#RawDiamonds

#RawDiamonds: Odsonne Edouard

Sul finire di stagione si è parlato molto della Scarpa d’oro, grazie alla vittoria del prodotto del nostro vivaio Ciro Immobile. In effetti mettere l’accento sulle reti è quanto di più naturale ci sia, il calcio trova la sua massima espressione nella rete, c’è poco da fare.

Tuttavia i goleador, i centravanti, i tanques o panzer della tradizione sono elementi sempre meno comuni in un calcio in rapida evoluzione verso il giocatore totale.

Anche in questo caso però esiste una strenua resistenza. Giovani numeri 9 che in barba ai falsi nueve o allo “smallball” alla Golden State Warriors rispondono alla vecchia maniera: con valanghe di reti.

Fra le nuove leve di questa categoria c’è un ragazzo che da tre anni mette a ferro e fuoco le aree di rigori scozzesi con la maglia del Celtic: Odsonne Edouard.

Biografia

Odsonne nasce il 16 gennaio 1998 a Kourou, nella Guayana Francese. La cittadina costiera è nota per essere sede dello Space Center europeo, principale sede di lancio dei satelliti e delle missioni spaziali europee.

Dalla città dei razzi non poteva che uscirne un ragazzo col soprannome di “The Rocket”.

Tuttavia pur essendo nato nel territorio francese di oltremare la famiglia Eduard è di origine haitiana e lo spostamento nella Guyana Francese rappresenta solo uno step di avvicinamento alla Francia e all’Europa. La famiglia, madre, padre e sorella maggiore, infatti si stabilisce a Bobigny, periferia nord orientale della capitale transalpina poco dopo la nascita di Odsonne.

La storia dell’infanzia dell’attuale centravanti degli Hoops è piuttosto classica. Grande passione per lo sport, i genitori che tirano il freno dando priorità allo studio e l’iscrizione alla scuola calcio del club locale, il Bobigny F.C.

Con la maglia del club sin dalla tenerissima età Edouard inizia a macinare numeri da macchina da gol. Tuttavia è solo il caso che mette Reynaud, osservatore giovanile del PSG, sulle sue tracce.

Un evento giovanile annullato e la vicinanza alla cittadina di Bobigny spingono lo scout a visionare Odsonne Edouard.

Ne resta affascinato, tanto che strappa praticamente sul posto l’accordo per l’approdo nel club degli sceicchi. A 13 anni Edouard entra nel settore giovanile parigino.

Con la maglia del PSG arriva anche l’ingresso nel giro della nazionalità giovanili dove dimostra ampiamente che il ragazzo di Kourou sa fare gol. E ne fa tanti: 15 in dodici presenze con la U17, dove vincerà un europeo da protagonista, 4 reti in nove gare con la U18, 5 in tredici partite con la U19, ma sopratutto 11 centri in sei partite con l’U21.

Nelle gare di club le reti fioccano ancor di più. Nella stagione 13/14 nel PSG U17 farà 25 reti, nella stagione successiva 22, ma in sole 14 gare.

Anche a livello continentale si esprime bene, mettendo a segno sette reti nella Youth Champions League e portando il PSG alla finale, poi persa col Chelsea per 2-1, con tre reti ed altrettanti assist nella fase finale della stagione 15/16.

In questa stagione Odsonne inizia ad entrare nell’orbita della prima squadra, vincendo il premio come miglior giocatore del settore giovanile, venendo più volte convocato, seppur senza mai esordire in Ligue1 con la maglia dei parigini.

Il 27 aprile 2016 la dirigenza stipula un accordo triennale, convinta dal potenziale di Edouard. La punta parteciperà anche alla International Champions Cup, esordendo e mettendo a segno la rete de 4-0 nella gara contro il Leicester che darà il titolo estivo ai francesi.

A inizio agosto PSG e Tolosa si accordano per il prestito del giovane attaccante che si trasferirà sulla Garonna in prestito secco per una stagione.

