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#RawDiamonds: Sebastian Walukiewicz

Il nostro peregrinare per il mondo del pallone ci porta a nord-est, sulle sponde della Warta: a Gorzów Wielkopolski, in Polonia.

Paese dalla storia tribolata la Polonia, ma che negli ultimi anni ha saputo conquistare una certa nomea dal punto di vista calcistico, grazie ad un campione straordinario, anche se mai troppo amato in patria con Robert Lewandowski, ma anche grazie ad un legame storico con la nostra Serie A, che nei anni ha saputo crescere e plasmare degni giocatori per la selezione biancorossa.

Szczesny, Glik, Linetty, Bereszynski, Milik, Piatek, Reca sono tutti parte del drappello agli ordini di mister Brzeczek, assieme al protagonista di questo profilo: il cagliaritano Sebastian Walukiewicz.

Il difensore centrale classe 2000 rappresenta senza dubbio uno dei giovani più promettenti della nostra Serie A, già apprezzato e corteggiato da diversi club esteri, a maggior ragione dopo la buona prestazione contro gli Azzurri di Mancini.

Biografia

Sebastian Wiktor Walukiewicz nasce il 5 aprile 2000 a Gorzow Wielkopolski, città sul fiume Warta, poco distante dal confine tedesco.

Si avvicina al calcio grazie al club locale, MKP Gorzów Wielkopolski, dove milita per tutta l’infanzia.

Giunto all’età di 13 anni viene notato dagli osservatori del Legia Varsavia. Il club della capitale preleva Sebastian e lo inserisce nel settore giovanile.

Il difensore centrale cresce discretamente bene con la maglia dei legionari, conquistando il posto nelle rappresentative nazionali polacche, dall’U15 in avanti, sino a debuttare in nazionale maggiore a Danzica contro la Finlandia il 7 ottobre 2020.

La strada per questo sospirato traguardo non passa però dalla Pepsi Arena di Varsavia, ma dallo Stadio Municipale di Stettino (Szczecin) e dalla Sardinia Arena di Cagliari.

Infatti nonostante le discrete premesse Walukiewicz non scenderà mai in campo con la maglia del club dell’esercito polacco, ma riuscirà a racimolare una sola e misera presenza nella squadra riserve al termine della stagione 16/17, pur vincendo da protagonista il campionato nazionale U19 per due anni di fila.

Nell’estate 2017 il nemmeno maggiorenne Sebastian fa praticamente la strada a ritroso verso il confine tedesco, dirigendosi verso la città portuale di Stettino per firmare con il Pogon, club militante da poco nella Ekstraklasa.

Walukiewicz passa con i blaugrana di Polonia per circa 15mila euro, con l’intenzione da parte della dirigenza dei Portowcy di testarne le qualità con la squadra riserve in terza serie per poterlo valutare meglio in ottica prima squadra.

La svolta per il nativo di Gorzow arriva con il cambio allenatore. Sulla panchina del Pogon non sederà più Maciej Skorza, ma il tedesco Kosta Runjaic.

Sebastian aveva ben impressionato nel campionato con la squadra riserve, giungendo a conquistare la promozione, ma con Skorza non aveva avuto fortuna. Si allenava con la squadra, ma non era ancora arrivato il momento del debutto.

Con l’insediamento del nuovo tecnico, complice l’infortunio del titolare Jaroslav Fojut, Walukiewicz viene gettato nella mischia.

L’esordio non è memorabile, una brutta sconfitta per 3-0, per giunta contro la ex squadra: il Legia Varsavia.

Dopo le tre gare disputate nel finale della stagione 17/18 le occasioni si moltiplicano per Sebastian che diventa titolare fisso nella stagione successiva, attirando su di se gli occhi di diversi club durante il mercato estivo ed invernale.

Arsenal, Southampton e Chievo Verona vanno vicini a concludere il trasferimento, ma le cose sembrano sempre incepparsi per non concludere l’operazione. Non sarà così con il Cagliari che nel gennaio 2019 decide di investire ben 4 milioni di euro sul ragazzo col numero 40.

Da Cagliari viene rilasciato in prestito per altri sei mesi al Pogon chiudendo la stagione con 29 presenze ed 1 rete.

A Cagliari giunge in sordina, calandosi un poco alla volta nel nuovo contesto ambientale e tecnico. L’esordio arriva a stagione inoltrata, proprio contro la Juventus nel match dell’Epifania 2020, conclusosi con un secco 4-0 per i bianconeri. Durante il resto della stagione il polacco colleziona quasi 1200 minuti di gioco, distribuiti in 14 gettoni di presenza.

Con l’avvio della nuova stagione ed il nuovo corso firmato Eusebio Di Francesco Walukiewicz sembra essere un punto fisso dell’undici titolare isolano, con tre presenze all’attivo su tre match disputati.

Caratteristiche tecniche

Sebastian Walukiewicz è un centrale difensivo, tendenzialmente viene usato sul centrodestra in una linea a quattro, ma in alcune occasioni è stato utilizzato anche come mediano davanti alla difesa.

1.88 centimetri, fisicamente robusto ed atletico, primeggia nel gioco aereo. Buona falcata, anche se non è rapidissimo negli spazi brevi soffrendo i brevilinei nei duelli uno contro uno.

A livello muscolare domina con facilità sui pari età, anche se sta crescendo pure a livello superiore, sfruttando una notevole forza nella parte superiore del corpo.

Dotato di una buona capacità di lettura del gioco, discreta fiducia nelle sue capacità atletiche e coraggio dimostra di amare molto giocare di anticipo sugli attaccanti avversari, gettandosi sulle linee di passaggio e sul controllo del ricevente con foga e convinzione, gestendo la fase difensiva in ottica alto rischio/ alta ricompensa, cercando di gestire la fase difensiva come un prologo all’attacco.

