#RawDiamonds

#RawDiamonds: Charles De Keteleare

In campo lo noti subito. Alto e dinoccolato, ciondolante come un cane cresciuto troppo in fretta che si deve ancora abituare alle lunghe leve. La zazzera bionda, il capoccione e le orecchie a sventola. Insomma non è certo la descrizione del vostro game winner all’esordio stagionale in Champions League.

Vi presento Charles De Keteleare, diciannovenne talento del Club Brugge, che si è rivelato al grande pubblico europeo nella gara di apertura del girone F di questa Coppa dei Campioni, portando i belgi alla vittoria in pieno recupero sul difficile campo dello Zenit San Pietroburgo.

Biografia

Charles De Keteleare nasce a Bruges il 10 marzo 2001.

Molto sportivo, inizia a giocare a calcio da giovanissimo nell’FC Varsenare, ma a solo 8 anni si fa notare dagli scout del Bruges che lo prelevano per inserirlo nel florido vivaio Blauw en Zwart.

Gli inizi non sono troppo positivi.

Charles è un talento anche nel tennis e per qualche tempo frequenta allo stesso tempo il vivaio della squadra nerazzurra e la prestigiosa Accademia Wilrijk, ma la troppa carne al fuoco non era positiva per la crescita del ragazzo che ben presto scelse di dedicarsi completamente al football.

La maturazione di De Keteleare non è stata veloce, anzi nei trascorsi nell’u16 e u17 diversi infortuni legati alla crescita ne avevano di fatto minato il rendimento, nel club, ma anche con là nazionali giovanili, dove le presenze raccolte sono state meno di quanto si potrebbe supporre.

Intorno ai diciotto anni di età, con lo stabilizzarsi della crescita fisiologica, Charles ha iniziato a farsi notare sempre più nel nutrito drappello di giovani talenti belgi, collezionando finalmente con discreta continuità il posto con la selezione u19, dove ha messo a segno 3 reti in sette presenze.

In effetti è la stagione 19/20 che segna l’apparizione definitiva del numero 90 sui radar di una discreta parte di Europa.

Philippe Clement decide di concedere al lungagnone biondo delle chance in prima squadra, intravedendo in Charles il possibile erede della stella Hans Vanaken.

Charles trova spazio in coppa contro il modesto Francs Borains, ma sopratutto colleziona il suo secondo gettone di presenza contro il Psg in Coppa dei Campioni.

Il tabellone del Jan Breydel a fine gara reciterà un perentorio 0-5 per i parigini, ma De Keteleare lascia il campo all’ora di gioco, con il punteggio sullo 0-1, dopo aver dato tutto e destato grande impressione tra avversari e compagni, con una prestazione notevole a soli 18 anni e 266 giorni, condita dagli elogi del prestigioso quotidiano L’Equipe che lo definisce uno da tenere d’occhio.

E in molti seguiranno il consiglio del quotidiano transalpino.

Atalanta, Milan, Lazio, Az, Inter, Galatasaray ed Ajax sono i club che negli ultimi mesi si sono interessati al belga, grazie alle convincenti prestazioni che hanno aiutato il Bruges a convertirsi campione del Belgio oltre che finalista della coppa nazionale.

La stagione 19/20 si chiude con 25 presenze complessive, pari a più di 1200 minuti di gioco, 2 reti e 2 assist e la sensazione di una crescita di consapevolezza, personalità e prestazioni importante.

La stagione attuale è iniziata discretamente bene, con Charles disimpegnato in tutte le gare disputate in Pro League, dove il Bruges guida la classifica, ma sopratutto con la gran serata a San Pietroburgo, condita da gol e ottima prestazione.

Caratteristiche tecniche

Charles De Keteleare è un centrocampista centrale completo, dotato di una buona propensione al gioco offensivo che talvolta lo pone ad essere schierato da trequartista o da incursore.

Giocatore di statura elevata, circa 192 centimetri, ancora poco sviluppato a livello muscolare. Non troppo rapido nello stretto ed in generale non dotato di un grande dinamismo che però compensa con una buona capacità di lettura del gioco, tecnica e discreto controllo del corpo.

Mancino molto sensibile e di grande cifra tecnica, sfrutta piuttosto bene anche il piede destro. Ciò gli permette di potersi giostrare in diversi slot del centrocampo del Bruges, svariando e cambiando spesso di posizione sopratutto in transizione.