A Tolosa però le cose non funzionano, dentro e fuori dal campo. La rete della bandiera messa a segno contro il Metz nella sconfitta per 2-1 del 19 novembre resterà l’unica gioia di una stagione chiusa prematuramente con 17 presenze ed una rete.

Se il rendimento in campo non è stato quello sperato, è fuori dal rettangolo verde che Odsonne ha i problemi più seri.

Il 30 marzo 2017 viene interrogato nell’ambito del ferimento di un uomo con un arma ad aria compressa alla testa, avvenuto l’11 febbraio. Il Tolosa decide di terminare immediatamente il prestito e rimandare al PSG il ragazzo.

Nonostante la confessione, poi ritrattata, dell’ex compagno di squadra Mathieu Cafaro; Odsonne viene condannato ad un risarcimento nei confronti del malcapitato ferito ad un orecchio, una multa e sopratutto a quattro mesi di carcere, pena poi sospesa.

Il colpo al morale è forte. Al PSG sorgono dubbi sul valore del ragazzo, tant’è che quando alla porta degli sceicchi bussa il Celtic offrendo un prestito con diritto di riscatto, i francesi non ci mettono molto a piazzarlo sul primo volo per la Scozia.

In biancoverde Odsonne beneficia della presenza del conterraneo Moussa Dembélé, oggi al Lione, che gli fa da guida nel nuovo paese. Con la maglia dei Bhoys non servirà molto tempo all’ormai ex PSG per farsi amare. 29 presenze e 11 reti nel primo anno, rete decisiva in un epico Old Firm terminato 3-2 e sopratutto il Treble nazionale sotto la guida di Brendan Rogers, allenatore importantissimo nella crescita della giovane punta.

Il Celtic stacca con soddisfazione un’assegno da nove milioni di sterline, rendendolo il giocatore più pagato della lunga storia del club di Glasgow, le prestazioni del biennio successivo daranno ragione ai dirigenti biancoverdi, che si assicureranno un calciatore in grado di mettere a segno 63 reti e 31 assist nelle 128 gare disputate per la squadra più amata/detestata di Scozia, dimostrandosi probabilmente il miglior attaccante visto nella terra di Nessie dai tempi di Henrik Larsson.

Caratteristiche tecniche

Odsonne Edouard è una prima punta.

Fisicamente imponente, già ben sviluppato muscolarmente sia nella parte superiore che inferiore del corpo, 187 centimetri di statura, ma con qualità importanti anche dal punto di vista atletico, per mobilità e velocità tanto sul lungo come nello stretto. Dotato di potenza, sa resistere in maniera efficace ai contrasti e sopratutto proteggere il pallone spalle alla porta in maniera molto buona, sono pochi i centravanti che sono ancora in possesso di un gioco spalle alla porta così efficace e raffinato come Magic Odsonne.

Se dal punto di vista fisico il numero 22 biancoverde ricorda l’archetipo della punta di origine africana, in realtà vederlo giocare svela un diverso approccio al l’interpretazione del ruolo, incentrato molto sulla lettura degli spazi, sulla capacità di creare chance e aperture per i compagni piuttosto che in un utilizzo cieco della forza bruta.

Questo è stato possibile sopratutto grazie al lavoro effettuato da quando il ragazzo è arrivato a Glasgow sotto la guida di Brendan Rodgers. L’ex tecnico dei Reds ha iniziato ad includere nelle giocate preparate dal Celtic diverse soluzioni offensive proposte dal City di Guardiola. In questo contesto di lavoro Edouard ha iniziato ad impersonare El Kun Agüero, facendo propri molti movimenti senza palla della punta argentina e evolvendo in maniera evidente il proprio gioco da mero finalizzato e a centravanti corale e di manovra, ma con attributi fisici da panzer d’altri tempi.

