#RawDiamonds

#RawDiamonds: Joakim Maehle

Gli ultimi anni hanno visto una attenzione crescente dei club italiani verso i calciatori scandinavi e i campionati belga ed olandese, prossimi alla riunione fra le altre cose.

Storicamente questi mercati erano considerati di secondo piano rispetto al Sudamerica o ad altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna o Portogallo. Oggi non è così, anzi i club nostrani tengono a cercare nuovi profili in questi mercato.

Le motivazioni sono molteplici: costi inferiori, vicinanza culturale, possibilità di aggirare la spietata concorrenza dei campionati più ricchi ed infine la crescita técnico tattica dei movimenti in questione.

Joakim Maehle è uno degli ultimi nomi accostati alla Juventus dagli ultimi rumors di insiders, o sedicenti tali, che mettono il laterale danese del Genk nelle mire di Paratici per le prossime sessioni di mercato.

Biografia

Joakim Maehle Pedersen nasce il 20 maggio 1997, a Østervrå piccolo centro dello Jutland settentrionale nell’estremo nord del paese a poco più di mezz’ora di strada dalla città di Aalborg.

Proprio nella capitale dello Jutland il giovane Joakim si forma come calciatore dopo le solite esperienze infantili nella squadra giovanile del paese. A diciassette anni infatti viene integrato nel vivaio dell’Aalborg BK, storico club danese fondato nel 1885.

All’Aalborg Portland Park Maehle affronta un percorso di crescita graduale. Dimostra sin da giovanissimo discrete doti tecniche, una buona fisicità, ma niente che faccia immaginare una carriera professionale ad alto livello.

Tuttavia Maehle non demorde ed una volta approdato nello storico club ne sfrutta al massimo le strutture e i tecnici, migliorando inesorabilmente anno dopo anno, iniziando anche a farsi notare nel giro delle selezioni nazionali giovanili.

Arriva infatti una prima presenza nella selezione U20 a cui faranno seguito 7 gettoni in U21, conditi da due reti all’Austria nell’Europeo di categoria 2019.

Una volta ultimato il ciclo con le selezioni giovanili Maehle verrà chiamato in causa anche dalla Nazionale maggiore, dove esordirà il 5 settembre 2020 contro il Belgio e dove troverà la prima rete il 7 ottobre in amichevole contro le Faroe.

A livello di club la stagione chiave per l’esplosione di Maehle è il 16/17.

Non è una annata felice per il club biancorosso che chiude la stagione con un decimo posto, uno dei peggiori risultati nella storia della Superliga, ma Joakim nel marasma di questa stagione sfortunata riesci a ritagliarsi degli spazi interessanti, con entrambi gli allenatori di quella annata: Sondegaard e Wieghorst. Saranno infatti 17 le presenze in Superligaen, 27 totali a fine anno, con un minutaggio superiore ai 2000 minuti, non male per un esordiente alla prima stagione fra i professionisti. Oltretutto il numero 31 dell’Aalborg BK si dimostra un discreto aiuto anche nella fase offensiva, con una rete e quattro assist all’attivo.

Non passa inosservata la stagione di esordio del nativo di Østervrå, visionato da diversi scout. L’offerta giusta al direttivo dello Jutland la portano i belgi del Genk, bisognosi di un sostituto per Castagne, emigrato in cerca di fortuna in quel di Bergamo, che verseranno un corrispettivo pari a 1.3 milioni di euro.

Il Genk è un club ambizioso, ma che spesso funge a trampolino per carriere importanti. Basti pensare che i Puffi, soprannome della squadra, hanno lanciato calciatori del calibro di Kevin De Bruyne, Thibaut Courtois, Sergej Milinkovic-Savic, Yannick Carrasco, Dennis Praet, Jelle Vossen, Kalidou Koulibaly, Divock Origi, Wilfred Ndidi, Leon Bailey e Sander Berge oltre al già nominato Castagne e all’atalantino Malinosky.

L’impatto del giovane danese è subito positivo nel calcio belga. Da esterno destro nel 3-5-2 o più raramente da terzino destro in una linea a quattro colleziona venti presenze in Jupiler League, 27 totali in stagione, con quattro assist.

L’anno successivo le cose migliorano ulteriormente, con maggiori presenze (30 in campionato, 54 stagionali) e maggiore pericolosità offensiva con 4 reti e 10 assist a referto. La stagione viene coronata dalla conquista del titolo di campioni del Belgio, trofeo al quale Joakim contribuisce alla grande.

