#RawDiamonds

#RawDiamonds: Adam Hlozek

Il calcio ceco, ruggente realtà fino ad un paio di lustri fa, non sta attraversando un grandissimo momento. I club faticano, le stelle si sono spente una dopo l’altra e pure la nazionale sembra ormai relegata ad un ruolo secondario nello scacchiere europeo.

In questo contesto un nuovo talento luminoso può risultare fondamentale per rilanciare le ambizioni di un intero movimento calcistico.

Questo talento, su cui grava questa responsabilità enorme, è Adam Hlozek.

Biografia

Adam Hlozek nasce il 25 luglio 2002 a Ivancice, Moravia, piccolo comune della provincia di Brno.

Figlio di una famiglia imprenditoriale della zona si è dedicato sin da giovanissimo al football, assieme al fratello David, tanto che dopo una prima fase nelle giovanili dello Zbrojovka Brno nel 2014 a dodici anni viene inserito nelle giovanili dello Sparta Praga.

La scelta dello Sparta non è stata casuale. Sulle tracce dei fratelli Hlozek c’erano pure i rivali storici dello Slavia, ma il tifo del padre non ha voluto sentire ragioni: lo Sparta era l’unica opzione possibile.

Le carriere dei due ragazzi promettono bene, tanto che il padre si trasferisce a Praga per seguirli da vicino, lasciando la madre ad occuparsi dell’impresa di famiglia.

David Hlozek è un discreto calciatore, probabilmente un buon mestierante per un campionato Europa di buon livello, con un provino superato con il Norimberga, allora club di Bundesliga, ma purtroppo a soli 18 anni si trova a dover combattere con un tumore al cervello che di fatto gli precluderà la carriera agonistica, anche se sappiamo che ha potuto riprendere a giocare a calcio con la squadra della città natale, a livello amatoriale.

Adam si rivela fin da subito un talento ben più precoce e brillante, su di lui planano scout di mezza Europa.

Chelsea, Manchester United, Borussia Dortmund, Ajax, Arsenal e Napoli sono solo alcune delle compagini interessate a Adam.

Tutte però vogliono inserire il giovane ceco nelle loro giovanili, in un percorso a tappe verso la prima squadra.

Gli Hlozek non sono dello stesso avviso. Di comune accordo con la dirigenza dello Sparta rifiutano le offerte dai top club esteri per scegliere una strada diversa nello sviluppo tecnico di Adam.

A soli 16 anni e 70 debutta e diventa il più giovane marcatore della storia del club, trova la rete in coppa contro lo Slavoj Polna. Un mese dopo sarà la volta del debutto in campionato condito sempre da una rete contro i campioni in carica del Viktoria Plzen.

La sua crescita nell’annata 2018/2019 è esponenziale, tanto che a fine anno risulterà titolare nei match decisivi.

Nella stagione scorsa Hlozek si è preso definitivamente un posto nel l’undici titolare, scendendo in campo 26 volte con 5 reti ed 8 assist, sebbene sia stato spesso schierato fuori ruolo come ala piuttosto che da punta.

Caratteristiche tecniche

Adam Hlozek è un giocatore piuttosto difficile da inquadrare come posizione in campo. Nasce come seconda punta e probabilmente è il ruolo che meglio calza al giovane ceco, ma esigenze técnico tattiche lo hanno spinto ad agire sempre più frequentemente come ala, tanto a destra come a sinistra o come punta centrale, anche se in meno occasioni.

La parola attaccante poche volte è risultata più calzante, visto che il ragazzo di Ivancice in campo fa essenzialmente quello: attaccare, in tutti i modi ed in ogni occasione possibile.

Fisicamente il numero 20 è dotato di una buona stazza, 186 centimetri, discreta rapidità e mobilità e capacità atletiche di buonissimo livello. Nonostante la giovane età a livello muscolare si presenta già discretamente maturo, non soffre particolarmente i contrasti, anche se ci sono margini di miglioramento nei duelli aerei e nello svolgimento del lavoro sporco difensivo.