Negli anni in terra scozzese ha evidenziato una grande facilità nel segnare, facendolo oltretutto in modi diversi fra loro. Molto efficiente in transizione, grazie ad una conduzione di palla molto precisa, coordinata e ad una ottima capacità di lettura e dialogo coi compagni. Come detto spalle alla porta sa tenere bene la posizione per giocare di sponda o girarsi per colpire, sfruttando alla grande il fisico e la velocità.

Caratteristica molto interessante di Odsonne Edouard sono senza dubbio i movimenti senza palla, movimenti che non sono naturali, ma frutto di un preciso piano di studi e di sviluppo. Ama scendere verso la trequarti e giocare da pivot per aprire la profondità all’ala che sfrutta lo spazio creato, utilizza frequentemente finte di corpo e contro movimenti che mettono in difficoltà tanto il marcatore diretto che la linea difensiva tutta.

In area è dotato di un buon istinto, trovandosi spesso nella posizione corretta per tap in vincenti su respinte o palle vaganti. Nel corso degli anni ha maturato via via una maggiore freddezza davanti al portiere migliorando la capacità di finalizzare stagione dopo stagione.

Tuttavia, nonostante stiamo parlando di uno scorer di alto livello, ciò che personalmente trovo più affascinante del centravanti francese è la capacità di diventare un creatore di gioco. I 17 assist della scorsa stagione dimostrano una facilità, oltre che al piacere, nel trovare il compagno quanto meno peculiare. Come detto in precedenza Edouard ama agire come una boa per i compagni d’attacco, facendo collassare la difesa su di se per poi liberarli al tiro grazie alle ottime capacità di difesa del pallone ed ad una visione di gioco già molto matura.

Siamo di fronte ad un attaccante moderno, versatile, con una gamma di movimenti e soluzioni offensive ampia e funzionale, tuttavia sappiamo bene che nessuno è perfetto, men che meno un ragazzo di 22 anni che gioca ancora nel campionato scozzese.

Infatti sebbene strutturalmente sia un progetto di calciatore già piuttosto definito, ci sono aspetti del gioco che andrebbero migliorati.

Innanzitutto nonostante la fisicità importante Odsonne non è troppo a suo agio sulle palle alte e nei duelli aerei, affrontando spesso in maniera molle questo genere di contrasti, non solo in fase di costruzione o non possesso, ma anche nell’area di rigore avversaria.

Caratterialmente si è sempre rivelato un ottimo professionista e addirittura uno studente diligente ed applicato nel gioco, dimostrandosi un ottimo lavoratore. Tuttavia durante le gare tende ad escludersi dal gioco se non viene coinvolto a sufficienza, dimostrandosi ancora poco propenso ad avere la personalità per prendersi la partita in mano, in questo senso ad oggi gli gioverebbe potersi sviluppare come secondo violino della squadra piuttosto che come bocca da fuoco principale.

Il lavoro in fase di non possesso va certamente migliorato, per intensità e per applicazione, anche se non viene aiutato dalla mimica facciale e dal linguaggio corporale in questo campo, visto che pare spesso assente in campo quando si tratta di difendere, anche se magari è concentrato e sul pezzo.

Evoluzione

Odsonne è un calciatore già piuttosto formato, il suo compito negli anni a venire sarà quello di riuscire a mantenere il livello di gioco dimostrato in maglia Celtic man mano che il livello in cui si disimpegnerà aumenterà.

Il progetto di calciatore a cui ambivano i tecnici giovanili del PSG, una sorta di mini Lukaku, si è evoluto in un centravanti di manovra molto moderno e versatile che ha raccolto paragoni importanti: Agüero, Weah, Drogba solo per citarne alcuni.

Restando un po’ più coi piedi per terra il francese richiama una versione ingentilita di Duvan Zapata, con più fioretto e meno sciabola, mantenendo una fisicità importante unità a una buona perizia tecnica.

Nel suo futuro prossimo sarà cruciale l’impatto con la prossima realtà in cui si andrà a calare. Pur avendo dimostrato una grande facilità di adattamento nel momento del trasferimento nelle Highland, non sempre i campionati di calcio europeo sono così clementi, sopratutto se sarà caricato di aspettative altissime da “Salvatore della Patria”.

