#RawDiamonds

#RawDiamonds: Amine Gouiri

La storia recente e non del calciomercato è ricca di errori di valutazione, giocatori sottovalutati tremendamente ed altri dal valore inflazionato, ma non esiste errore più doloroso di lasciar partire un giovane del proprio vivaio per vederlo poi affermarsi ed esplodere con un altra maglia, magari dopo aver ricavato ben poco dall’affare.

Un’esempio lampante di una situazione di questo tipo fu l’avventura di Paul Pogba che tutti ben conosciamo. Il Psg poi ha un lungo elenco di giovani ex diventati giocatori di valore altrove.

Alla lunga lista di esempi di rimpianti calcistici si potrebbe aggiungere a breve un altro nome importante: Amine Gouiri.

Il classe 2000 nonostante una carriera scintillante nelle giovanili dell’OL e con le nazionali giovanili quest’estate ha fatto le valigie e si è diretto verso la Costa Azzurra per vestire la maglia rossonera dell’OG Nice.

Il tutto per una cifra pari a 7 milioni di euro, non granché nel calciomercato attuale, sopratutto per il talento dimostrato e per il potenziale intravisto in campo.

Biografia

Amine Ferid Gouiri nasce il 16 febbraio 2000 da una famiglia di origine algerina nel comune di Bourgoin-Jallieu, dipartimento di Isere, a pochi passi dall’aeroporto internazionale Saint-Exupéry e a una trentina di kilometri da Lione.

Sin da giovanissimo si cimenta nel gioco del calcio con enorme passione ed entusiasmo. Nel 2007 viene tesserato dal club FC Isle d’Abeau, la città vicina, dove milita per 4 stagioni per poi passare alla squadra del luogo natio l’FC Bourgoin-Jallieu, dove resta dal 2011 al 2013.

La società è una partner del vicino gigante: l’Olympique Lyonnais.

La dirigenza dei Les Gones tiene d’occhio per un paio di stagioni questo ragazzo tecnico, ma pure scaltro e pieno di energie e finalmente decide di inserirlo a pieno titolo nel prestigioso settore giovanile dell’OL.

L’ingresso ufficiale nella società del vulcanico presidente Aulas avviene nella stagione 13/14.

Gioca quasi costantemente sotto età, prova di un livello tecnico superiore e di molto ai coetanei, ma non per questo sfigura, anzi.

Il giovane Amine è una macchina da gol mortífera e lo dimostra stagione dopo stagione con la maglia dell’OL, ma pure con la divisa dei Galletti. Lo score con le selezioni giovanili è impressionante: 11 presenze e 4 reti con l’U16, 15 presenze e 20 reti con l’U17, 4 gettoni e 5 marcatore con l’U18, 8 presenze e 7 gol con l’U19, 5 gol in 6 presenze con l’U20 e una marcatura in 3 presenze con l’U21.

Il tutto partendo sovente dalla panchina, l’abbondanza dei transalpini a livello di talento giovanili è semplicemente esagerata, giocando sotto età e sopratutto con una rottura del legamento crociato che ne frena bruscamente la crescita logaritmica.

Il 18 agosto 2018, dopo aver abbondantemente convinto nel suo percorso di crescita i vertici societari, avviene l’infortunio, durante un banale scontro in allenamento.

Possiamo solo immaginare cosa significhi per una carriera una lesione del genere, sopratutto quando un calciatore è all’alba del suo percorso, senza contratti che ne tutelino il futuro economico e senza nessuna garanzia sul recupero del proprio corpo.

L’operazione, la convalescenza, il lungo cammino del recupero sono molto duri e Amine soffre particolarmente la lontananza dal campo, sopratutto perché è chiaro come la competizione per un posto in prima squadra sia spietata e non aspetti nessuno, nemmeno un talento come lui.

Fortunatamente i compagni di squadra si stringono attorno a lui, su tutti gli amici Nabir Fekir e Maxence Caqueret, che gli dimostrano a più riprese appoggio e stima, anche pubblicamente.

