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#RawDiamonds: Felix Correia

Raw diamonds Félix Correia

Felix Correia, portoghese classe 01, è arrivato decisamente sotto traccia a Torino, in uno in quegli scambi di mercato fra top club dove non si capisce dove gestione sportiva e finanziaria si sovrappongono in modo sinistramente preciso.

Giunto in bianconero proveniente da Manchester, sponda City, è stato valutato 10.5 milioni di euro, venendo scambiato praticamente alla pari con Moreno, promettente ex attaccante del Barca. Probabilmente fino ad oggi abbiamo tutti collegato il nome di Correia alla deliziosa litania “genera un effetto positivo sul bilancio…”, ma da domenica non è più così.

Un gran goal all’esordio stagionale ha portato alla ribalta il giovane lusitano, facendo assumere una faccia alla plusvalenza di 7.6 milioni di euro e facendo chiedere a più di qualche tifoso se magari quello strano scambio di mercato non avesse anche un senso tecnico.

Biografia

Felix Alexandre Andrade Sanches Correia, che per semplicità chiameremo Felix Correia, nasce a Lisbona il 22 gennaio 2001.

Sin da giovanissimo spicca fra i coetanei per capacità atletiche e tecniche.

Entra nel settore giovanile dello Sporting Club de Portugal alla tenere età di 8 anni, ne uscirà 10 anni dopo con un biglietto per Manchester, destinazione City, con un curriculum giovanile di tutto rispetto e aspettative altissime.

A Lisbona si è tolto lo sfizio di guidare i biancoverdi ad un titolo nazionale U17 con una stagione da 16 reti nel 17/18, fallendo l’assalto al titolo U19, secondo posto per lo Sporting, nonostante le 9 reti stagionali.

Il rapporto con la maglia della nazionale è già stabile, seppur a livello giovanile, avendo vestito i colori del Portogallo sin dalla U15, giungendo ad un passo dal laurearsi campioni d’Europa agli Europei U19 dello scorso anno, battuti in finale dalla Spagna per 2-0.

Nel 2019 però il rapporto con la casa madre si rivela tormentato, infatti il contratto in scadenza non verrà rinnovato.

Sulla giovane ala piombano tutti i principali club europei, ingolositi da un talento a prezzo di saldo.

La spuntano i Citizens di Guardiola per 3.5 milioni di euro, ma Felix non vestirà mai la maglia celeste di De Bruyne e compagni.

Dopo aver firmato un contratto quinquennale viene spedito a farsi le ossa in prestito biennale all’AZ, laboratorio di calcio interessantissimo e che punta notoriamente sui giovanissimi.

Spende la prima stagione fra le fila dello Jong AZ dove disputa 23 gare, condite da tre reti e cinque assist, nella Keuken Kampioen Divisie, la serie B olandese.

Un debutto tutto sommato positivo che lasciava intravedere spazi di inserimento in prima squadra nella stagione successiva, a condividere il campo con Boadu, Koopmeiners e Idrissi e Stengs.

È a questo punto che le strade di Correia e la Juventus si incrociano.

A Torino decidono di scommettere sul talento portoghese e di crescerlo in casa, prelevandolo dal Manchester City e facendone un elemento di spicco della nostra U23. Il resto è storia recente, esordio col botto con assist e gol da cineteca contro la Pro Sesto.

Caratteristiche tecniche

Nascere ala in Portogallo è dura.

Nascere ala in Portogallo e allo Sporting è durissima.

Felix Correia nonostante la giovane età ha dovuto rapportarsi con aspettative altissime.

Nani, Figo, Cristiano Ronaldo sono solo gli interpreti migliori del ruolo, e non solo, nella storia recente del paese lusitano e sono tutti nati con l’iconica maglia biancoverde.

Paragoni pesantissimi, che fanno tremare le gambe o sognare, dipende da come la si prende.

Parlando in termini strettamente tecnici il numero 17 della nostra U23 è un esterno offensivo di concezione moderna.

Statura sui 180 centimetri, grande velocità sia sullo stretto che sul lungo, devastante con i coetanei. Muscolarmente asciutto, ma dotato di discreta forza fisica, ha dimostrato di non “volare via” nei contrasti. Da questo punto di vista questa stagione sui rividi campi della serie C potrà dire molto di un suo possibile adattamento al “piano di sopra”.

Abbina una grande velocità con una buona tecnica.

In transizione possiede un bel dribbling, meno pulito sullo stretto dove dovrà lavorare per raffinare il tocco. Risulta essere una spina nel fianco per i terzini avversari grazie a una ampia varietà di movimenti con e senza palla, portati con grande energia e discreta continuità.

