian Wirtz nasce a Pulheim il 3 maggio 2003, a pochi passi da Colonia.

Il calcio è un affare di famiglia a casa Wirtz. I genitori sono i rappresentati del giovane Florian, inoltre il padre è pure presidente del club Grun-Weiss Brauweiller dove il ragazzo ha militato in tenerissima età prima di entrare nel settore giovanile del Colonia ed infine la sorella maggiore Juliane è pure lei calciatrice professionista vestendo le maglie di Colonia, Leverkusen e della nazionale tedesca giovanile.

Wirtz a solo sette anni viene notato dal Colonia ed entra nel settore giovanile dell’effzeh. Ci resterà dieci anni, imponendosi come uno dei maggiori talenti del paese prima e divenendo uno straordinario caso di mercato dopo.

Con la maglia dei “caproni” segue tutta la trafila delle giovanili, sempre sotto età.

Nel 2019 inizia la stagione nella Bundesliga U19 da sedicenne, ma in solo mezza stagione mette a referto ben 10 reti ed 8 assist.

Sembra destinato a rivestire un ruolo importante con la maglia biancorossa, ma non sarà così.

Inspiegabilmente sorgono delle incomprensioni fra il club e il giocatore che diventa una preda appetibile per molti top club, anche vista la situazione contrattuale.

Si fanno sotto Liverpool, Juventus, Borussia Dortmund, ma pure Bayern Monaco ed Arsenal.

Alla fine però c’è il colpo di scena: Wirtz si trasferirà solo di una ventina di kilometri al nord e sarà un giocatore del Bayer Leverkusen.

Lo stupore non è solo dovuto alla pletora di top club beffati per una società di ottimo livello, ma non certo del blasone di pesi massimi come Reds, Bianconeri o bavaresi, ma soprattutto per il colpo basso che le Aspirine rivolgono al Colonia.

Infatti fra i club della Renania vige da diversi anni un patto verbale di non aggressione per quanto concerne i giovani dei vivai.

Colonia, Bayer Leverkusen, Fortuna Düsseldorf e Borussia Monchengladbach si sono impegnate per anni a non sottrarre i giovani calciatori dai vivai rivali, attraverso un patto di non belligeranza.

La tregua viene rotta per i servigi di Florian Wirtz, anche se è giusto dire che dopo quattro gare in U19, viene aggregato in pianta stabile alla prima squadra una volta compiuti i 17 anni, rendendolo un’acquisto dei “grandi” più che del settore giovanile, scagionando in parte la dirigenza di Leverkusen.

Con la maglia Werkself esordirà dal primo minuto il 18 maggio 2020 sul campo del Werder Brema in una vittoria per 1-4, dove nei sessantadue minuti in campo dimostrerà personalità, tecnica e un notevole grado di immaturità, ma destando comunque ottima impressione.

La prima rete invece arriverà il 6 giugno, nella sconfitta per 2-4 contro i campioni del Bayern, un bel sinistro dolce sul palo lungo a superare Neur, dopo aver dribblato Hernández, lo rende il più giovane marcatore della storia della massima serie teutonica.

Sono moltissimi i personaggi famosi del mondo del pallone che si sono esposti per il talento di Pulheim, ma la prova maggiore della stima del corpo tecnico capitanato da Bosz è vedere come l’allenatore olandese non abbia esitato nel panchinare talenti, oltre che investimenti economici pesanti, come Bellarabi, Bailey, Alario, Paulinho e Palacios per fare spazio al talentino classe 2003.

Caratteristiche tecniche

Florian Wirtz gioca quasi esclusivamente da trequartista, sebbene venga talvolta impegnato come ala sinistra con licenza di rientrare o come attaccante esterno destro.

Alto circa 175 centimetri, è già piuttosto formato muscolarmente, sopratutto nella parte inferiore del corpo. Gambe forti e baricentro basso sono un buon viatico per la carriera, rendendo più semplici contrasti e donando maggiore equilibrio.

Buon capacità aerobica e rapidità nel primo passo anche se non è un velocista sul lungo, possiede una buona mobilità e agilità, oltre che una buonissima capacità di coordinazione.