Il ritorno all’attività agonistica avviene nell’aprile del 2019, con tutti i timori e i dubbi del caso ed il terrore di una ricaduta.

La volontà di tutte le parti in causa è di non avere fretta e procedere ad un rientro sicuro e graduale, dividendo l’impiego di Gouiri fra squadra riserve, Youth League e prima squadra durante l’annata successiva.

Le aspettative del giovane attaccante sono quelle di potersi gradualmente ritagliare degli spazi in prima squadra, sopratutto viste le prestazioni notevoli nella Champions League giovanile (4 presenze e tre gol) e nel National 2 (8 marcature in 12 presenze).

Tuttavia Rudi Garcia sembra non vederlo assolutamente, fra lo stupore della stampa e dell’ambiente lionese.

In tutta la stagione racimola la miseria di 109 minuti distribuiti in una manciata di gare.

Amine è un ragazzo del vivaio, nato e cresciuto all’ombra della Gerlande, ora rimpiazzata dal nuovo Groupama Stadium, tifoso dell’OL. Vuole imporsi con la maglia del suo cuore, ma al contempo il suo percorso da professionista ha bisogno di chiarezza e di una svolta, giunto alla soglia dei vent’anni e a pochi mesi dalla prima scadenza di contratto importante della carriera.

Rudi Garcia è coerente con quanto fatto durante la stagione precedente, non vede Gouiri e non ha intenzione di fargli avere chance per un cambio di opinione secondo quanto riportato dai media. Si parla di antipatia reciproca, si sussurrano accuse di poco impegno in allenamento e comportamenti inappropriati, ma sono voci isolate e dissonanti rispetto a quanto dimostrato da Amine negli anni.

La società nel frattempo cerca di tutelarsi, offre il rinnovo con adeguamento, lavorando per mandare in prestito il ragazzo e non dilapidare questo patrimonio societario.

Gouiri però è molto deciso. Se non può giocarsi le sue chance nella sua squadra natale preferisce fare le valigie in modo definitivo, rifiutando le offerte di prestito da diverse piazze della Ligue1, su tutti il Nimes. I coccodrilli infatti puntano forte sul talento franco algerino per giocarsi la salvezza offrendo una soluzione che pare funzionale a tutte le parti in causa.

Amine conferma la volontà già espressa e mette la dirigenza in una situazione alquanto scomoda, considerando il contratto in scadenza nel 2022 e la mancanza di volontà nel prolungarlo alle condizioni offerte.

Proprio sul finire del mercato si presenta con un’offerta di 7 milioni di euro l’ambizioso Nizza di Patrick Vieira, fresco di acquisizione da parte di Ratcliffe.

Les Anglons fiutano l’affare, la dirigenza OL dovrà mandare giù il boccone e accettare il trasferimento.

L’approdo in Costa Azzurra è una sorpresa, ma Gouiri vuole dimostrare sin da subito che a Lione più di qualcuno dovrà pentirsi di non avergli concesso una vera opportunità.

L’esordio è di altissimo livello ribaltando praticamente da solo il RC Lens con una doppietta di grande qualità, figlia di grande tecnica, capacità balistiche è una grossa porzione di voglia di rivalsa verso l’ex club.

Il proseguo della stagione è di buon livello, condito da tre centri in tre gare in Europa League e da buone prestazioni in Ligue1.

Amine ha di fronte a se una stagione molto importante per far capire a tutto il calcio francese di che pasta è fatto, dimostrando continuità di prestazioni, siglando reti e dimostrandosi in grado di far parte di una compagine ambiziosa e affamata come l’OGC Nice.

Caratteristiche tecniche

Osservando Amine la prima cosa che salta all’occhio è come risulti un calciatore in grado di adattarsi a molteplici contesti tattici, ruoli e sopratutto a compagni di reparto.