Il tiro da fuori è una caratteristica di Felix, come avrete sicuramente notato, potente e preciso, che lo rende un pericolo anche dalla media lunga distanza.

Di piede destro ama però giocare anche a sinistra come esterno a piede invertito, avendo la possibilità di tagliare o rientrare sul piede forte per poter essere pericoloso in zona gol.

Tatticamente non è uno sprovveduto, ma sicuramente ha bisogno di maturare nelle letture, spesso ambiziose e a volte troppo rischiose. Riesce a dialogare bene con i compagni sia in fase di assist che nella costruzione semplice, pur restando min giocatore che predilige la fase offensiva pura con duelli 1vs1 continui.

Attacca molto bene la profondità, imprendibile per i pari età, ama avere tanto campo davanti a se per poter andare via in velocità palla al piede, ma se la cava discretamente bene anche in situazioni più statiche e spazi più stretti.

Sicuramente da migliorare la capacita di restare in partita mentalmente, visto che tende a prendersi pause dal gioco, sopratutto se non coinvolto dai compagni.

Per quanto concerne la fase difensiva, al momento Correia non è un fattore in questo. Difficile per lui auspicare un arretramento del raggio d’azione a diventare un esterno a tutta fascia o un terzino, visto che non pare possedere le attitudini necessarie.

Da migliorare sicuramente anche il gioco aereo, anche se visto il ruolo e il modo di stare in campo non è certamente un fondamentale particolarmente richiesto.

Evoluzione

Felix Correia ha caratteristiche ben definite. Il suo cammino evolutivo sul manto verde pare piuttosto preciso e delineato.

Un’esterno offensivo di grande spunto, tecnicamente dotato, ma con quella vena anarchica e da solista che può sparigliare qualsiasi scacchiere tattico, nel bene e nel male.

I paragoni sulla tipologia di giocatore sono molteplici, da Nani ad Ousmane Dembelé. Proprio il paragone con l’attuale esterno de Barcellona sembra calzare a pennello come tipologia di giocatore che potenzialmente Felix Correia potrebbe diventare, sperando che il portoghese possa diventare un miglior professionista, con una salute migliore.

Vestito in bianconero

In bianconero, seppure quello B, Felix veste ormai da qualche mese facendosi già conoscere da tutti noi tifosi, pur avendo disputato una sola gara.

La stagione in corso sarà decisiva per il proseguimento della carriera dell’ex Sporting, City e AZ.

Il campionato della Juventus U23 è duro, con squadre intere di vecchi filibustieri della periferia del calcio che aspettano al varco la compagine bianconera, vista un po’ come un branco di figli di papà in visita ai quartieri poveri della città. Riuscire ad emergere in questo contesto richiede una forza mentale enorme, oltre che qualità tecniche e fisiche superiori.

Sulle qualità tecniche e fisiche di Correia c’è poco da dire, la stoffa del calciatore di livello c’è, resta da scoprire se quella magnifica rete di domenica scorsa sia destinata a restare un fulmine in un cielo terso o se è l’annunciarsi di una vera tormenta di dribbling, assist e reti con firma portoghese.

Il mio desiderio personale è di vedere Félix, così come altri ragazzi dell’U23, quanto prima entrare nel giro della prima squadra, sopratutto in vista della stagione particolare che ci attende. Questo sarebbe la conferma della bontà del progetto delle seconde squadre del quale sono da sempre grande sostenitore ed inoltre ci toglierebbe di torno quella fastidiosa realtà delle nostre giovanili utilizzate come fabbrica di plusvalenze utili solo ad alimentare il leviatano della Prima squadra.

Realisticamente Correia ha le carte in regola per far parte di un club ambizioso in uno dei campionati top europei. Ha velocità, unita a tecnica, sicurezza e ambizione, ha il dribbling e il tiro da fuori, ha esperienza con i club e con la nazionale. Insomma non è una plusvalenza, ma un giocatore vero.

Resta da vedere se la nuova Juventus che sta nascendo con esterni a tutta fascia e difesa a tre, possa aver bisogno di un’esterno estremamente offensivo. Pirlo ha dimostrato di non aver timore di lanciare i giovani, per cui potremo anche avere il piacere di vederlo qualche volta fare capolino fra i grandi.

Tra un anno ne potremo sapere di più e ripeto sarà un anno fondamentale per la carriera di questo giovane portoghese, ma purtroppo ad oggi vedo per Correia una buona carriera in giro per l’Europa, però difficilmente a tinte bianconere.

Spero vivamente di sbagliarmi.

Stefano Follador

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