Dotato di un tocco di palla di livello altissimo, sebbene il suo sinistro non goda della stessa fiducia del destro, è senza dubbio in grado di dare del tu al pallone in qualsiasi situazione, o istante ami molto ricevere la palla in situazione statica piuttosto che sulla profondità.

Controllo e protezione di palla di gran livello gli consentono una gestione della sfera ottimale anche in situazioni particolarmente scottanti, riuscendo spesso ad eludere il marcatore diretto grazie a dribbling non particolarmente fantasiosi, ma efficaci per pulizia di esecuzione e decisione. Tende a chiedere eccessivamente il pallone sui piedi piuttosto che inseguirlo, ma si sono visti miglioramenti negli scorsi mesi su questa tendenza che levava fluidità alla manovra.

Non ama particolarmente condurre palla al piede, forse anche per una poca fiducia nel suo controllo in corsa, preferendo far correre la sfera, piuttosto che correre con essa.

Come il famoso gol da metà campo rifilato dopo 5 secondi al Wuppertaler SV ai tempi delle giovanili del Colonia dimostra, Florian ha a disposizione un gran tiro dalla distanza, sia su azione che da fermo, con un notevole raggio di calcio, anche da distanze importanti. La sua capacità di calcio è un’arma importante sia in fase realizzativa che per quanto concerne le assistenze ai compagni con cross o traversoni. Tuttavia nel fondamentale del tiro a rete e sui passaggi lunghi col piede sinistro Wirtz ha ancora un notevole margine di miglioramento, dato che ad oggi pare piuttosto timoroso nell’utilizzo del piede debole, sebbene la rete al Bayern dimostri che la perizia tecnica c’è anche nel piede “sbagliato”.

Nonostante il buon bagaglio tecnico ciò che maggiormente colpisce di Florian è ciò che fa quando sono i compagni a avere il pallone.

Il numero 27 risulta infatti particolarmente prezioso nei suoi movimenti senza palla, in un contesto tattico moderno e stimolante. Il movimento di Wirtz non è solo volto alla ricezione della sfera, ma sopratutto alla ricerca di scombinare la linea difensiva avversaria con movimenti di grande intensità e intelligenza.

In effetti ciò che ha sorpreso molto nuovi compagni di squadra sono state le scelte fatte sul campo da gioco da Wirtz, molto pragmatiche, funzionali e quasi sempre lineari, con poche concessioni alla voglia di strafare o di ricercare la giocata fine a se stessa, segnale di un talento in grado di mettersi al servizio del proprio contesto tecnico, senza necessità di atteggiamenti da star.

Sa giocare ad alta intensità, anche se non è una freccia impazzita che spinge solo in verticale, ma anzi sa bene come abbassare i ritmi di gioco quando la situazione lo richiede per cercare soluzioni più ragionate che di puro istinto.

Comprensibilmente per la giovane età si prende ancora delle pause dalla gara, sopratutto in fase difensiva de viene saltato portando il primo pressing. Una volta saltato sul primo contrasto tende a disinteressarsi dell’azione ed escludersi dall’assetto difensivo, tratto da migliorare assolutamente.

Molto più presente anche mentalmente qualora si consideri invece la fase offensiva del gioco, dove cerca constantemente di sparigliare la difesa con inserimenti e con l’occupazione degli spazi fra le linee, fornendo appoggi puliti o semplicemente attirando il marcatore fuori posizione. Wirtz dimostra già una notevole sagacia ed astuzia tattica nella posizione e nei movimenti, mai casuali, ma sempre volte a creare un vantaggio alla sua squadra, riempiendo o svuotando la porzione di campo in cui si trova di avversari, a seconda della necessità del momento.

Caratterialmente Florian ha il piglio del leader, vocale e tecnico, scevro del timore reverenziale che dovrebbe avere un diciassettenne. Ha dimostrato personalità e lungimiranza nelle scelte di carriera finora, lasciando là comfort zone di Colonia per mettersi alla prova in un contesto di livello più alto come Leverkusen, dove nonostante la giovane età avrà spazio e minuti anche in Champions League, giocando nella migliore competizione al mondo. Tuttavia anche aver declinato le sirene di top club come Liverpool, Bayern e Juventusette in luce anche una personalità pragmatica, in grado di compiere scelte oculate nello sviluppo di carriera e magari anche sul campo.