È un attaccante nel senso letterale del termine in quanto giocatore dedito alla fase offensiva del gioco. Poco importa se come prima punta, seconda punta o attaccante esterno, Gouiri ha dimostrato in passato e sta confermando in questo avvio di stagione una eccellente versatilità, tale che la situazione in casa nizzarda è passata da un possibile ballottaggio con l’ex ragazzo prodigio danese Dolberg per un posto da titolare ad un attacco fisso a tre punte con Gouiri, Dolberg e l’equilibratore Claude-Maurice.

Amine tende a gravitare molto spesso sul fronte mezzo sinistro dell’attacco, posizionandosi fra le linee in modo molto scaltro leggendo con buona capacità i movimenti della difesa.

Muovendosi fra difesa e centrocampo avversari è un ottimo terminale per i passaggi dei compagni e contribuisce in modo deciso alla costruzione del gioco, non solo direttamente, ma anche creando spazi con i suoi movimenti continui e riuscendo spesso a sparigliare la linea difensiva avversaria.

Oltretutto la ricezione con spazio da modo al numero 11 dei rossoneri di potersi girare bene con la palla e poter puntare il proprio marcatore in movimento e non da fermo, cosa che aiuta la riuscita del dribbling o la possibilità di servire un altro compagno.

Giocando defilato sulla sinistra sfrutta spesso la capacità di tagliare verso l’interno per provare la conclusione, approfittando del buon tiro da fuori.

Tuttavia Gouiri non è un giocatore che si limiti a stazionare in avanti, anzi. Spesso scende verso la metà campo per offrire opzioni di passaggio ai compagni o per cercare palla per iniziare la costruzione dell’attacco, con un fare che ricorda un po’ il nostro Paulo Dybala in questo fondamentale.

Un ulteriore tratto di Gouiri riguarda la notevole capacità di sparire dai radar dei difensori in area di rigore, applicando una vasta varietà di movimenti e letture utili per bruciare sul tempo e liberarsi dalla marcatura, rubando quel mezzo secondo che trasforma una azione pericolosa in una azione da gol.

Tecnicamente parlando Amine è un calciatore destrorso, seppure sappia utilizzare discretamente bene anche il mancino.

Il pezzo forte del repertorio è senza ombra di dubbio la battuta a rete, potente e precisa anche dalla distanza o su piazzato, che ne amplia di molto il raggio d’azione e di pericolosità. Riesce a caricare il tiro in tempi molto brevi, anticipando di qualche decimo la chiusura avversaria, sopratutto quando si tratta di condizioni dinamiche in conduzione.

Discreto passatore, anche se a volte risulta un po’ ruvido per imprecisioni e tempi poco adeguati. Non ha problemi sugli scambi corti e veloci aumentando la pericolosità palla a terra della sua squadra, anche se è possibile migliorare queste qualità con allenamento e dedizione. Non esita a cercare soluzioni di passaggio più complesse e meno scolastiche. Questa ricerca del colpo ad effetto risulta una lama a doppio taglio, fornendo una buona dose di imprevedibilità e creatività al suo gioco, ma allo stesso tempo causa di palle perse e occasioni sfumate, ad onor del vero però questa ricerca della giocata avviene quasi sempre in situazioni di gioco offensive in cui il rischio di ripartenza è minimo, casualità o scelta ciò si traduce in un numero minimo di palle perse “sanguinose”.

Tuttavia la tendenza a strafare è un qualcosa di presente nel gioco del ragazzo, tratto da tenere in considerazione.

Amine presenta un buon controllo di palla anche se talvolta impreciso sopratutto, paradossalmente, in situazioni statiche. Ad ogni modo l’impressione è che gli errori in controllo sono dettati da una errata impostazione mentale, eccesso di relax o di foga, piuttosto che da lacune tecniche, visto la buona capacità di tocco del pallone.