La terza stagione di Maehle non è trionfale come la precedente, ma il laterale danese continua ad evolvere il suo gioco mantenendo una buona continuità di prestazioni.

Infatti giungono puntualmente le richieste informazioni da mezza Europa. Atalanta e Lazio chiedono informazioni, l’OM pure e sopratutto Burnley e Southampton insistono per l’acquisto del classe 97.

Tuttavia le difficoltà economiche del mercato post COVID-19 bloccano tutte le operazioni, facendo restare Joakim una quarta stagione a Genk.

L’annata in corso inizia con l’esordio con la maglia della Danimarca e con prestazioni convincenti ed autorevoli in maglia azzurra, con già una rete e tre assist in undici gare.

L’impressione è che il percorso di sviluppo di Maehle in terra fiamminga sia giunto al suo culmine e che un trasferimento in un contesto di livello superiore possa aiutare a farne migliorare ulteriormente le qualità tecniche e tattiche.

Caratteristiche tecniche

Joakim Maehle è un terzino fluidificante destro che si disimpegna principalmente sulla destra, sia in una difesa a tre che a quattro. Soprattutto in nazionale è stato impiegato anche come esterno sinistro, dimostrando una buona versatilità e capacità di adattamento.

La prima cosa che balza all’occhio di Joakim è senza dubbio una fisicità importante. 185 centimetri, abbondanti, per 80 kg rappresentato una stazza importante, sopratutto se accompagnata da una buona coordinazione ed un passo rapido e veloce, sopratutto sul lungo, anche se soffre sul breve gli avversari brevilinei. Ottime le capacità aerobiche ed atletiche.

Il numero 31 è dotato di buona forza, sia nella parte superiore del corpo che in quella inferiore, anche se a volte pecca nell’utilizzo della stessa in protezione del pallone e nei contrasti più per mancanza di concentrazione che per difficoltà fisica.

Terzino potente, molto moderno, costantemente in proiezione offensiva, alla ricerca della profondità e della proposizione in costruzione tende a disattendere talvolta i doveri difensivi, ma sono peccati di esuberanza giovanile a cui sta rimediando passo dopo passo.

Tecnicamente è più sciabola che fioretto, pur in possesso di piedi educati.

Eccelle nei fondamentali del passaggio e del cross che effettua con eccellente precisione e raggio. Ama essere coinvolto nella costruzione dell’azione, proponendosi come scarico per i centrocampisti, ma anche come corridore sulla fascia oltre che appoggio quando più basso sull’out.

La conduzione di palla è buona, fluida e sufficientemente controllata. Per essere un terzino Joakim è un buon dribblatore, scolastico per movimenti e opzioni, ma efficace per potenza, velocità e decisione, sopratutto grazie ad un buon uso del piede sinistro debole che gli consente di essere schierato anche come laterale a piede invertito.

Talvolta eccede nel tenere palla, sopratutto in progressione quando abbassa la testa e carica sulla fascia a spron battuto, tratto da modulare quanto prima.

Paradossalmente il punto debole di Maehle è forse la fase difensiva. Nella propria metà campo tende ad affidarsi con eccessiva fiducia alla propria fisicità nel contenimento dell’avversari, Trovandosi spesso a dover rincorrere lo svolgersi dell’azione anziché avere un atteggiamento proattivo.

Le letture sono ancora poco precise sulla palla, se si parla di posizionamento talvolta si rivela impreciso data la tendenza a spingere molto, ma di contro va segnalata la capacità di andare a intercettare i passaggi avversari, recuperando palla in maniera pulita e utile ad una transizione rapida.

A livello difensivo deve migliorare senza dubbio la capacità di usare il proprio corpo e la propria fisicità in maniera costante è concentrata.

Caratterialmente si tratta di un giocatore di grande professionalità e capacità di lavoro, che ha dimostrato di sapersi applicare con costanza ed abnegazione ottenendo buoni risultati in allenamento in funzione di una crescita tecnica continua.

Evoluzione

Il progetto tecnico dietro a Joakim Maehle è piuttosto chiaro.

Siamo di fronte ad un terzino destro decisamente moderno ed offensivo, dotato di grande base atletica e intensità di gioco accompagnate da una discreta tecnica ed una forte volontà di inclusione nella manovra.

Giocatore di gamba e forza cinetica, in grado di svolgere un gran lavoro in fase di possesso.