Molto interessante l’arsenale offensivo a disposizione. Il tiro da fuori è buono, preciso e discretamente potente. Discreto il dribbling, anche se la specialità della casa è la ricezione della palla spalle alla porta e superare il diretto avversario con una virata, facendo ottimo uso del corpo e delle lunghe leve.

Ama molto inserirsi, fungendo anche da centravanti fantasma sfruttando la mobilità delle punte della squadra nero azzurra, come in occasione della rete siglata ai russi dello Zenit.

Molto interessante la capacità di muoversi fra le linee e nei mezzi spazi, indice di QI calcistico elevato.

A livello difensivo soffre quando il gioco diventa più fisico a causa di una corporatura longilinea e poco incline si duelli muscolari, anche se si applica con diligenza e non si risparmia nei tackle.

Come detto legge bene il gioco e sa agire sulle linee di passaggio o difendendo la posizione.

La mancanza di forza ne mina parzialmente l’efficacia anche nel gioco aereo, dove resta un buon interprete, anche se non quanto ci si potrebbe attendere.

In campo dimostra una personalità spiccata, sopratutto nella selezione giovanile belga. Si prende le responsabilità e non esita a indirizzare i compagni. Va da se che con i compagni più anziani questi tratti sono più limitati, ma con l’aumentare dei minuti si vedrà una maggiore indole da allenatore in campo.

Evoluzione

Charles De Keteleare è già alla seconda stagione in cui fa parte della rotazione della squadra titolare, ma è evidente come sia un giocatore valido, ma ancora acerbo e alla ricerca di definire alcune sue caratteristiche.

Innanzitutto sarebbe bene capire in che posizione De Keteleare potrebbe rendere al meglio. Nonostante la continuità di impiego e rendimento non è ancora chiaro che posizione avrà definitivamente in campo.

Il club lo ha cresciuto con il compito piuttosto chiaro di andare a sostituire un giorno il califfo del centrocampo Hans Vanaken, giocatore estremamente sottovalutato, con una carriera probabilmente meno generosa di quanto meritasse. Sulla carta il ruolo potrebbe essere quello di regista offensivo o mezzala, in un contesto tattico dove abbinare qualità con una discreta dose di fisicità e lavoro sporco.

Vanaken infatti viene impiegato come come regista, ma allo stesso trequartista di quantità, in grado di abbinare inserimenti, fosforo, leadership e stazza.

Il modello di Charles è senza dubbio lui, per fisicità e maniera di stare in campo.

Per seguire questo percorso sarà necessario per il giovane belga lavorare sicuramente in palestra, onde andare ad aggiungere una adeguata muscolatura ad un profilo troppo esile per il calcio moderno, ma sopratutto sarà necessario crescere a livello di carisma e di capacità di guida dei compagni.

Alcuni scout hanno visto nella capacità di regia e di lettura del belga delle somiglianze con l’ex oriundo azzurro Thiago Motta, centrocampista di sostanza e di equilibrio giunto a maturazione un po’ tardi rispetto a molti colleghi.

De Keteleare ha eccellenti qualità tecniche e di lettura del gioco, tuttavia dovrà lavorare su quanto concerne la rapidità, i cambi di passo e ritmo e l’intensità ad oggi probabilmente inadeguati ad una carriera ad alto livello europeo.

Vestito in bianconero

Si tratta di un profilo interessante, probabilmente un ragazzo ancora molto acerbo fisicamente che dovrà sgomitare parecchio nei prossimi anni per restare nel giro del calcio che conta, sempre più attento alla fisicità piuttosto che alla cifra tecnica.

In lui vedo qualche similitudine con il nostro Hans Nicolussi Caviglia, giocatori dotati buona tecnica, studiosi del gioco e di grande pulizia di letture, ma carenti nei ritmi di gioco e nell’interpretazione muscolare del gioco, pur con la differenza di esperienza a favore del belga.

Ovviamente De Keteleare ha tutto il potenziale per sopperire ad alcune pecche del suo gioco con intelligenza tattica, piedi educati e applicazione feroce, ma ritengo difficile poterlo immaginare in un top club a stretto giro di posta.

Più realistica sarebbe una carriera comunque di buon livello in club importanti a livello di Europa League o ai vertici di campionati minori rispetto ai big 5.

In ogni caso il futuro è completamente in mano a questo giovane ragazzo che un poco alla volta si sta prendendo il Club Bruges con entusiasmo ed intelligenza.

Stefano Follador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...