Per quanto riguarda il dribbling Gouiri risulta essere eccellente in questo fondamentale con una media di 6.7 dribbling/partita registrati nello scorso anno. Nonostante negli ultimi mesi abbia lavorato molto a livello muscolare, resta dotato di una agilità sgusciante e di una ottima capacità di lettura del corpo dell’avversario, riuscendo a prendere il tempo con discreta facilità ai difendenti e andando via grazie ad una discreta potenza fisica ed alla eccellente capacità di conduzione della sfera.

Tende a cercare spesso il duello personale anche nello stretto puntando ad attirare l’attenzione della difesa su se stesso, facendola collassare per poi servire un compagno libero, anche se non sempre succede. Anzi spesso in queste situazioni forzate termina perdendo ritmo ed ingolfando l’azione.

Per quanto sia in possesso di una buona capacità di corsa e di lettura della difesa non cerca la profondità quanto dovrebbe preferendo la ricezione della palla sui piedi a quella sulla corsa.

Nonostante questo Gouiri è abilissimo nel trovarsi con costanza in situazioni da gol. Legge bene la difesa, sente il gioco, ma manca ancora della freddezza di fronte alla porta tipica dei grandi attaccanti, fallendo ghiotte occasioni per fretta di concludere ed imprecisione. Nel calcio giovanile questo difetto si perdonava grazie alla mole di gioco generato, ma fra i grandi deve assolutamente migliorare nell’uno contro uno col portiere e nella percentuale di realizzazione.

Fisicamente Gouiri è circa 180 centimetri, non un corazziere, ma dotato di discreta potenza e fisicità per duellare con i centrali avversari. Non è un velocista, ma è dotato di un buon primo passo, sopratutto grazie ad una buona capacità di coordinazione che torna utile nel gioco aereo ed in acrobazia. Sempre in movimento, cerca di entrare nel gioco piuttosto che restare isolato in avanti, anche ripiegando verso il centrocampo.

La fase difensiva, tratto sicuramente secondario visto il ruolo, è volenterosa, ma migliorabile per intensità, costanza e precisione.

Evoluzione

Nonostante sia da anni sulla bocca di molti amanti di calcio transalpino Amine Gouiri ha solo vent’anni e si affaccia oggi alla prima stagione da protagonista in una squadra professionistica.

Questa stagione sarà fondamentale per capire la direzione che potrà avere la sua crescita calcistica, vedendo se il grande potenziale mostrato nelle giovanili dell’OL e nelle selezioni giovanili francesi sia reale o figlio del livello inferiore degli avversari.

È evidente che tecnicamente ci troviamo di fronte ad un bel progetto di giocatore. Amine è potente a livello fisico, un bel torello, ma con una buonissima tecnica ed una capacità di calcio molto interessante, che unite a intelligenza tattica e adattabilità lo rendono un interessante fit per quasi tutte le tipologie di attaccanti, riuscendo infatti a fare reparto con giocatori diversi fra loro, come Dolberg, Maolida e Claude-Maurice. Sa costruire, sa dribblare e riesce a concludere bene a rete, inserendosi bene in diversi contesti tattici.

La vera sfida di Amine sarà quella di dare continuità a quanto fatto vedere in alcune partite durante questa stagione (Lens, Nantes, Bordeaux, Hapoel, Slavia Praga) ed eliminare le gare in cui non è stato in grado di incidere dal punto di vista realizzativo e di partecipazione al gioco (Lille, Monaco e Psg).

Se continuerà a convincere Patrick Vieira come fatto in questi primi mesi di stagione, tanto in allenamento quanto in gara sono piuttosto sicuro che a fine anno potremo essere oltre le venti contribuzioni a rete, fra gol ed assist, risultato non indifferente per un ragazzo esordiente fra i pro.

Nizza rappresenta una realtà ideale probabilmente per la crescita e l’evoluzione del giovane franco algerino.

I rossoneri sono una realtà ambiziosa, vogliosa di crescere e di ottenere risultati importanti, ma senza le pressioni che altri club più blasonati devono sopportare.