La sua evoluzione in fase di offesa è rappresentata dal continuare a giocare come fatto finora alzando il livello delle prestazioni assieme alle competizioni a cui parteciperà, oltre alla ricerca di maggiore pulizia tecnica nel controllo e nella gestione palla nello stretto.

A livello difensivo c’è pero molto lavoro da fare. Joakim deve ancora crescere in fase di non possesso, migliorando la capacità di seguire l’azione, la concentrazione, di tenere la giusta posizione ed evitando di fare affidamento solo sulla propria fisicità nel contrastare gli avanti avversari.

Guardando il bicchiere mezzo pieno però possiamo osservare che il laterale ha saputo crescere anno dopo anno nei fondamentali difensivi, e sebbene la strada sia ancora lunga per arrivare alla completa affidabilità la tendenza fa ben sperare per il futuro.

Gli interpreti del ruolo che possiamo annoverare come modelli per il giovane danese sono diversi. Ha l’irruenza e la continuità di corsa di Lichtsteiner, sopratutto nella sua esperienza laziale. Possiede la fisicità e il tocco di un’altro laterale di scuola belga come Mounier, anche se il profilo che più si avvicina alla possibile evoluzione del danese è certamente quello del calciatore che è stato chiamato a sostituire a Genk: Thimothy Castagne, come pure Hateboer attualmente ancora in rosa all’Atalanta.

Vestito in bianconero

Il progetto tattico della Juventus di Pirlo pare delinearsi in questi primi mesi, trovando come caposaldo l’adozione di esterni d’assalto, di grande fisicità e corsa, con notevole propensione offensiva, protetti dalla linea difensiva a tre alle spalle.

In questo senso le voci di interessamento per i vari Gosens, Castagne ed Hateboer sono perfettamente coerenti alla linea tattica disposta, così come le voci su Maehle trovano senso se osservate dal punto di vista del profilo considerato.

Il laterale danese potrebbe rivelarsi una buona occasione per completare la rosa ad un prezzo contenuto, integrando un elemento per certi versi acerbo, da addomesticare ed istruire in alcuni aspetti del gioco, ma funzionale alla idea di calcio proposta finora da Pirlo, un po’ come successo in estate con l’acquisizione di McKennie.

A livello economico anticipare l’acquisizione ora di un calciatore potenzialmente dal valore ben più elevato potrebbe rappresentare una operazione forse rischiosa, ma con evidenti vantaggi.

Per essere pratici se Maehle lasciasse il Genk ora lo farebbe per un prezzo fra i 10 e i 12 milioni di euro, continuasse il suo percorso di crescita in una Atalanta fra un anno o due lo si pagherebbe per lo meno il doppio.

Parliamoci chiaro tuttavia, non siamo di fronte al terzino destro del prossimo decennio, non parliamo di un Dest, nuovo Dani Alves, ma piuttosto del nuovo Lichtsteiner, restando in tema di ex bianconeri, un laterale volenteroso, lavoratore, proletario, insomma un buon gregario pronto a fare da scudiero alle stelle della squadra o forse poco più.

Ad ogni buon conto la storia dello sport ci insegna chiaramente che in un team, elementi superficialmente considerati secondari possono rivelarsi fondamentali nei successi collettivi, rivestendo un ruolo chiaro come supporting cast.

Concludendo l’impressione è che un profilo come Maehle potrebbe essere adatto alla Juventus di questo inizio di regno di Pirlo, anche in ottica di rinnovamento e di ricerca della fisicità e dell’intensità ad un giusto prezzo sulla fascia destra ed all’occorrenza sinistra.

Il numero 31 danese ad oggi probabilmente non è un giocatore da Juve in tutto e per tutto, ha delle pecche evidenti in fase difensiva, può crescere ancora nella metà campo avversaria in diversi aspetti, ma paradossalmente nella sua incompletezza potrebbe possedere le caratteristiche desiderate per il nuovo corso tecnico tattico rivelandosi uno specialista, concetto un po’ alla Moneyball.

Personalmente sono convinto che eventuali acquisizioni di questo tipo rappresentino la giusta via per completare il processo di rifondazione e di nuova crescita per il nostro caro club. Nel caso specifico credo che risulti abbastanza chiaro cosa attendersi da questo profilo, con i soli dubbi riguardo eventuale adattamento al campionato e al contesto.

Joakim può essere una aggiunta utile, funzionale e a cifre contenute; rappresenta il tipo di operazione che si può anche sbagliare, se il giocatore non rende a dovere, ma dato che viene fatta per le motivazioni corrette ha sempre senso effettuare.

Stefano Follador

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