Evoluzione

A diciassette anni e mezzo Wirtz, nonostante sia in pianta stabile un elemento della prima squadra, è tutto fuorché un giocatore fatto e finito.

Come abbiamo visto ha già qualità evidenti, ma allo stesso tempo presenta difetti chiari su cui dovrà lavorare per poter sviluppare a pieno il suo potenziale.

L’arrivo a Leverkusen qualche mese prima della partenza dell’ex Wonderkid Kai Havertz verso Londra, ha reso semplice dire che il ragazzo di Pulheim rappresenti per le Aspirine l’erede dell’attuale numero 29 dei Blues.

Per molti versi è così. Pur mancando della fisicità del nativo di Aachen, Florian occupa le stesse zolle di campo con compiti di regia offensiva e di attacco molto simili all’ex idolo della Bayer Arena.

Wirtz porta alla mente però un altro grande ex del Leverkusen: Julián Brandt.

L’attuale ala del Bvb è stato per anni il cervello dietro il caos organizzato del gioco iper cinetico ed adrenalinico di Roger Schmidt, giocatore dotato di istinto ed intelligenza in grado di anticipare il calcio come un vero maestro di scacchi, a dispetto della confusione e della rapidità del gioco. Bosz con tutta probabilità dovrebbe cucire addosso al numero 27 queste vesti, di lucido e lungimirante direttore d’orchestra anche nelle fasi più concitate del gioco, piuttosto che trequartista d’assalto pronto a lanciarsi nel run & gun verso la porta avversaria.

Un altro profilo vicino a quanto potrebbe divenire Florian è l’ex Liverpool Coutinho, giocatore simile per qualità tecnica, fisicità ed interpretazione dello stare in campo, sebbene tendenzialmente più lezioso che il nostro pragmatico teutonico.

Ad ogni modo l’evoluzione di Wirtz parte già da basi solide, visto che in questo primo scorcio di stagione ha già messo a referto 3 reti e 4 assist in 724 minuti fra Bundesliga, DFB Pokal ed Europa League.

Numeri notevoli considerando età, impiego talvolta da adattato a sinistra e livello delle gare affrontate.

Non è dato sapere se Florian raggiungerà mai i picchi di rendimento di Havertz o Brandt in maglia Leverkusen, ma le premesse per un altro grande colpo di quella volpe di Rudi Voeller ci sono tutte.

Vestito in bianconero

Come già detto la Juventus si è interessata fortemente al giovane trequartista ai tempi della cessione del Colonia e sappiamo che tiene ancora sott’occhio il calciatore.

Al tempo la prospettiva di un impiego quantomeno minoritario se non un prestito non allettarono Wirtz che preferí la corte del Leverkusen, compiendo a mio avviso una scelta saggia.

In bianconero, oggi, troverebbe spazi chiusi e pochi minuti rischiando di appassire in panchina anziché sbocciare.

Diverso il discorso se parliamo di un futuro nemmeno troppo distante.

Wirtz ha classe, tecnica, freschezza, buon fisico e intelligenza per vestire la maglia bianconera, per quanto pesante essa sia.

Ovviamente come ogni virgulto andrebbe seguito e curato con attenzione, senza pretendere che si prenda solo la ribalta, sono pochissimi quelli in grado di farlo, sopratutto in uno slot delicato come quello del trequartista.

Sarebbe però molto interessante vedere il nativo di Pulheim mettersi addosso i nostri colori, sopratutto nel solco di questa nuova gestione tecnica, incentrata su principi di gioco fortemente legati alla Bundesliga, dove verticalità, velocità ed intensità sono dei mantra per tutti coloro che giocano ad alto livello.

Conclusione

Florian Wirtz è l’ennesimo successo del sistema calcistico tedesco, una macchina perfetta, nata sulle ceneri del mondiale 2006, in grado di sfornare una quantità di talento diffuso enorme e sopratutto di una cultura sportiva che crede e punta tantissimo sui giovani e giovanissimi.

A 17 anni è già una pedina importante di un club dal pedigree europeo, con uno sviluppo appena iniziato e con tanta esperienza da fare.

Avrà spazio, minuti e fiducia e sono sicuro che nel prossimo decennio sarà un nome che impareremo tutti a conoscere molto bene.

Stefano Follador

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