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Marco Sanfelici: La Juventus fa mercato in casa propria

Appare una banalità, asserire che il mercato nel calcio non finisca mai. Soprattutto di questi tempi nei quali, a fronte di valori consolidati tra le squadre in campo, la chimera del sogno che si realizzerà, appare spesso (troppo spesso) l’unico approdo per tifosi frustrati da una realtà dura da sopportare. Si aggiunga la pesante e costante condanna alla segregazione casalinga, dovuta ad un nemico invisibile ma tangibile, che si aggira sempre più nelle vicinanze, ed il gioco parrebbe fatto.

Il mercato dei sogni e delle illusioni non si ferma, da settembre a Natale, per poi riprendere da febbraio a luglio. Con un susseguirsi di “bombe” e di delusioni, di nomi e di scarselle vuote, con le quali fare i conti, con l’invenzione dei sistemi più fantasiosi per muovere le pedine, per evitare l’ira funesta della tifoseria inviperita.

C’è però un altro versante del mercato che quasi si materializza e monta come una nuvola di panna montata, In silenzio, piano, con discrezione e che esplode in campo con conseguenze talmente evidenti da segnare il destino di una stagione, senza tema di smentita.

E’ il mercato dei giocatori maturati in casa, impalpabili presenze che diventano improvvisamente certezze su cui costruire presente e futuro. La Juventus non è esente da questo mercato, per così dire, di “ritorno”. Ne è forse la maggiore beneficiaria, rispetto alle concorrenti.

Domanda da pochi spiccioli di euro: non è trascorsa tutta la scorsa stagione con le suppliche del popolo juventino ad invocare un laterale basso ed un centrocampista di spessore? E non è arrivato né l’uno né l’altro.

Salvo poi riscoprirli in casa e di livello. C’è qualcuno che avrebbe pronosticato la conversione di Danilo da brutto anatroccolo a magnifico cigno bianco, tanto era brutto prima e tanto è imperioso oggi? Le casse di Madama ringraziano. Pirlo ha provato a giocare senza Rabiot in mezzo al campo, salvo poi pentirsene amaramente. Oggi Rabiot è indispensabile. Quel Rabiot ammirato in “blue” contro il Portogallo di CR7. Perentorio, debordante, dominante, incontenibile. Altra domanda da soldo bucato: a guardare i filmati dell’anno scorso e confrontandoli con le uscite attuali, non sale il dubbio che sia stato riprogrammato in qualche hangar nascosto dai riflettori? Quanto costerebbero un centrocampista come Rabiot ed un laterale come Danilo? 

Se la manovra della Juventus appare più convincente rispetto alla lenta e rimuginata tiritera della versione Sarri, è anche merito di Danilo e Rabiot. Se la crescita è sovente a vista d’occhio, i due citati si dividono una fetta notevole.

Spesso azzeccare il mercato significa evitare di sbarazzarsi troppo in fretta di elementi che non hanno espresso a pieno il proprio potenziale, ma aspettare l’evolversi delle cose. A volte su taluni giocatori la dirigenza crede assai più dei tifosi. Per questo è bene che chi tifa non si improvvisi dirigente. Sperando che il mercato costante e continuo coinvolga anche Bernardeschi, Bentancur e…Dybala, non è mai troppo tardi.

Marco SANFELICI

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