Dribblomane di ottimo livello ama cercare l’uno contro uno, fondamentale in cui si rivela eccellente sia per percentuale di successo che per dribbling realizzati, statisticamente al livello dei migliori interpreti della specialità a livello continentale.

Altro pezzo forte del repertorio è la conclusione a rete, potente e precisa, ma va necessariamente migliorata la freddezza e la capacità decisionale, con fretta ed emotività che talvolta prendono il sopravvento.

Non è un calciatore associativo, nel senso che spesso il suo gioco pare più volto al massimizzare il proprio rendimento piuttosto che ad incanalarsi in un contesto organizzato di squadra. Se da un lato ciò garantisce imprevedibilità alla sua azione, d’altro canto la tendenza anarchica viene ormai sempre meno tollerata, sopratutto un club d’alto livello. Va da se che la giovane età presuppone la possibilità di crescita e miglioria in questo aspetto per non restare a metà del guado di una crescita calcistica interessante, ma ancora lungi dall’essere completa.

Hlozek ha già dimostrato di avere grande fiducia nei propri mezzi, unita a una certa spavalderia e alla tendenza al protagonismo, ricercato spesso con numeri leziosi e colpi ad effetto. Tratto non da poco per un teenager.

Difensivamente ad oggi non è un fattore, sia per attitudini che per necessità del club. È prevedibile che dovrà lavorare molto per poter risultare utile in fase di non possesso, limitandone nel breve periodo l’utilità in un contesto tattico più competitivo.

Evoluzione

Adam Hlozek è così giovane e così evidentemente dotato che capire dove possa arrivare è la domanda più difficile.

Il materiale tecnico e fisico su cui lavorare e di altissimo livello, ma finora si è disimpegnato solo all’interno della confort zone dello Sparta Praga, club che ne ha curato la crescita sin dall’infanzia.

La scelta su come continuare la carriera sarà fondamentale per l’attaccante ceco.

Purtroppo inutile negarlo, molti grandi talenti giovanili si perdono sopratutto in questo step: uscendo dal nido non riescono a esprimersi agli stessi livelli, per motivazioni tecniche, fisiche o anche solo culturali.

Nel caso specifico di Hlozek il rischio potrebbe essere amplificato dalle aspettative elevatissime e dallo status di Messia del calcio ceco, che attende l’esplosione di un talento come il nativo di Ivancice per tornare ai fasti dei tempi di Nedved, Baros e Rosicky.

Proprio quest’ultimo nelle vesti di dirigente dello Sparta è riuscito, secondo me, a centrare il punto sul futuro di questo ragazzo. L’ex Arsenal e Borussia Dortmund afferma che il trasferimento di Adam a una big del continente non è una questione di se, ma piuttosto di quando e dove. Scegliere il tempismo ed il contesto tecnico-tattico si può fare con calma, dato che nel frattempo lo Sparta ha tutto l’interesse nel massimizzare il potenziale del suo numero 20.

Rimanendo su un piano squisitamente tecnico la versatilità di Hlozek può essere un’arma a doppio taglio. Il calcio moderno, caratterizzato da calendari sempre più fitti ed alta intensità tende a premiare nel lungo periodo i giocatori in grado di disimpegnarsi in più posizioni, ma è anche vero che la mancanza di specializzazione può fermare il percorso di crescita. In questo senso diventa prioritario scoprire un certo equilibrio e realismo.

I punti di forza di Adam Hlozek sono la grande tecnica, il dribbling e la battuta a rete. Relegarlo sull’esterno a mio modesto avviso può risultare castrante, sopratutto se gli viene chiesto un lavoro difensivo che ad oggi non è nelle sue corde, sebbene le capacità di dribbling e di servire i compagni possano risultare potenziate in questa veste.

Un giocatore con l’inventiva e la personalità del giovane ceco deve essere messo al centro del gioco, non tanto dal punto di vista posizionale, quanto del coinvolgimento.