Pur non disdegnando le maniere forti in fase difensiva, Sebastian non è solo un rude mazzuolatore, anzi.

Probabilmente la parte più interessante del repertorio del polacco è rappresentata da quanto in grado di fare con la sfera fra i piedi. Il numero 40 non è affatto intimorito dalla gestione della palla, ama essere chiamato in causa in costruzione, ricevendo con tranquillità i palloni da smistare. Buon passatore, anche se dovrebbe migliorare il piede sinistro, sia quando si tratta di appoggi corti e medi più semplici, in crescita per quanto riguarda il gioco lungo anche se tende a preferire passaggi più sicuri, pur essendo in grado di effettuare cambi di gioco o filtranti a tagliare in due lo schieramento avverso.

Ama molto avanzare palla al piede dalla difesa, più di potenza che di fino, in ottica di innescare immediatamente la transizione offensiva, come dicevamo infatti nel suo modo di interpretare il ruolo la fase difensiva vuole essere un prologo dell’attacco. Contro i pari età risulta indifendibile in progressione, guadagnando costantemente campo e mettendo in difficoltà i sistemi difensivi avversari. Con i grandi sarà più complesso, ma questi strappi possono risultare un’arma interessante.

Nonostante la giovane età presenta già le stigmate del leader del pacchetto arretrato, facendosi spesso sentire e prendendosi carico di responsabilità, dimostrando un discreto carisma, sopratutto in ambito nazionale polacca.

Evoluzione

Nonostante i soli vent’anni Walukiewicz si presenta già come un calciatore piuttosto formato e pronto al mondo del professionismo ad alto livello.

Una ulteriore stagione di apprendistato a Cagliari con la presenza di un califfo della difesa come Godin sarà sicuramente importante per andare a limare alcune asperità del gioco del polacco, al contempo colmando alcune lacune.

Non diventerà mai un portento in velocità sul breve, ma dovrà riuscire a mettere una pezza in questo fondamentale divenendo maggiormente abile nella lettura e nel posizionamento preventivo.

Ad oggi Walukiewicz tende a difendere prendendosi dei rischi, cercando l’anticipo ad ogni costo ed in ogni occasione. Capire quando rischiare e quando agire in modo più attendista potrà essere la chiave di volta della carriera del cagliaritano, sancendo la differenza fra un onesto difensore da medio bassa classifica a centrale di un pacchetto arretrato con mire di competizioni europee.

Le buone qualità in impostazione, la capacità e la volontà di essere all’interno del gioco e di essere un fattore anche in fase di possesso sono risorse importanti che vanno coltivate e tenute presenti, soprattutto se consideriamo la tendenza attuale di ricerca di partenze palla a terra anche dalle retrovie.

Dopo la scorsa annata di avvicinamento al calcio italiano quest’anno può rappresentare una stagione chiave nella carriera di Sebastian. L’apprendistato al lato di Godin, la possibilità di prendersi un posto da titolare viste le difficoltà di Ceppitelli, Klavan e Romagna e la fiducia della società sono tutti buoni motivi per attendersi una stagione esplosiva, pur conoscendo le croniche difficoltà in fase difensiva delle squadre di Di Francesco.

Con tutta probabilità il 433 del tecnico ed Roma esporrà a grossi pericoli la difesa isolana. In questo contesto le opzioni sono due, a mio avviso, o si affonda o si impara a nuotare.

Walukiewicz ha le carte in regola per imparare per lo meno a stare a galla nel breve periodo.

La personalità, la tecnica e l’atletismo, uniti alla professionalità e ad un pizzico di sana follia sono i tratti distintivi del ragazzo di Gorzów da cui mi attendo una conferma ad alti livelli.

Intendiamoci non parliamo di un predestinato alla De Ligt, di così ne nasce uno ogni vent’anni, ma di un professionista che può costruirsi una carriera ad ottimo livello, migliore del connazionale Glik e Bernardi, ultimi difensori polacchi degno di nota nel calcio internazionale.

Vestito in bianconero

La nostra Vecchia Signora ha una storia lunga più di un secolo di difese di caratura mondiale. Riuscire a far parte del pacchetto arretrato bianconero deve essere una delle imprese più improbe del mondo del pallone, per concorrenza, pressione ed aspettative altissime.

Sebastian Walukiewicz oggi non è un giocatore adatto a questo.

Ha estremo bisogno di giocare, di avere minuti ed esperienza per potersi migliorare come calciatore e mettere a frutto le doti e ciò non sarà certo possibile ora a Torino.

Una ulteriore stagione nel massimo campionato italiano potrebbe dirci moltissimo sul futuro ad alto livello del polacco.

Come sappiamo siamo un club in pieno rinnovamento e l’era della BBC ormai inizia a diventare un ricordo piuttosto che un qualcosa di attuale, con Barzagli ritirato, Chiellini agli ultimi giri di giostra e Bonucci un po’ spaesato senza i fratelli maggiori.

Gli innesti di De Ligt e Demiral si sono rivelati eccellenti, ma è chiaro che nei prossimi anni ci sarà da intervenire in questo settore.

Forse il ragazzone di Gorzów Wielkopolski potrebbe essere un candidato per questa pesante eredità.

Se a Cagliari riuscisse a limare qualche eccesso di aggressività, a divenire maggiormente riflessivo nelle scelte senza perdere ardore e vigore negli interventi, crescendo a livello di costruzione del gioco di pari passo a quanto fatto finora forse da Torino qualche occhio potrebbe posarsi sulla casacca numero 40 del Cagliari, ma la strada per l’Allianz Stadium è ancora molto lunga e difficile.

Ma non impossibile.

Stefano Follador

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