Paradossalmente la scelta migliore fatta in carriera, vestire la maglia del Celtic, è il fattore che più dubbi pone sulla bontà della sua crescita come giocatore. Il campionato scozzese è stato un ottimo primo step per Odsonne, ma ad oggi è una gabbia dorata, comoda, ma che non può consentire una crescita ulteriore. La poca qualità del campionato in cui milita fa sollevare più di un dubbio, pur a fronte di statistiche più che rispettabili anche nelle competizioni europee.

Vestito in bianconero

Su Odsonne sono dati ormai da anni decine di club, con vari team di Premier League pronti a sganciare cash nelle casse dei biancoverdi di Glasgow per mettere sotto contratto il francese.

L’Arsenal lo cerca come erede di Aubameyang, il Tottenham lo ha sondato come partner d’attacco di Harry Kane e addirittura Jurgen Klopp ha dimostrato un interesse concreto per questo ragazzone della Guayana. Nel mentre Newcastle, Crystal Palace, Leeds United ed Aston Villa sono pronti a fare follie per farne la stella dei rispettivi club.

Oltre la manica Rangnick lo vedeva come nuovo numero 9 del nuovo corso milanista, a Napoli lo cercavano prima di virare su Oshimen, a Dortmund vogliono valutare il francese in tandem con Haaland, mentre a Lione Moussa Dembele avrebbe voglia di tornare a fare coppia con The Rocket.

Insomma la concorrenza non sarà di livelli stellari, ma non manca segno che ci sono tanti dirigenti che stanno subodorando il colpo.

Edouard viene da un settore giovanile molto florido, quello del Psg, milita nel top club del proprio campionato e sta dimostrando di avere delle caratteristiche senza dubbio interessanti ed adatte a costituire un potenziale buon fit per il nostro reparto avanzato.

Che la Juventus abbia estremo bisogno di un attaccante di peso è il segreto di pulcinella. Con Higuain ormai ridotto ad ex giocatore a Torino serve con urgenza una prima punta che sia in grado di aprire gli spazi per CR7 e Dybala, che sappia tenere palla e riempire l’area, con buone doti di palleggio e in grado di essere efficace sia a difesa schierata che in transizione.

Tutte queste sono caratteristiche che calzano a pennello con quanto mostrato dal numero 22 del Celtic nella sua avventura scozzese.

In in ottica di ringiovanimento della rosa, di profili meno esosi dal punto di vista dei costi e sopratutto del ritorno al battere strade nuove con coraggio e competenza io sarei molto più propenso a fare uno sforzo economico per questo giovane in rampa di lancio piuttosto che caricarsi il peso dell’ennesimo ultra trentenne, i cui giorni migliori sono ormai alle spalle.

Certo le perplessità sul campionato di provenienza sono giustificate, ma Odsonne a Torino potrebbe essere un ottimo complemento per le nostre stelle, accetterebbe volentieri un ruolo non di primo piano, e probabilmente ne gioverebbe, ad un costo tutto sommato accessibile (30 milioni di euro, con ingaggio intorno ai 4 secondo i ben informati) e sopratutto permetterebbe di effettuare un’operazione economicamente sana anche nel caso in cui non esplodesse completamente a Torino, vista l’ottima reputazione di cui gode oltremanica.

Fortunatamente non sono io a dover prendere certe decisioni, ma mi piacerebbe vedere la dirigenza provare a testare questo ragazzo che pare avere le caratteristiche tecniche e fisiche per riempire l’evidente buco al centro del nostro attacco.

Stefano Follador

1 pensiero su “#RawDiamonds: Odsonne Edouard”

  1. Spero che la Juventus acquisti subito Odsonne Edouard ,sarebbe il giocatore giusto per sostituire Higuain mi ricorda molto Zapata.
    Il Celtic è uscita dalla Champions,quindi ottimi motivi per prenderlo ,prezzo e ingaggi bassi.

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