Alcuni analisti ne hanno pronosticato una evoluzione da centravanti, ripercorrendo i passi di alcuni dei migliori attaccanti moderni, Luis Suárez, Gonzalo Higuaín e Roberto Firminio, giusto per citare tre nomi poco pesanti come paragone. In effetti le doti tecniche e fisiche non precludono la trasformazione in un 9 estremamente moderno, mobile e dalla tecnica squisita, in grado di andare a rete, ma sopratutto di agire da regista offensivo e da catalizzatore d’attacco per i compagni.

Tuttavia quanto visto fino ad oggi non mi permette di prevedere un Hlozek che fa a sportellate con i centrali avversari o che funge da riferimento offensivo, ma piuttosto l’impressione è di una potenziale buonissima seconda punta che può beneficiare moltissimo della presenza di un vero panzer attorno al quale gravitare.

Il giovane ceco potrebbe somigliare, tatticamente, al nostro Paulo Dybala per modo di interpretare lo stare in campo, con le difficoltà di inquadramento tattico che negli anni abbiamo visto per il nostro numero 10, dato che il gioco si evolve sempre più verso l’assenza di attacchi a due propriamente detti.

Dal mio punto di vista al momento il ruolo perfetto per Hlozek potrebbe essere quello di mezza punta in uno schieramento ad albero di Natale, libero di svariare e trovare gli spazi necessari per creare la superiorità numerica grazie alla sua grande capacità di dribbling oppure di cercare la porta con maggiore frequenza.

Vestito in bianconero

Il miglior calciatore boemo della storia, Pavel Nedved ovviamente, oltre alla esperienza da allenatore di Vycpalek legano a doppio filo il calcio ceco e i colori bianconeri.

Romanticamente parlando sarebbe bello che il successore idealistico del nostro ex numero 11 ne raccogliesse l’eredità anche a livello di club oltre che di nazionale, tuttavia stiamo sempre vagando nel pericoloso mondo delle ipotesi e delle valutazioni potenziali.

Oggi l’acquisto di un profilo come Hlozek sarebbe in linea con il ringiovanimento auspicato dal presidente Agnelli e già in atto con la campagna acquisti attuale. Il numero 20 dello Sparta porterebbe tecnica, discreta fisicità oltre che a una discreta dose di variabili offensive, visto che può essere schierato sia sull’esterno che come punta.

Dall’altro lato però ci si potrebbe trovare di fronte una seconda volta al grande interrogativo tattico che in questi anni ha coinvolto Paulo Dybala.

Come l’argentino Hlozek ha grande talento, un piede dominante (il destro), visione di gioco e facilità di tiro. Possiede però anche le stesse limitazioni, non è un trequartista, come esterno è quantomeno atipico e fatica nel fungere da terminale offensivo solitario, preferendo gravitare attorno ad un centravanti, pur avendo una fisicità che potrebbe rendergli più agevole il ruolo di numero 9.

Acquistarlo oggi però porterebbe un sicuro talento all’ombra della Mole, con la possibilità di poterne programmare la crescita e lo sviluppo cercando di capire come integrarlo al meglio tatticamente e farlo rendere al meglio in futuro, con il notevole vantaggio economico di anticipare la sua probabile esplosione durante l’annata 20/21.

In un certo senso un suo eventuale acquisto ricorderebbe l’acquisizione dello sfortunato Marko Pjaca: un progetto di giocatore interessantissimo, con le stigmate del salvatore del movimento calcistico nazionale, ma ancora con un percorso di crescita non ultimato, con tante evidenti qualità e difetti.

Risulta chiaro che l’acquisto di Hlozek sarebbe un’azzardo, una scommessa forse rischiosa, ma che potrebbe pagare dividendi altissimi se il giovane ceco fosse in grado di far fruttare a pieno il proprio potenziale nel contesto di un top club internazionale.

Tutto dipende dalle fiches disponibili e da quanta convinzione ci sia, fattori fondamentali in ogni affare nel calcio mercato.

Stefano Follador

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