I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Come direbbe Vasco Rossi, dopo la partita col Sassuolo, l’ennesima sconcertante e controversa di questa stagione, noi siamo ormai senza parole.
Quali sono le tue?

Le parole ci sono e le analisi pure. La cosa che sconcerta di più è che la Juve dopo i buoni 60 minuti di San Siro ha perso certezze, forza psicologica e fisica e continua in un copione pericoloso. Anche con il Sassuolo abbiamo visto un quarto d’ora perfetto, poi i bianconeri sono spariti per una buona porzione di gara. Non basta fare 15 minuti di grande livello per vincere e convincere. Questa è una squadra che, per tutto l’anno, ha sofferto quando viene attaccata in velocità, sconta gli stessi gravi errori tecnici e di posizionamento ed è ritornata fragile difensivamente. 9 reti subite in 3 match sono un dato non da Juve. Ma ciò che preoccupa ancor più è che questa squadra non riesce a gestire il vantaggio, spesso doppio, e fatica enormemente a tenere la gara in pugno. Insomma, comanda la gara a fasi alterne e poi prende sistematicamente gol. Se analizziamo le tre reti subite ieri sera, sono lo specchio della Juve di Sarri. Prima rete, 4 tocchi e rimpalli senza che nessun difensore bianconero riesca ad allontanare, seconda rete, macroscopico errore di supponenza di Bentancur, lì nasce la punizione di Berardi, la terza realizzazione emiliana mette a nudo la sofferenza immane di un squadra che non fa filtro a centrocampo e viene messa sotto da azioni rapide, avvolgenti, giocate di prima. Così non va e se Sarri e i suoi ragazzi vorranno arrivare all’obiettivo, serve davvero crescere, confrontandosi e dando tutto ciò che si ha in corpo. Poi ci sarebbe un’analisi dettagliata sui singoli da fare, ma al momento serve serrare i ranghi e portare a casa il tricolore.

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Carattere e tenacia non sono bastate alla Juventus Under 23 per proseguire il cammino promozione. Resterà un sogno oppure la società è attrezzata per ambire al salto in B già dalla prossima stagione?

La seconda squadra ha obiettivi importanti, anzitutto generare giovani che possano tornare utili alla prima squadra, abilitare un allenatore nuovo come Pirlo e magari portarlo a diventare un Mister da Juve, poi c’è l’obiettivo della serie B. Insomma i piani sono ambiziosi e la Juve ha intenzione di sfruttare al meglio l’opportunità U23 per farla diventare il serbatoio della prima squadra, così come avviene all’estero.

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Juventus Atalanta: gara dai ritmi europei e con un avversario già a Lisbona che in pratica è da considerarsi al momento un Top Team.
Che insegnamenti dobbiamo trarre dalla sfida contro la truppa di Gasperini, soprattutto per il retour match degli ottavi e le eventuali partite successive?

L’insegnamento è semplice, in Europa si gioca a ritmi alti, sfruttando l’ampiezza del campo in velocità e osando, dominando l’avversario, mantenendo un alto standard difensivo, proponendo gioco. La speranza è che la Juve vinca lo scudetto scrollandosi di dosso paure, incertezze, blackout mentali e poca brillantezza fisica, per poi proiettarsi verso la sfida dura contro il Lione con rinnovate energie, altrimenti i bianconeri potrebbero rischiare e non poco. Inutile parlare della final eight oggi, come facevano alcuni tifosi nel giorno dei sorteggi, la Juve prima deve superare il Lione. E ad oggi, con una squadra non in salute e alcuni giocatori in forma scadente, la pratica non appare agevole.

Franco Leonetti

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