Dal punto di vista tecnico l’età media dei nizzardi è molto bassa, cosa che potrebbe causare problemi di leadership ed esperienza, come si è visto in Europa, ma d’altro canto la gioventù e l’entusiasmo possono innescare spirali positive di crescita.

Crescita che potrebbe portare il numero 11 rossonero a ripercorrere i passi di alcuni centravanti cresciuti a Lione è diventati grandi in Francia e nel calcio europeo.

I due nomi più noti sono Benzema e Lacazette, giocatori di altissimo livello, ma con caratteristiche tecniche e fisiche vicine al nativo di Bourgoin-Jallieu.

Se probabilmente il madridista risulta inarrivabile come qualità globale ed impatto sul calcio mondiale, il centravanti dei Gunners può essere un modello a cui rifarsi, sopratutto se Gouiri sarà in grado di migliorare la propria costanza mentale all’interno del match, una maggior capacità di cercare la profondità, la freddezza nelle occasioni da goal e cercando di evitare alcune forzature nella giocata palla al piede a cui ci ha abituato.

Vestito in bianconero

Si sa che la maglia bianconera ha una lunga e prestigiosa storia di destino incrociato con i talenti cresciuti su suolo transalpino.

Da noi i galletti hanno spesso trovato grande spazio e soddisfazioni. Platini, Zidane, Deschamps, Trezeguet, Pogba sono solo alcuni dei tanti campioni d’oltralpe che hanno saputo imporsi a Torino.

Difficile dire se Gouiri possa ad oggi ripercorrere le orme di figure così pesanti, ma credo sia opportuno constatare che le qualità tecniche per una carriera ad alto livello ci sono.

Qualità che però devono essere forgiate e messe alla prova per un paio di stagioni in un contesto tecnico come quello provenzale dove poter crescere con la necessaria calma e stabilità.

In ottica bianconera potrebbe, se le prossime stagioni ne confermeranno la qualità, divenire un profilo interessante, anche se in proiezione esiste il rischio concreto che Amine possa soffrire della sindrome di Dybala: non essere ne un 9 vero e proprio, sopratutto se con centravanti intendiamo un panzer alla Lukaku, ma neppure un 10, nonostante una capacità di creare inusuale per quello che dovrebbe essere un terminale offensivo, anche se Gouiri sta dimostrando una sorprendente capacità di adattamento all’habitat tattico in cui è posto, mettendolo per ora al riparo dalle accuse di talentuoso equivoco tattico. Inoltre la decisione con cui ha troncato il rapporto con la ex casa madre parlano di una personalità sicura e decisa, capace di mettersi alla prova e uscire dalla propria comfort zone con insospettabile volontà e carattere, qualità necessarie se si vuole emergere in un top club.

Oggi Amine Gouiri è nelle privilegiata posizione di avere una chiara opportunità per dimostrare di essere il crack di cui tanti hanno parlato negli ultimi anni.

Dalla sua ha una società che ha grande fiducia nel suo talento, un allenatore che ha già dimostrato di puntare molto sulle due capacità e un gruppo che pare essere adatto, anche se non perfetto per le sue notevoli qualità.

Gli ingredienti per una carriera di successo ci sono tutti, ora è tutto nelle sue mani, o per meglio dire nei piedi, nel frattempo da Lione guarderanno con la preoccupazione di diversi mangiare le mani, mentre il resto d’Europa presterà attenzione all’evoluzione di questa piccola macchina da gol.

Conclusione

Il prossimo biennio a Nizza ci potrà dire molto su quanto vale realmente Gouiri.

Il talento è da club da Champions, vedremo se lo saprà sfruttare al meglio, nella migliore delle ipotesi può diventare un centravanti della caratura simile a Lacazette, mentre in caso contrario ci troveremo di fronte comunque ad una punta di buon livello per un club di metà classifica della Ligue1.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...